Cristo nasce dal seno della Vergine intemerata
per opera di quello Spirito che fa
nascere dall’utero della Santa Chiesa il
cristiano, la cui vera pace consiste nel
non separarsi dalla volontà di Dio.
Leone Magno, Sermone 29, I, 1
PRIMA LETTURA
Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò.
SALMO RESPONSORIALE
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. R/.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. R/.
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. R/.
SECONDA LETTURA
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.
In quel tempo, (i pastori) andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
L’obbedienza pronta e fiduciosa
alla parola rivelata
ci consente di trovare Gesù,
il Messia atteso come Salvatore del suo popolo.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 35-51
Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)”. (v. 41)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 2, 1-12
Udite le parole del re, essi [i Magi] partirono. (v. 9a)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 25, 1-13
Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze e la porta fu chiusa. (v. 10)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 19, 1-10
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. (vv. 5-6)
DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 5, 2-8
Ho aperto allora al mio diletto, ma il diletto già se n’era andato, era scomparso. Io venni meno, per la sua scomparsa. (v. 6a)
DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA, CAP. 6, 1-6
Affrettiamoci a conoscere il Signore, la sua venuta è sicura come l’aurora. Verrà a noi come la pioggia di autunno, come la pioggia di primavera che feconda la terra. (v. 3)
COMMENTO PATRISTICO
MASSIMO DI TORINO
Dal Sermone 61b, 2-3
Nasce dunque Cristo, salvezza per tutti, che i profeti dichiarano re delle genti; nasce da una vergine, come afferma Isaia con queste parole: Ecco, una vergine concepirà nel grembo e partorirà un figlio, e lo chiameranno col nome di Emanuele, che significa Dio con noi (Is 7, 14). Il modo in cui nacque dimostra la verità del Signore: concepì una vergine ignara di rapporti con l’uomo, il grembo si riempie senza essere stato sfiorato da amplesso di sorta e il ventre casto accoglie lo Spirito Santo che le pure membra custodirono e il corpo senza macchia portò con sé. Vedete il prodigio della Madre del Signore: è vergine quando concepisce, vergine quando partorisce, vergine dopo il parto. Gloriosa verginità ed eccelsa fecondità!
Nasce la potenza del mondo, e la partoriente non geme; si svuota l’utero, è raccolto il bimbo, e tuttavia la verginità non è violata. Era giusto, infatti, che per la nascita di un Dio crescesse il pregio della castità e non ne fosse violata l’integrità dalla nascita di Colui che dà la verginità del battesimo ai corrotti. Il bimbo nato è posto in una mangiatoia, e questa è la prima culla di Dio; né si offende per queste ristrettezze il Re del cielo, che aveva abitato un ventre verginale. Maria fu certamente un’abitazione degna per Cristo, non per la condizione del corpo, ma per la grazia verginale. Dunque, sgravata del felice peso, Maria lieta si riconosce madre, mentre non si sa moglie; ed è gloriosa della prole, mentre è ignara del marito; e si meraviglia di aver generato un bimbo, quando attesta di aver accolto lo Spirito Santo; e non è atterrita di aver partorito prima delle nozze, perché ha la testimonianza della verginità e della prole. La prole, infatti, indica Dio come padre, la verginità scusa il sospetto di chi si stupiva: da un lato la Divinità rende testimonianza alla verginità, dall’altro il segreto alla natura. La Divinità, ripeto, rende testimonianza al parto verginale; infatti, affinché Cristo sia concepito, Maria, secondo il preannuncio del Vangelo, è riempita della grazia dello Spirito Santo, è adombrata dalla potenza di Dio Padre, come le fu detto: Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti adombrerà, e perciò ciò che nascerà da te sarà chiamato santo, Figlio di Dio.
Nella nascita del Salvatore, dunque, si è compiuta quella disposizione divina che dice: Ogni affermazione si fonderà su due o tre testimoni (Dt 19, 15).
Ecco infatti il Verbo di Dio nasce secondo la testimonianza della Trinità. Certamente nel grembo della santa Maria, quando scende lo Spirito Santo, quando l’Altissimo stende la sua ombra, quando Cristo è generato, è contenuta la professione di fede.
Era conveniente, infatti, che la Madre, che avrebbe partorito la salvezza per le genti, prima confermasse nelle sue viscere il mistero della Trinità, e noi comprendiamo che il mistero della fede era stato confermato prima della nascita del Salvatore. Maria, per così dire, nel sacrario del suo ventre portò col mistero il sacerdote. Infatti tutto ciò che doveva giovare al mondo uscì interamente dal suo ventre, Dio, il sacerdote e la vittima: il Dio della risurrezione, il sacerdote dell’offerta, la vittima della passione. E tutto questo riconosciamo in Cristo.
È Dio, infatti, perché ritornò al Padre, pontefice perché offrì se stesso, vittima perché fu ucciso per noi. Direi che il grembo di Maria non fu un grembo, ma un tempio. È certo un tempio quello in cui abita tutto ciò che di santo si trova in cielo, se non che deve essere ritenuto superiore ai cieli … Superiore ai cieli certamente deve essere ritenuto il grembo di Maria, perché rinviò al cielo il Figlio di Dio più glorioso di quanto fosse quando discese dal cielo. Dal cielo, infatti, venne per patire, dalla terra tornò per regnare; dal cielo discese umiliato nell’uomo, dalla terra salì glorificato al Padre. Senza dubbio è migliore il tempio del corpo che quello del cielo. Infatti in questo assiso Cristo è terribile, in quello è mansueto; in questo è invisibile, in quello è visibile e palpabile; in questo punisce i peccati, in quello li perdona; in questo esercita il potere di giudice, in quello esorta con l’amore di un fratello. E perciò è bene per noi adorarlo quando ci invita, perché possiamo non temerlo quando ci giudica.
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