Nato dal Padre prima del tempo, nella
pienezza dei tempi è divenuto nel seno
della Madre l’Emmanuele, cioè Dio con noi.
S. Beda il Venerabile, Omelia I, 6

Maria Santissima Madre di Dio

PRIMA LETTURA
Nm 6, 22-27

Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò.

SALMO RESPONSORIALE
Sal 66

R. Dio abbia pietà di noi e ci benedica.

SECONDA LETTURA
Gal 4,4-7

Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.

CANTO AL VANGELO
(Ebr 1,1.2)

VANGELO
Lc 2,16-21

In quel tempo, (i pastori) andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

 

Dio si rivela
a coloro che, nella notte, custodiscono la sua Parola
e vegliano sul gregge loro affidato
attendendo di vedere l’adempimento delle sue promesse.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 12-24
Gli disse Giuda, non l’Iscariota: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?”. Gli rispose Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. (vv. 22-23)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 21, 1-14
In quella notte [i discepoli] non presero nulla. Quando già era l’alba Gesù si presentò sulla riva. (vv. 3b-4a)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 20, 17-38
Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue. (v. 28)

SALMO 119 (118)
I miei occhi prevengono le veglie per meditare sulle tue promesse. (v. 148)

SALMO 132 (131)
Non concederò sonno ai miei occhi né riposo alle mie palpebre, finché non trovi una sede per il Signore, una dimora per il Potente di Giacobbe. (vv. 4-5)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 62, 1-12
Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi darò pace, finché non sorga come stella la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada. (v. 1)

DAL LIBRO DEL PROFETA ABACUC, CAP. 2, 1-4
È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà. (v. 3)

 

COMMENTO PATRISTICO

 

S. BRUNO DI SEGNI
Dal Commento al Vangelo di Luca, I, 2

 

E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama. Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano tra loro: Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere. I pastori – dice – parlavano tra loro e riferendosi alle cose che avevano udito e visto dicevano: Mirabile è ciò che abbiamo udito, stupendo ciò che abbiamo visto: ai cieli è promessa la gloria, alla terra la pace! Oggi è nato per noi il Salvatore, ci è stato dato un nuovo Re che è il Cristo Signore, nella città di Davide. Che facciamo dunque? Perché indugiamo? Andiamo fino a Betlemme!
Quella è infatti la città di Davide, vediamo questo Verbo e crediamo, perché in principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Che fu fatto: quanto a sé, non fu fatto né creato. In certo modo tuttavia è stato fatto poiché Il Verbo si è fatto carne. Il Signore lo ha fatto conoscere. Vediamo corporalmente ciò che il Signore ci ha mostrato spiritualmente e ciò che abbiamo concepito con la mente e teniamo saldo con la fede rimane perché lo possiamo vedere con gli occhi.
Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia: Nella grotta hanno trovato la stella, nella mangiatoia hanno trovato il sole, poiché Maria è Stella del mare e Sole di giustizia è chiamato il Cristo. Retrocedano dunque le tenebre, fugga la caligine, perché nella grotta risplende la stella e nella mangiatoia il sole. Non ci può essere cattivo odore dove c’è il fiore del campo, il giglio delle convalli, dal cui soavissimo profumo la Chiesa attratta esclama: Attirami dietro a te, correremo alla fragranza dei tuoi profumi! (Ct 1, 3). Ma che dire della madre del Signore? La fragranza del suo profumo ha ammirato il sapientissimo re Salomone, dicendo: Chi è costei che sale dal deserto, come una colonna di fumo esalando profumo di incenso e di ogni polvere aromatica? (Ct 3,6). Dove infatti si esala il profumo di ogni polvere aromatica non ci può essere traccia di cattivo odore.
E dopo averla visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Questo infatti è quel bambino di cui è scritto: un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace; grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul Regno (Is 9,6). Con queste parole di pace sono descritte la nascita e la nobiltà, la potenza e la fortezza, il comando e la giustizia e tutto il resto che conviene alla lode e alla gloria di questo bambino.
E tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. O madre sapientissima e sola degna di un tale Figlio che custodiva tutte queste parole nel cuore, le confrontava, le affidava alla memoria in modo che poi, essendo lei portatrice del racconto e dell’annunzio, fossero scritte, predicate in tutto il mondo e annunciate a tutte le genti! Da lei infatti gli apostoli hanno udito queste cose; alla sua scuola le hanno imparate gli evangelisti e sotto sua dettatura le hanno scritte e tramandate a noi perché le leggessimo. Chi potrebbe non credere ai vangeli? Chi potrebbe presumere di contraddire a parole protette dall’autorità o di Maria o del Figlio? Certe cose gli apostoli e gli evangelisti le hanno udite dalla madre del Signore, come queste, e altre che sono state scritte sull’infanzia del Salvatore, ma la maggior parte le hanno imparate per averle viste e udite dal Signore stesso.
I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, come era stato detto loro. Beati quei pastori che meritarono di vedere il Cristo Signore e hanno avuto fede lodando Dio e glorificando ciò che avevano visto e udito.
Beati quei pastori che fino ad oggi nella Chiesa cercano il Cristo nel presepio, cioè nei libri sacri, e fedelmente predicano la fede in lui.

 

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