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30 Maggio 2025

Lectio divina e letture della S. Messa con commenti

Cristo Pantocrator di S. Caterina del Sinai

Rito romano

Ascensione del Signore - C

Oggi ... abbiamo penetrato in Cristo le
sublimità dei cieli: abbiamo acquistato in
Cristo molto più di quanto per l’odio del
diavolo avevamo perduto.
S. Leone Magno, Discorso 74, 4




PRIMA LETTURA
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.
At 1,1-11

SALMO RESPONSORIALE
Sal 46

R/. Ascende il Signore tra canti di gioia.

SECONDA LETTURA
Cristo è entrato nel cielo stesso.
Eb 9,24-28;10,19-23

CANTO AL VANGELO
(Mt 28,19.20)

VANGELO
Mentre li benediceva veniva portato verso il cielo.
Lc 24,46-53

PREGHIERA DEI FEDELI
...



PERCORSO ESEGETICO

La predicazione della salvezza al mondo intero
è l’ultima obbedienza per l’adempimento delle Scritture;
di questo adempimento gli apostoli sono testimoni.




DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 17
Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo ... Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me. (vv. 18. 20)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 28, 16-20
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. (v. 19)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 24, 1-14
Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. (v. 14)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 10, 34-48
E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio. Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome. (vv. 42-43)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 13, 16-51
Ecco noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: Io ti ho posto come luce per le genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra. (vv. 42c-43)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 5, 11-6, 10
Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! (vv. 6, 1-2)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 4, 1-8
Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. (v. 2)

SALMO 98 (97)
Tutti i confini della terra hanno veduto la salvezza del nostro Dio. (v. 3b)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 40, 1-11
Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion; alza lavoce con forza, tu che rechi liete notizie in Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annunzia alle città di Giuda: “Ecco il vostro Dio!” (v. 9)



COMMENTO PATRISTICO

GREGORIO DI NISSA
Sermo de Ascens., passim




Con Gesù si ascende solo in compagnia delle virtù

La terra e quanto essa contiene appartiene al Signore (Sal 23,1ss)

Che cosa avviene, dunque, di nuovo, o uomo, se il nostro Dio fu visto in terra, se visse con gli uomini? Egli stesso creò la terra e la stabilì .

Per la qual cosa non è né cosa insolita, né assurda che il Signore venga presso le proprie creature.

Infatti, egli non si trova in un mondo straniero, ma proprio in quello che egli stesso stabilì e creò, che poggiò la terra sui mari e fece in modo che fosse situata nella posizione migliore presso il corso dei fiumi.

Per quale causa, poi, egli venne se non perché dopo averti liberato dalla voragine del peccato, ti conducesse sul monte, il carro del regno, cioè la pratica della virtù durante l’ascensione?

Non si può, infatti, ascendere su quel monte, se non ti servi delle virtù come compagne (di viaggio), e, con le mani pure da ogni colpa, e non macchiato da alcun delitto, con il cuore innocente non volgi il tuo animo a nessuna vanità e né inganni tuo fratello con frode.

La benedizione è il premio di tale ascensione, e ad essa il Signore largisce la sua misericordia.

Questa è la generazione delle anime che lo cercano, di quelle che salgono in alto per mezzo della virtù, e di quelle che cercano il volto del Dio di Giacobbe.

La rimanente parte di questo salmo è più sublime, forse, anche per il tono evangelico e la dottrina.

Infatti, il Vangelo del Signore narra le abitudini e la vita che egli condusse in terra, e il suo ritorno in Cielo.

Questo sommo Profeta, d’altronde, innalzandosi sopra se stesso, come se non fosse impedito da nessun peso del corpo, entra nei Celesti Poteri, e ci riferisce le loro voci, allorché, accompagnando il Signore che ritornava in Cielo, agli angeli che risiedono sulla terra, ai quali fu affidata la venuta nella vita umana, danno ordini in questo modo: Togliete, o principi, le vostre porte, e voi, porte eterne, elevatevi: entrerà il Re della gloria.

E poiché, dovunque, sarà presente colui che in se stesso contiene tutte le cose, misura (se stesso) secondo la capienza di quelli che lo ricevono; e né solamente, infatti, tra gli uomini si fa uomo, ma anche tra gli angeli si trova, e si libera alla loro natura: per questo i custodi delle porte interrogano il narratore: Chi è questo Re della gloria?

Rispondono loro e lo manifestano come forte e potente in battaglia, che combatterà contro colui che tratteneva la natura umana prigioniera nella schiavitù, e rovescerà colui che aveva il dominio della morte (Ebr 2,14); in tal modo, debellato il pericolosissimo nemico, riconducesse il genere umano nella libertà e nella pace.

Di nuovo ripete le medesime voci.

Adempiuto, infatti, è già il mistero della morte e la vittoria è stata riportata sui nemici e contro di essi è stato rivolto il trofeo della croce.

Ascese in alto, conducendo prigioniera la schiavitù (Sal 67,19) colui che concesse agli uomini la vita, il regno, e questi importanti doni.

Poste per lui, di nuovo si debbono spalancare le porte.

Gli vanno incontro i nostri custodi, i quali impongono di chiudere le porte, affinché di nuovo consegua la gloria in essi.

Ma essi non conoscono colui che si è rivestito della veste macchiata della nostra vita, i cui abiti sono rossi dal torchio dei peccati degli uomini.

Perciò, di nuovo i suoi compagni sono interrogati da quelle parole: Chi è questo Re della gloria? Ma non sarà risposto più: Forte, potente in battaglia, ma il Signore delle potenze, che ottenne il dominio del mondo, che assomma in sé tutte le cose, che in tutte possiede le prime, che restituì tutte le cose all’antica condizione, questi è il re della gloria.

Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito romano, Pasqua

Rito ambrosiano

VII DOMENICA DI PASQUA (Domenica dopo l’Ascensione) - C

«Vi lascio la pace, – dice il Signore – alleluia;
vi do la mia pace, alleluia.
Il vostro cuore non si turbi e non abbia timore,
finché ritornerò», alleluia.
Cfr. Gv 14, 27-28




LETTURA
Stefano disse: ecco contemplo il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio.
At 7, 48-57

SALMO RESPONSORIALE
Sal 26 (27), 1. 4. 7-9a

R/. Nella casa del Signore contempleremo il suo volto.

EPISTOLA
Il Padre della gloria risuscitò Cristo dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli.
Ef 1, 17-23

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 17, 21)

VANGELO
Quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io.
Gv 17, 1b. 20-26

PREGHIERA DEI FEDELI
...



COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di San Giovanni 111, 3-4




Dopo aver detto: Voglio che siano anch’essi con me dove sono io proseguendo subito aggiunge: affinché vedano la mia gloria, quella che mi hai dato, perché tu mi hai amato prima della fondazione del mondo (Gv 17, 24). Dice: affinché vedano, non dice: affinché credano. Tratta del premio della fede, non della fede in se stessa. Se la fede è definita con tanta esattezza nella lettera agli Ebrei: prova delle realtà che non si vedono (Eb 11, 1), perché non si potrà definire il premio della fede come la visione delle realtà che si sono credute e sperate? Quando vedremo la gloria che il Padre ha dato al Figlio (anche se in questo passo intende parlare non della gloria che il Padre ha dato al Figlio generandolo uguale a sé, ma della gloria che il Padre ha dato al Figlio, diventato Figlio dell’uomo, dopo la sua morte in croce), quando, dunque, vedremo questa gloria del Figlio, è allora che avrà luogo il giudizio dei vivi e dei morti, è allora che sarà tolto di mezzo l’empio perché non veda la gloria del Signore (cf. Is 26, 10). Quale gloria, se non quella per cui egli è Dio? Beati infatti i puri di cuore, perché essi vedranno Dio (cf. Mt 5, 8); gli empi non sono puri di cuore, e perciò non lo vedranno. Essi andranno allora al supplizio eterno; così sarà tolto di mezzo l’empio, affinché non veda la gloria del Signore. I giusti, invece, andranno alla vita eterna (cf. Mt 25, 46). E in che consiste la vita eterna? La vita eterna consiste in questo – dice il Signore – che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo (Gv 17, 3); non come lo conoscono coloro che non sono puri di cuore, i quali tuttavia potranno vederlo nella forma di servo glorificato quando verrà a giudicare; ma come sarà conosciuto dai puri di cuore, quale solo vero Dio, Figlio in unità col Padre e lo Spirito Santo, essendo la Trinità il solo vero Dio. Se dunque prendiamo questa frase: Voglio che siano anch’essi con me dove sono io, nel senso che il Figlio di Dio è Dio coeterno e uguale al Padre, vuol dire che noi saremo con Cristo nel Padre: lui a modo suo, noi a modo nostro, dovunque si trovi il nostro corpo. Dato che il luogo è il posto occupato da ciascuna cosa, se si potesse chiamare luogo anche quello che contiene realtà non materiali, si potrebbe dire che il luogo eterno dove sempre Cristo risiede è il Padre stesso, e il luogo del Padre è il Figlio. Io – dice infatti il Signore – sono nel Padre e il Padre è in me (Gv 14, 10) e in questa orazione: Come tu, Padre, sei in me ed io in te. E il nostro luogo sono essi stessi, poiché così continua: affinché anch’essi siano una sola cosa in noi (Gv 17, 21). E noi, a nostra volta, siamo il luogo di Dio, perché siamo il suo tempio: proprio per questo prega colui che è morto per noi, e che per noi vive, affinché, cioè, noi siamo una cosa sola in loro, dato che è stato costruito nella pace il suo luogo, e la sua abitazione in Sion (Sal 75, 3); e Sion siamo noi. Ma chi è capace di immaginare questi luoghi e ciò che essi contengono, astraendo da dimensioni di spazio o da estensioni corporee? É già un fatto positivo negare, respingere e scartare ogni immagine di tal genere che si affacci alla mente, perché vuol dire che si ha già, per quanto è possibile, l’idea di una certa luce nella quale queste immagini appaiono negative, da rifiutare, da scartare; e vuol dire che di questa luce si è ormai certi e si è cominciato ad amarla, per cui ci si mette in cammino e si tende verso le realtà interiori. E se l’anima, ancora debole e non sufficientemente pura per penetrare quelle realtà, si sente respinta, non senza gemiti d’amore e lacrime di desiderio, attenda pazientemente di venir purificata dalla fede, e con una vita santa si prepari ad abitare nel luogo dove Cristo abita.

In che modo, dunque, potremo non essere con Cristo dove egli è, dal momento che saremo con lui nel Padre, in cui egli è? L’Apostolo non ce l’ha nascosto, anche se abbiamo solo la speranza e non siamo ancora in possesso della realtà. Egli infatti dice: Se siete risuscitati con Cristo, cercate le cose che stanno in alto, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; abbiate la mente alle cose dell’alto, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti – dice – e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio (Col 3, 1-3). Ecco che frattanto la nostra vita, mediante la fede e la speranza, si trova dove si trova Cristo, è con lui perché è con Cristo in Dio. Ecco che è già come un fatto compiuto quanto egli ha chiesto rivolgendosi al Padre: Voglio che siano anch’essi con me dove sono io (Gv 17, 24). Ora questo è vero mediante la fede. Quando lo sarà mediante la visione? Quando Cristo, vita vostra, apparirà, anche voi allora apparirete con lui nella gloria (Col 3, 4). Allora appariremo quello che allora saremo; allora apparirà che non invano l’abbiamo creduto e sperato, prima di esserlo. Realizzerà tutto questo colui al quale il Figlio, dopo aver detto: affinché vedano la mia gloria, quella che mi hai dato, dice subito dopo: perché tu mi hai amato prima della fondazione del mondo. In lui il Padre ha amato anche noi prima della fondazione del mondo, perché è allora che ha predestinato ciò che realizzerà alla fine del mondo.

Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito ambrosiano, Pasqua
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