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26 Dicembre 2025

Lectio divina e letture della S. Messa con commenti

Cristo Pantocrator di S. Caterina del Sinai

Rito romano

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe - A

Non meravigliamoci se sono chiamati
genitori, perché Maria in virtù del parto,
e Giuseppe, in vista della dedizione amorosa,
meritavano l’appellativo di madre e padre.
Origene, Omelie su Luca, 19,3




PRIMA LETTURA
Chi teme il Signore onora i genitori.
Sir 3, 3-7.14-17

SALMO RESPONSORIALE
Sal 127

R/. Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.

SECONDA LETTURA
Vita familiare cristiana, secondo il comandamento dell’amore.
Col 3,12-21

CANTO AL VANGELO
(Col 3, 15.16)

VANGELO
Prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto.
Mt 2,13-15.19-23

PREGHIERA DEI FEDELI
...



PERCORSO ESEGETICO

Giuseppe è modello di ogni paternità.
Egli è capace di accogliere
ciò che Dio ha generato nella propria sposa,
facendosi carico della sua piccolezza e della sua fragilità
in mezzo ai pericoli del mondo
perché continua ad attingere luce e forza
dalla divina sapienza.




DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 18, 1-11
Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. (v. 5)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 3, 1-17
Voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così non saranno impedite le vostre preghiere. (v. 7)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 5, 1-13
Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. (v. 1)

SALMO 1
Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. (vv. 1-2)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 7, 1-9, 18
Ho dunque deciso di prendere la Sapienza a compagna della mia vita, sapendo che mi sarà consigliera di bene e conforto nelle preoccupazioni e nel dolore. (v. 8, 9)

DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 14, 20-15, 10
Beato l’uomo che medita sulla sapienza e ragiona con l’intelligenza … metterà i propri figli sotto la sua protezione e sotto i suoi rami soggiornerà. (vv. 20. 26)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 40, 1-11
Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri. (v. 11)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 2, 1-25
Il Signore Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile.” (v. 18)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 1, 19-33
Il Signore stesso vostro Dio, che vi precede, combatterà per voi, come ha fatto tante volte sotto gli occhi vostri in Egitto e come ha fatto nel deserto, dove hai visto come il Signore tuo Dio ti ha portato, come un uomo porta il proprio figlio, per tutto il cammino che avete fatto, finché siete arrivati qui. (v. 31)

DAL LIBRO DI RUT, CAP. 3, 1-4, 22
Le disse: “Chi sei?”. Rispose: “Sono Rut, tua serva; stendi il lembo del tuo mantello sulla tua serva, perché tu hai il diritto di riscatto”. Le disse: “Sii benedetta dal Signore, figlia mia! Questo tuo secondo atto di bontà è migliore anche del primo, perché non sei andata in cerca di uomini giovani, poveri o ricchi … ti prenderò io, per la vita del Signore! Sta’ tranquilla fino al mattino”. (vv. 9-10. 13b)



COMMENTO PATRISTICO

S. CROMAZIO DI AQUILEIA
Dal Commento a Matteo, Trattato 7, 2




Il racconto prosegue dicendo che, essendo Giuseppe uscito dall’Egitto sarà chiamato Nazareno. Il Signore e Salvatore nostro fu chiamato Nazareno sia dal nome del luogo sia dalla consacrazione stabilita dalla Legge. Infatti, secondo la Legge erano chiamati Nazirei coloro che offrivano con voto solenne la loro castità a Dio, lasciando crescere i capelli, e a loro la Legge faceva obbligo di offrire determinati sacrifici. Siccome Cristo Signore è l’autore e il principe della santità e della pudicizia, tanto che dice per bocca del profeta: Siate santi, perché io sono santo, dice il Signore (Lv 11, 44) non a torto fu chiamato Nazareno, poiché veramente anche offrì per la nostra salvezza il sacrificio del suo corpo quale voto fatto a Dio conforme alla prefigurazione della Legge.

Di questo voto Davide, parlando del Signore, dice: Come giurò al Signore, fece voto al Dio di Giacobbe (Sal 131, 2). Il Signore medesimo, per mostrare chiaramente che secondo la carne doveva essere chiamato Nazareno, così attestò, per bocca di Salomone: Poiché il mio capo è pieno di rugiada e i miei capelli di gocce (Ct 5, 2), poiché la forma di consacrazione dei Nazirei vietava loro di toccare col ferro i capelli e la chioma del capo.

Fu chiamato ugualmente Nazireo anche Sansone, uomo potente nello spirito e forte nel coraggio, ma in figura. Se consideriamo le sue imprese, riconosceremo prefigurati anche in lui gli esempi del Signore. Quello aveva sette trecce, questo ha lo Spirito settiforme e sette Chiese. Quello aveva nel capo ogni sua forza, questo ha ogni potenza in Dio perché il capo di Cristo è Dio (1Cor 11, 3), come insegna l’Apostolo. In quello era occulta la forza, in questo nascosta la divinità. Sansone, mentre era per strada, uccise con le mani un leone; il Signore e Salvatore nostro mediante il mistero della sua incarnazione, stendendo le mani sulla croce, uccise quel leone che è il diavolo.

Sansone dalla bocca del leone estrasse un favo di miele, il Signore sottrasse alle fauci del diavolo il suo popolo, che per mezzo della fede gli fu dolce come il miele. Sansone, sgominati i nemici, salvò il suo popolo, il Signore, spenti i demoni, liberò il suo popolo dalla morte senza fine. Sansone, sbarrate le porte, è chiuso nella città, il Signore è chiuso in un sepolcro sigillato. Non meravigliarti che si chiami Signore il corpo del Signore. Ascolta l’angelo dire alle donne, parlando del corpo del Signore: Venite, vedete il luogo dove era stato posto il Signore (Mt 28, 6). Sansone, dopo aver infranto i chiavistelli e sottratte le porte, evase indisturbato. Il Signore, spezzati i serrami della sede sotterranea e aperto il sepolcro, riassumendo il suo corpo, esce libero dalla morte. Infine, Sansone morendo, dopo aver provocato il crollo degli edifici, schiaccia sotto le macerie i suoi nemici; il Signore, quando si degnò di morire, dopo aver scosso non una sola casa, ma tutto il mondo estinse il diavolo con tutti i suoi angeli, quale unigenito Figlio di Dio, cui è lode e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Categorie: Anno A (2025/26), Letture - rito romano, Natale

Rito ambrosiano

SANTI INNOCENTI MARTIRI

I santi Innocenti furono uccisi per Cristo
e in cielo seguono l’Agnello senza macchia,
cantando sempre: «Gloria a te, Signore».




LETTURA
Una voce si ode a Rama: Rachele piange i suoi figli.
Ger 31, 15-18. 20

SALMO RESPONSORIALE
Sal 123 (124), 2-5. 7-8

EPISTOLA
Le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi.
Rm 8, 14-21

CANTO AL VANGELO
Alleluia.
Noi ti lodiamo, o Dio, e ti benediciamo;
a te dà gloria la candida schiera dei martiri.
Alleluia.

VANGELO
La strage degli Innocenti.
Mt 2, 13b-18

PREGHIERA DEI FEDELI
...



COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 373




In effetti Erode uccide molti bambini nella operazione che mira alla morte di uno solo. E nel condurre a termine una crudelissima e sanguinosissima strage contro tanti innocenti (Cf. Mt 2, 2-7; 16-18), con tale iniquità uccise se stesso per prima cosa. Intanto il nostro Re , il Verbo , il Bambino , mentre i Magi lo adoravano, mentre i bambini per lui morivano, stava nella culla o succhiava il latte e, pur non essendo ancora arrivato a parlare, trovava chi credeva in lui; e pur non avendo ancora affrontato la passione, già faceva martiri. O bambini felici, appena nati, non ancora esposti alla tentazione, non ancora nella lotta e già incoronati di gloria! Potrebbe dubitare della corona di gloria da voi guadagnata nella passione subita per Cristo chi non pensa che anche il Battesimo di Cristo giova ai bambini. Non avevate ancora l'età per poter credere nella futura passione di Cristo, ma avevate la carne e con essa la possibilità di sostenere la sofferenza per la passione che Cristo avrebbe sopportato. Non è pensabile che questi bambini siano rimasti al di fuori della grazia del Salvatore bambino, che era venuto a cercare ciò che era perduto. Egli perseguì questo fine non solo col nascere assumendo la carne, ma anche col supplizio della croce . Chi alla sua nascita poté avere gli angeli che lo annunziavano, i cieli che lo proclamavano, i Magi che lo adoravano, avrebbe potuto certamente predisporre anche che questi bambini non morissero qui per lui; questo se sapeva che con quella morte perivano e non invece che avrebbero vissuto una maggiore felicità. Lungi da noi, lungi da noi il pensare che Colui che è venuto a liberare gli uomini, che sul legno della croce pregava per quelli che lo uccidevano (Cf. Lc 23, 34), non abbia fatto nulla per il premio di coloro che erano uccisi per lui.

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