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28 Febbraio 2026

Lectio divina e letture della S. Messa con commenti

Cristo Pantocrator di S. Caterina del Sinai

Rito romano

2.a Domenica di Quaresima - A

Oggi, sul monte Tabor, in modo del tutto
misterioso, si è visto come sarà la vita
futura nel regno del gaudio.
Anastasio Sinaita, Omelia sulla Trasf.




PRIMA LETTURA
Vocazione di Abramo, padre del popolo di Dio.
Gen 12,1-4

SALMO RESPONSORIALE
Sal 32

R/. Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.

SECONDA LETTURA
Dio ci chiama e ci illumina.
2Tm 1,8-10

CANTO AL VANGELO
(Mc 9,7)

VANGELO
Il suo volto brillò come il sole
Mt 17,1-9

PREGHIERA DEI FEDELI
...



PERCORSO ESEGETICO

Il volto luminoso e le vesti candide
sono il segno della vita nuova
che il Signore risorto riceve dal Padre
e che comunica ai credenti
per mezzo del battesimo.




DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 12, 31-36
Mentre avete la luce credete nella luce, per diventare figli della luce. (v. 36a)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 5, 14-16
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini. (v. 16a)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 3, 1-18
E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore. (v. 18)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 3, 1-17
Vi siete infatti spogliati dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore. (vv. 9b-10)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 19, 1-8
Le hanno dato una veste di lino puro splendente. (v. 8)

SALMO 4
Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto. (v. 7b)

SALMO 51 (50)
Lavami e sarò più bianco della neve. (v. 9b)

SALMO 104 (103)
Signore, mio Dio, quanto sei grande! Rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce come di un manto. (vv. 1b-2a)

DAL LIBRO DEL PROFETA BARUC, CAP. 4, 5-5, 9
Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria. (v. 5, 9a)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 60
Alzati, rivestiti di luce … la gloria del Signore brilla sopra di te. (v. 1)



COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 78




La voce dalla nuvola e l’abbattimento dei discepoli.

4. Mentre la nube li avvolgeva tutti e in certo qual modo facendo per essi una sola tenda, si fece sentire anche una voce che diceva: Questo è il Figlio mio prediletto (Mt 17, 5; Lc 9, 35). Erano lì Mosè ed Elia, eppure discepoli non fu detto: “Questi sono i figli miei diletti”. Una cosa è il Figlio unigenito, un’altra cosa sono i figli adottivi. Veniva esaltato Colui del quale si gloriavano la Legge e i Profeti. Questo è il Figlio mio prediletto – è detto – nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo! (Rm 3, 20). Poiché lo avete udito attraverso i Profeti e attraverso la Legge. E quando non lo avete udito? A quelle parole i discepoli caddero bocconi a terra. Ci viene già mostrato nella Chiesa il regno di Dio. Qui c’è il Signore, qui c’è la Legge e i Profeti; ma il Signore in quanto è il Signore, la Legge invece in quanto rappresentata da Mosè e la Profezia rappresentata da Elia; ma essi in quanto servi, in quanto esecutori degli ordini. Essi come recipienti, egli come sorgente. Mosè ed i Profeti parlavano e scrivevano, ma da lui proveniva ciò ch’essi proferivano.

I discepoli vengono rialzati.

5. Il Signore però tese loro la mano e fece rialzare i discepoli. Essi poi non videro nessuno all’infuori del solo Gesù (Mt 17, 7-8). Che significa questo? Avete sentito quando si leggeva la lettera dell’Apostolo: Noi adesso vediamo Dio in confuso, come in uno specchio, ma allora lo vedremo faccia a faccia (1 Cor 13, 12). Cesserà inoltre il dono delle lingue, quando avverrà ciò che ora speriamo e crediamo (Cf. 1 Cor 13, 8). Il fatto che i discepoli caddero bocconi a terra significa simbolicamente che moriremo, poiché è stato detto alla carne: Terra sei e nella terra tornerai (Gn 3, 19). Il fatto invece che il Signore li fece rialzare, simboleggiava la risurrezione. Dopo la risurrezione a che ti serve la Legge? a che ti serve la profezia? Ecco perché scompaiono Elia e Mosè. Ti rimane: In principio era il Verbo e il Verbo era con Dio e il Verbo era Dio (Gv 1, 1). Ti resta che Dio sia tutto in tutti (Cf. 1 Cor 15, 28). Vi sarà Mosè ma non vi sarà più la Legge. Vedremo lì anche Elia, ma non più gli scritti del Profeta. Poiché la Legge e i Profeti resero testimonianza a Cristo che doveva patire e il terzo giorno risorgere dai morti ed entrare nella sua gloria (Cf. Lc 24, 44-47). Lì si avvererà ciò che ha promesso a coloro che lo amano: Chi mi ama, sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò (Gv 14, 21). E come se gli fosse stato chiesto: “Poiché tu lo amerai, che cosa gli darai?”, risponde: Mi farò conoscere a lui (Gv 14, 21) Gran dono, grande promessa! Dio non ti riserva un proprio dono, ma se stesso. Perché mai, avaro, non ti basta ciò che ti promette Cristo? A te sembra d’esser ricco, ma se non hai Dio, che cosa hai? Un altro invece è povero ma se possiede Dio, che cosa non possiede?

Categorie: Anno A (2025/26), Letture - rito romano, Quaresima

Rito ambrosiano

II DOMENICA DI QUARESIMA - A

Grandi e mirabili le tue opere, Dio onnipotente,
tu che lavi la Chiesa col lavacro dell’acqua
in virtù della parola di vita,
perché la tua misericordia resta in eterno!
Giuste e vere le tue strade, Re dei secoli,
che guidi il tuo popolo attraverso il deserto!
Cf. Ap 15, 3; Ef 5, 26; Sal 135 (136), 16




LETTURA
La teofania al Sinai e la rivelazione del Decalogo.
Es 20, 2-24

SALMO RESPONSORIALE
Sal 18 (19), 8ab. 9c-10. 15

R/. Signore, tu solo hai parole di vita eterna.

EPISTOLA
Il Padre vi dia uno spirito di rivelazione per comprendere la grandezza della sua potenza, che egli manifestò in Cristo.
Ef 1, 15-23

CANTO AL VANGELO
(Cf. Gv 4, 42. 15)

VANGELO
La Samaritana.
Gv 4, 5-42

PREGHIERA DEI FEDELI
...



COMMENTO AL VANGELO

GIOVANNI DAMASCENO
Expos. fidei orthod. 4, 17




È salutare leggere le sacre Scritture

Dice l’Apostolo: “Molte volte e in molti modi anticamente Dio parlò ai nostri padri per mezzo dei profeti; ma in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (He 1,1s). Per mezzo dello Spirito Santo, dunque, hanno parlato la Legge, i profeti, gli evangelisti, gli apostoli, i pastori e i maestri. Perciò ogni Scrittura è ispirata da Dio ed è anche certamente utile (2Tm 3,16). E bello dunque e salutare indagare le divine Scritture. “Come un albero piantato lungo corsi d’acqua”, così anche l’anima, irrigata dalla Scrittura divina, cresce “e porta frutto alla sua stagione” (Ps 1,3), cioè la fede retta, ed è sempre adorna di foglie verdeggianti, cioè le opere gradite a Dio. Dalle Scritture sante infatti veniamo condotti alle azioni virtuose e alla contemplazione pura. Troviamo in esse lo stimolo ad ogni virtù e la dissuasione da ogni vizio. Se dunque impareremo con amore, impareremo molto: infatti, con la diligenza, la fatica e la grazia di Dio che dà tutto, tutto si ottiene, poiché “chi chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto” (Lc 11,10).

Battiamo dunque a questo magnifico giardino delle Scritture, olezzante, soave, fiorente, che rallegra le nostre orecchie con il canto molteplice di uccelli spirituali, pieni di Dio, che tocca il nostro cuore, consolandolo se è triste, calmandolo se è irritato, riempiendolo di eterna letizia; che innalza il nostro pensiero sul dorso dorato, rutilante, nella divina colomba (Ps 67,14), che con le sue ali raggianti ci porti al Figlio unigenito ed erede del padrone della vigna spirituale e per mezzo di lui al “Padre dei lumi” (Jc 1,17). Ma non battiamo fiaccamente bensì con ardore e costanza; e non stanchiamoci di battere. In questo modo ci sarà aperto. Se leggiamo una volta e due volte e non comprendiamo quello che leggiamo, non scoraggiamoci, ma persistiamo, riflettiamo, interroghiamo. È detto infatti: “Interroga tuo padre e te lo annuncerà, i tuoi vecchi e te lo diranno” (Dt 32,7). La scienza non è di tutti (1Co 8,7). Attingiamo alla sorgente di questo giardino le acque perenni e purissime che zampillano nella vita eterna (Jn 4,14). Ne godremo e ce ne delizieremo senza saziarcene: possiede una grazia inesauribile.

Categorie: Anno A (2025/26), Letture - rito ambrosiano, Quaresima
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