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13 Giugno 2025

Lectio divina e letture della S. Messa con commenti

Rito romano

Santissima Trinità - C

Unico Dio che governa il mondo con
triplice spendore! Da tutti e tre, con il
battesimo, io vengo rigenerato nell’uomo
nuovo ... Se, dunque, Dio mi ha tutto
purificato, io debbo adorarlo nella pienezza
del suo tutto.
S. Gregorio Nazianzeno, Poem dogm. sez. 1, 3




PRIMA LETTURA
Prima che la terra fosse, già la Sapienza era generata.
Pr 8,22-31

SALMO RESPONSORIALE
Sal 8

R/. O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

SECONDA LETTURA
Andiamo a Dio per mezzo di Cristo, nella carità diffusa in noi dallo Spirito.
Rm 5,1-5

CANTO AL VANGELO
(Ap 1,8)

VANGELO
Tutto quello che il Padre possiede è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà.
Gv 16,12-15

PREGHIERA DEI FEDELI
...



PERCORSO ESEGETICO

Il cuore dell’uomo,
indurito e chiuso per il peccato,
non è capace di sopportare
la rivelazione dell’infinita misericordia di Dio.




DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 9
“Da che mondo è mondo, non s’è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto far nulla”. Gli replicarono: “Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?”. E lo cacciarono fuori. (vv. 32-34)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 20, 1-16
Io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? (vv. 14-15)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 18, 23-35
Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! (v. 28)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 5, 27-32
I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: “Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?”. (v. 30)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 7
Il fariseo che l’aveva invitato pensò tra sé: “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice”. Gesù allora gli disse: “Simone, ho una cosa da dirti”. (vv. 39-40)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 15
Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. (vv. 27-28a)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 4, 1-16
Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. (vv. 4b-5)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 37, 1-11
Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica dalle lunghe maniche.
I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non potevano parlargli amichevolmente. (vv. 3-4)



COMMENTO PATRISTICO

S. GREGORIO NAZIANZENO
Dai Poemi dogmatici, sez. I, 2, 3




So che attraversiamo il mare con piccole navi, e con deboli ali puntiamo verso il cielo trapunto di stelle, mentre parliamo di Dio a quanti lo cercano, quel Dio che nemmeno gli abitanti del cielo son capaci di onorare come conviene.

Ma tu, Spirito di Dio, stimola la mia mente e la mia lingua, tromba squillante della verità, perché tutti possano godere col cuore immerso nella pienezza di Dio. Un solo Dio, senza principio né causa, non circoscritto da cosa alcuna preesistente o futura, infinito che abbraccia il tempo, grande Padre del grande e santo Figlio unigenito: purissimo spirito, nulla ha sofferto nel Figlio di quanto egli ha patito nella carne.

Unico Dio, distinto nella persona, ma non nella divinità, è il Verbo divino. Egli è la viva impronta del Padre, unico Figlio di colui ch’è senza principio, solo dal solo, uguale, sì che mentre quegli rimane pienamente genitore, egli, il Figlio, è anche lui creatore e reggitore del mondo, forza e intelligenza del Padre.

Cantiamo dapprima il Figlio, adorando il sangue che fu espiazione dei nostri peccati. Infatti, senza nulla perdere della sua divinità, mi salvò, chinandosi, medico, sulle mie ferite purulente. Era mortale, ma Dio; discendente di Davide, ma creatore di Adamo; rivestito di corpo, ma non partecipe della carne. Ebbe una madre, ma vergine, circoscritto, ma immenso. Fu vittima, ma anche pontefice; sacerdote, eppure Dio. Offrì a Dio il suo sangue, e purificò il mondo intero. La croce innalzò lui, ma i chiodi confissero il peccato. Si confuse tra i morti, ma dalla morte risuscitò, e richiamò alla vita molti ch’eran morti prima di lui: in questi era la povertà dell’uomo; in lui la ricchezza dello spirito. Ma tu non gridare allo scandalo, come se la vicenda umana fosse disdicevole a Dio: anzi, onora ancor più la divinità nella sua forma terrena, che il Figlio incorruttibile ha assunto, spinto dall’amore per te.

Anima, perché indugi? Canta anche la gloria dello Spirito: non separare, nel tuo discorso, ciò che la natura non ha diviso. Tremiamo davanti al potente Spirito, come davanti a Dio: è per mezzo di lui che ho conosciuto Dio. Egli è evidentemente Dio, è lui che mi fa diventare Dio: onnipotente, autore di doni diversi, suscita inni nel coro dei santi; dà vita agli abitanti del cielo e della terra, regna nei cieli. Forza divina che procede dal Padre, non è soggetto a potere alcuno. Non è figlio: uno solo è infatti il Figlio santo dell’unico Bene. E non è al di fuori della indivisibile divinità, ma è pari nell’onore.

Trinità increata al di fuori del tempo, santa, libera, ugualmente degna di adorazione: unico Dio che governa il mondo con triplice splendore! Da tutti e tre, col battesimo, io vengo rigenerato nell’uomo nuovo: distrutta la morte, avanzo nella luce, risorto a nuova vita. Se, dunque, Iddio mi ha tutto purificato, io debbo adorarlo nella pienezza del suo tutto.

Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito romano

Rito ambrosiano

SANTISSIMA TRINITÀ - C

Benedetta la santa e indivisibile Trinità
che crea l’universo e lo governa
e vive gloriosa nei secoli infiniti.




LETTURA
I tre angeli a Mamre
Gn 18, 1-10a

SALMO RESPONSORIALE
Sal 104 (105), 4-9. 43-45

R/. Il Signore è fedele alla sua parola.

EPISTOLA
Nessuno può dire «Gesù è Signore!» se non sotto l’azione dello Spirito Santo.
1 Cor 12, 2-6

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Ap 1, 8)

VANGELO
Nel mio nome il Padre manderà lo Spirito Santo.
Gv 14, 21-26

PREGHIERA DEI FEDELI
...



COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni 76,1-2




L’inabitazione della Trinità.

Dio Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo, vengono a noi quando noi andiamo a loro: vengono a noi soccorrendoci, andiamo a loro facendo la loro volontà; vengono a noi illuminandoci, andiamo a loro contemplandoli; vengono a noi riempiendoci, andiamo a loro accogliendoli.
  1. Quando leggiamo o ascoltiamo il santo Vangelo, attraverso le domande dei discepoli, e insieme con loro, impariamo anche noi ciò che il Maestro risponde. Ora, dopo che il Signore aveva detto: Ancora un po’ e il mondo non mi vedrà più; voi, invece, mi vedrete (Gv 14, 19), Giuda, non il traditore che era soprannominato Iscariota, ma l’autore di un’epistola che fa parte della sacra Scrittura, gli chiese: Signore, com’è che ti manifesterai a noi e non al mondo? (Gv 14 22). Uniamoci ad essi come discepoli che interrogano, e ascoltiamo anche noi, insieme con loro, il comune maestro. Giuda, il discepolo santo, non il traditore né il persecutore, ma quello che seguiva il Signore, chiede il motivo per cui Gesù si manifesterà ai suoi e non al mondo; il motivo per cui il mondo tra poco non lo vedrà più, mentre essi lo vedranno.
  1. Gesù gli risponde: Se uno mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole (lo 14 23-24). Ecco spiegato il motivo per cui egli si manifesterà ai suoi e non agli altri, che egli chiama con il nome di mondo; e il motivo è che gli uni lo amano e gli altri no. É lo stesso motivo che viene espresso in un venerabile salmo: Giudicami, o Dio, e separa la mia causa dalla gente perversa (Sal 42, 1). Quelli che lo amano vengono eletti perché lo amano; quelli invece che non lo amano, anche se parlassero le lingue degli uomini e degli angeli, sono come un bronzo rimbombante o un cembalo squillante; e se avessero la profezia e conoscessero tutti i misteri e tutta la scienza, e se avessero anche tutta la fede sì da trasportare le montagne, non sono niente; e se sbocconcellassero tutte le loro sostanze e dessero il loro corpo alle fiamme, nulla gioverebbe loro (cf. 1 Cor 13, 1-3). É l’amore che distingue i santi dal mondo, e unanimi li fa abitare in quella casa (cf. Sal 67, 7) dove fissano la loro dimora il Padre e il Figlio, che effondono il loro amore su coloro ai quali alla fine si manifesteranno. É su questa manifestazione che il discepolo interrogò il Maestro, in modo che, non solo quanti allora ascoltavano le parole del Signore dalla sua viva voce, ma anche noi, per mezzo del suo Vangelo, potessimo avere la risposta. La domanda verteva sulla manifestazione, e la risposta è sull’amore e sulla dimora che il Signore intende stabilire in noi. Esiste dunque una manifestazione interiore di Dio, assolutamente sconosciuta agli empi, ai quali né il Padre né lo Spirito Santo si manifesteranno mai. Quanto al Figlio, è vero che c’è stata una sua manifestazione, ma solo nella carne; manifestazione diversa da quella interiore, e comunque non duratura ma limitata nel tempo, piuttosto apportatrice di giudizio che di gaudio, piuttosto di tormento che di premio.
Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito ambrosiano
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