Siamo lieti di offrirvi un breve Corso sui Salmi tenuto da Mons Severino Pagani nella sua Parrocchia, che ringraziamo, grazie alla sollecitudine nel segnalarcelo dell’amico Gabriele Mara, che altresì ringraziamo.
— ⊕ —
Dall’ Introduzione
La fonte principale della liturgia ebraica era costituita dai salmi. Ad essi si devono ispirare le lodi, tutti i ringraziamenti, tutte le preghiere, tutti i pianti. I salmi sono infatti «parola di Dio», dialogo con Dio ma dialogo in cui è Dio ad aver preso I’iniziativa e ad averla condotta a buon fine. Certamente l’uomo cerca Dio, c anche il credente israelita lo ricercava con la preghiera nella coscienza di essere un popolo che era in cammino, in attesa e in alleanza con un Dio che si era rivelato come il «suo Dio».
I salmi sono dunque un appello a Dio compiuto da uomini diversi, in situazioni storiche precise e differenti ma sono anche risposte di Dio all’uomo, rivelazione di questo Dio nella preghiera. In questo sta l’unicità dei salmi; in questo i salmi si distinguono da ogni altra preghiera. Essi sono preghiere che si costituiscono come «norma e regola» di ogni preghiera.
II salmista ha aperto la bocca, e Dio gliel’ha riempita: «Apri la tua bocca ed io il Signore la riempirò» (Sal. 81, 11) L’ha riempita di lodi, canti, degni di salire a lui. II salmista sa che se Dio non prende quest’iniziativa la sua bocca non può cantare la lode del Signore. «Apri la mia bocca e la mia lingua canterà la tua lode» (Sal. 51, 17).
I salmi sono il miele della roccia (Sal. 119, 103), il pane nel deserto (Sal. 105, 40 e Mt. 3, 4), necessarie e sufficienti per vivere come le locuste (cfr. Mt. 3, 4). I salmi sono questo fiume di preghiere che esce dal tempio, alle cui rive i credenti come alberi sanno dare frutti e foglie che non appassiscono mai (cfr. Ez. 47, 12 e Sal. 1, 4). I salmi sono questa costruzione di pietre che parlano e che formano il tempio della preghiera, luogo privilegiato dell’incontro tra Dio e il suo popolo. (segue)
Nuova Citeaux Per la promozione della cultura cistercense


