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Lectio divina e letture della S. Messa con commenti
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Rito romano
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Solo la preghiera vince Dio. Tertulliano, La preghiera 29, 1
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PRIMA LETTURA Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva. Es 17,8-13
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R/. Il mio aiuto viene dal Signore.
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SECONDA LETTURA L’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona. 2Tm 3,14-4,2
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VANGELO Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui. Lc 18,1-8
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PERCORSO ESEGETICO
La parabola che Gesù rivolge ai suoi discepoli invita a considerare l’importanza della preghiera perseverante che, se è efficace presso chi non ha timore di Dio e non ha rispetto degli uomini, tanto più lo è presso il Padre, che è fedele e desidera glorificare i suoi figli esaudendoli.
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DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 20, 29-34 La folla li sgridava perché tacessero; ma essi gridavano ancora più forte: “Signore, figlio di Davide, abbi pietà di noi!”. (v. 31)
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DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 11, 1-13 Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono! (v. 13)
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DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 12, 9-21 Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. (v. 12a)
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DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 6, 10-20 Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi. (v. 18)
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DALLA LETTERA DI S. GIACOMO APOSTOLO, CAP. 1, 1-18 Se qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare. (vv. 5-6a)
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DALLA LETTERA DI S. GIACOMO APOSTOLO, CAP. 5, 12-20 Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza. (v. 16b)
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DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 3, 16-24 Abbiamo fiducia in Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui. (vv. 21b-22)
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SALMO 143 (142) Signore, ascolta la mia preghiera, porgi l’orecchio alla mia supplica, tu che sei fedele. (v. 1)
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DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 35, 1-24 La preghiera dell’umile penetra le nubi, finché non sia arrivata, non si contenta; non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto. (vv. 17-18a)
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DAL PRIMO LIBRO DI SAMUELE, CAP. 1,9-18 Mentre essa prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca. (v. 12)
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COMMENTO PATRISTICO
Non molte parole nella preghiera, ma pregare sempre
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Credete, o fratelli, che Dio non sappia di che abbiamo bisogno? Conosce e prevede i nostri desideri, lui che conosce bene la nostra povertà. Perciò, quando insegnò a pregare, disse anche ai discepoli di non essere verbosi nelle loro preghiere: “Non dite molte parole; il Padre vostro sa già di che avete bisogno, prima che glielo chiediate” (Mt 6,7). Ma se il Padre nostro sa di che abbiamo bisogno già prima che glielo chiediamo, che bisogno c’è di chiederglielo, sia pur brevemente? Che motivo c’è per la stessa preghiera, se il Padre sa di che abbiamo bisogno? Par che dica: Non chiedere a lungo; so già che cosa ti serve. Ma, Signore mio, se lo sai, perché dovrei chiederlo? Tu non vuoi ch’io faccia una lunga preghiera. Ma, mentre in un luogo si dice: “Quando pregate, non usate molte parole” (Mt 6,7), in un altro si dice: “Chiedete e vi sarà dato” (Mt 7,7), e perché non si pensi che sia una frase detta casualmente, viene anche aggiunto: “Cercate e troverete”. E poi ancora, perché si capisca che la cosa è detta di proposito, dice a modo di conclusione: “Bussate e vi sarà aperto”. Vuole, dunque, che tu chieda, perché possa ricevere; che cerchi, per trovare; che bussi, per entrare. Ma se il Padre sa già di che abbiamo bisogno, perché chiedere perché cercare, perché bussare? Perché affaticarci a chiedere, a cercare, a bussare? Per istruire colui che sa tutto? In altro luogo troviamo le parole del Signore: “Bisogna pregare sempre, senza venir mai meno” (Lc 18,1). Ma se bisogna pregare sempre, perché dice di non usar molte parole nella preghiera? Come faccio a pregar sempre, se devo finir presto? Da una parte mi si dice di pregar sempre, senza venir mai meno, e dall’altra di essere breve. Che cosa è questo? E per capire questo, chiedi, cerca, bussa. È astruso, ma per allenarti. Dunque, fratelli, dobbiamo esortare alla preghiera noi e voi. In questo mondo, infatti, non abbiamo altra speranza che nel bussare con la preghiera tenendo per certo che, se il Padre non dà qualche cosa, è perché sa che non è bene. Tu sai che cosa desideri, ma lui sa che cosa ti giova. Pensa di essere malato - e siamo malati, perché la nostra vita è tutta una malattia e una lunga vita non è che una lunga malattia. Immagina, allora, che vai dal medico. Ti vien di chiedere che ti faccia bere del vino. Non t’è proibito di chiederlo, purché non ti faccia male. Non esitare a chiedere, non indugiare; ma se te lo nega, non ti scomporre. Se è così col medico della tua carne, quanto più con Dio, Medico, Creatore e Redentore della carne e anima tua?
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Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito romano
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Quando avrete passato il Giordano, elevate al Signore un altare di pietre non toccate dal ferro; su questo altare offrirete olocausti e vittime di pace al vostro Dio. Cf. Dt 27, 4-7
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LETTURA Le tue porte saranno sempre aperte. Il Signore sarà per te luce eterna. Is 60, 11-21
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R/. Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.
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EPISTOLA Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi. Eb 13, 15-17. 20-21
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COMMENTO AL VANGELO
“Non chiunque mi dice: «Signore, Signore!», entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Mt 7,21). Prima ha detto che coloro i quali manifestano esteriormente una vita onesta non debbono essere accolti se le loro dottrine sono malvagie; ora, al contrario, afferma che non si deve dar credito a coloro i quali, mentre possono vantare l’integrità della loro fede, vivono disonestamente, distruggendo con le loro malvagie opere la purezza della dottrina. L’una e l’altra virtù è infatti necessaria ai servi di Dio, in modo che le opere siano confermate dalle parole, e le parole dalle opere. A quest’affermazione potrebbe sembrar contraria l’altra che dice: “Nessuno può dire: «Signore Gesù», se non nello Spirito Santo” (1Cor 12,3). Ma è consuetudine delle Scritture riconoscere alle parole lo stesso valore dei fatti, affinché risultino palesi nelle loro conseguenze, e respingere coloro che, senza addurre opere, si vantano di possedere la conoscenza del Signore, e perciò si sentono dire dal Salvatore: “Andate via da me, operatori di iniquità! Io non vi conosco” (Lc 13,27). Nello stesso senso si esprime l’Apostolo: “Confessano di conoscere Dio, ma coi fatti lo negano” (Tt 1,16).
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“Molti in quel giorno mi diranno: - Signore, Signore, non abbiamo noi profetato in tuo nome? Non abbiamo cacciato i demoni in nome tuo? E non abbiamo nel tuo nome fatto molti prodigi?” (Mt 7,22). Il profetare, il compiere miracoli e lo scacciare demoni talvolta non rivelano i meriti di chi tali cose compie: è l’invocazione del nome di Cristo che rende possibili tali fatti che vengono concessi a condanna di coloro che invocano Cristo e a vantaggio di quanti ne sono testimoni. Coloro che compiono i miracoli, anche se disprezzano gli uomini, tuttavia sempre onorano Dio, nel cui nome i prodigi si compiono. Infatti anche Saul, e Balaam, e Caifa, profetarono, senza sapere ciò che dicevano, e il Faraone e Nabucodonosor conobbero in sogno il futuro. Negli Atti degli Apostoli, anche i figli di Sceva sembrano scacciare i demoni (At 19,14). E anche Giuda, l’apostolo con l’animo del traditore, compì, si narra, molti miracoli insieme con gli altri apostoli.
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“Ma allora confesserò a essi chiaramente: - Io non vi ho mai conosciuto” (Mt 7,23). Opportunamente dice «confesserò «perché è da molto tempo che si tratteneva dal dire: «Io non vi ho mai conosciuto». Il Signore infatti non conosce coloro che si perdono. E osserva che egli aggiunge: «Io non vi ho mai conosciuto», perché come si afferma, l’uomo, in quanto tale, fa parte delle creature razionali.
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“Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà paragonato a un uomo prudente, che edificò la sua casa sulla roccia” (Mt 7,23-24). Non ha detto: «voi che avete operato l’iniquità», ma: «voi che operate l’iniquità», cioè voi che fino a questo momento, cioè fino al momento del giudizio avete ancora desiderio di peccare, anche se non ne avete più la facoltà.
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Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito ambrosiano
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