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29 Novembre 2024

Lectio divina e letture della S. Messa con commenti

Cristo Pantocrator di S. Caterina del Sinai

Rito romano

1.a Domenica di Avvento - C

Levare il capo vuol dire innalzare le menti
alla felicità della patria celeste. Coloro,
dunque, che amano Dio, sono invitati a
rallegrarsi per la fine del mondo, perché
presto incontreranno colui che amano,
mentre se ne va ciò che essi non hanno amato.
S. Gregorio Magno, Omelia 1, 3




PRIMA LETTURA
Farò germogliare per Davide un germoglio giusto.
Ger 33,14-16

SALMO RESPONSORIALE
Sal 24

R/. A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido.

SECONDA LETTURA
Il Signore renda saldi i vostri cuori al momento della venuta di Cristo.
1Ts 3,12-4,2

CANTO AL VANGELO
(Sal 84,8)

VANGELO
La vostra liberazione è vicina.
Lc 21,25-28.34-36

PREGHIERA DEI FEDELI
...



PERCORSO ESEGETICO

Per quanti hanno accolto il Verbo di Dio
e da esso sono stati generati,
c’è una speranza piena di pace
e una fiduciosa attesa della liberazione vicina.




DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
A quanti ... l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. (vv. 12-13)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 5, 1-11
Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo; per suo mezzo abbiamo anche ottenuto, mediante la fede, di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. (vv. 1-2)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 8, 1-17
Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: “Abbà, Padre!”. (v. 15)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 4, 1-8
Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione. (v. 8)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 10, 19-39
Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso. (v. 23)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 4, 7-21
Per questo l’amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. (v. 17)

SALMO 23 (22)
Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. (v. 4)

SALMO 91 (90)
Lo salverò, perché a me si è affidato; lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome. (v. 14)



COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dai Trattati sulla prima lettera di Giovanni 2, 10




Il mondo passa, come passano i suoi desideri; ma chi avrà fatto la volontà di Dio, resterà in eterno (1 Gv 2, 16) come Dio stesso rimane in eterno. Perché non dovrei amare ciò che Dio ha fatto? Ebbene scegli: vuoi amare le cose temporali ed esser travolto dal tempo insieme con esse? Non preferirai forse odiare il mondo e vivere in eterno con Dio? La corrente delle cose temporali ci trascina dietro di sé: ma il Signore nostro Gesù Cristo nacque come un albero presso le acque di un fiume. Egli assunse la carne, morì, risorse, ascese al cielo. Volle in questo modo mettere le sue radici presso il fiume delle cose temporali.

Tu sei trascinato con violenza dalla forza della corrente? Attaccati al legno. Ti travolge l’amore del mondo? Stringiti a Cristo. Per te egli è comparso nel tempo, proprio perché tu divenissi eterno.

Anch’egli si è sottomesso al tempo, ma per restare eterno.

Si è inserito nel tempo, ma senza staccarsi dall’eternità. Tu invece sei nato nel tempo, e sei diventato schiavo del tempo a causa del peccato. Tu dunque sei diventato schiavo del tempo a causa del peccato; egli invece si è sottomesso al tempo, per esercitare la misericordia nel perdono dei peccati.

Quale differenza tra il reo e chi è venuto in carcere per visitarlo anche se queste due persone rimangono insieme nel carcere! Uno venne un giorno a visitare l’amico ed ambedue sembravano dei carcerati. Ma grande è la differenza che passa tra di loro, che rimangono assai diversi. II processo imminente riempie di angoscia il primo, mentre un senso di umanità ha guidato il secondo. Così nella nostra condizione mortale: noi eravamo in carcere a causa di un reato ed egli, mosso da misericordia, è sceso fino a noi; è venuto a trovare, in veste di redentore, chi era prigioniero. Non è venuto come aguzzino. Il Signore ha versato per noi il suo sangue, ci ha redento, ha rinverdito la nostra speranza. Mentre portiamo ancora con noi la carne mortale, possiamo pensare che certamente possederemo l’immortalità futura; mentre ancora siamo sballottati dai flutti del mare, già gettiamo verso terra l’ancora della speranza. Ma non dobbiamo amare il mondo e le cose del mondo. Esse sono: le cupidigie carnali, la cupidigia degli occhi, l’ambizione degli onori mondani. Sono tre realtà di fronte alle quali nessuno dica: non è opera di Dio tutto ciò che è nel mondo? Non sono opera di Dio il cielo, la terra, il mare, il sole, la luna, le stelle, ornamento dei cieli? Ed i pesci non sono l’ornamento del mare? Così dicasi per la terra degli animali, degli alberi, degli uccelli. Queste realtà sono nel mondo e le ha fatte il Signore. Perché allora non dovrei amare ciò che Dio ha fatto? Lo Spirito del Signore ti aiuti a vedere realmente queste cose buone; ma guai a te se amerai le creature ed abbandonerai il Creatore. Queste cose ti appaiono belle ma quanto più bello sarà l’autore della loro bellezza? Cercate di comprendermi, fratelli carissimi. I paragoni possono servire ad istruirvi, onde Satana non vi tragga in inganno, mettendovi davanti questa obiezione.

Categorie: Anno C (2024/25), Avvento, Letture - rito romano

Rito ambrosiano

III DOMENICA DI AVVENTO - C

O cieli stillate rugiada,
dalle nubi discenda giustizia;
si schiuda la terra
e germogli il Salvatore.
Is 45, 8ab




LETTURA
Stillate, cieli, dall’alto.
Is 45, 1-8

SALMO RESPONSORIALE
Sal 125 (126), 1-6

R/. Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

EPISTOLA
Vorrei essere io stesso anatema a vantaggio dei miei fratelli secondo la carne.
Rm 9, 1-5

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Mt 11, 13-14)

VANGELO
Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito.
Lc 7, 18-28

PREGHIERA DEI FEDELI
...




COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 293/D sul natale di San Giovanni Battista




Testimonianza del Signore su Giovanni e di questi sul Signore. Si dà lettura di Act 13, 25
  1. È grande la testimonianza che dà il Signore stesso di Giovanni il battezzatore – non dell’Evangelista – del quale oggi celebriamo il giorno della nascita, il celebre giorno. Afferma infatti di lui il nostro Salvatore, il Signore suo e nostro... e che altro afferma di lui se non la Verità? Tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni Battista (Mt 11, 11). Ecco chi riguarda la solennità che oggi viene celebrata: colui del quale uno più grande non è sorto tra i nati di donna. Ma proprio il Signore proseguì affermando: ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui (Mt 11, 11). Che vuol dire più piccolo di lui? Minore quanto all’età, più grande in potenza. Giovanni, uomo di somma elevatezza, pur tuttavia uomo; ma nei riguardi di Cristo Signore, è ben poco dire di somma elevatezza in quanto è Dio uomo. Abbiamo riferito la testimonianza del Signore riguardo a Giovanni, dobbiamo dire della testimonianza di Giovanni riguardo al Signore. Richiamate alla memoria, ricordate la testimonianza resa dal Signore a Giovanni e che ho riportato, secondo la quale tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni Battista. Questo è quanto ha detto Gesù di Giovanni; e Giovanni che ha detto di Gesù? Notate per prima cosa come trovava conferma la testimonianza del Signore nei riguardi di Giovanni. Questi era ritenuto il Cristo e, con la proclamazione della lettura tratta dagli Atti degli Apostoli, ne avete ascoltato la narrazione e il commento e che Giovanni abbia detto: Che pensate che io sia? Io non sono il Cristo (At 13, 25). L’abbaglio degli uomini supponeva di più, ma l’umiltà riconosceva quel che era. E notate con quanta facilità l’errore degli uomini si prestò all’abuso di potersi esibire al posto di Cristo. Non lo fece, meritatamente grande, superiore nella confessione e non in un superbo nitrire. Non sarebbe forse riuscito a convincerli di essere il Cristo? Già lo credevano; avrebbe confermato la loro opinione: avrebbe detto il falso quanto a ciò che era, ammettendo di esser ciò che non era. E se lo avesse fatto, dove sarebbe? Voi avete inviato messaggeri a Giovanni – disse il Signore Gesù ai Giudei – egli era una lucerna che arde e risplende e voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce: io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni (Gv 5, 33.35-36). Eccellente lucerna: giustamente se ne fuggì al di sotto di una pietra per non essere spenta dal vento della superbia.
Giovanni non è discepolo del Signore, anzi ha discepoli suoi. Testimone di Cristo il più grande degli uomini.
  1. Notate dunque, carissimi, quanta sia stata la grandezza di Giovanni, e come ebbe conferma ciò che di lui disse il Signore: Tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battezzatore. Certo, Cristo era il Signore, anzi, è il Signore, che era prima di Giovanni, che era prima di Abramo, che era prima di Adamo, che era prima del cielo e della terra, perché tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (Gv 1, 3); era indubbiamente il Signore, e Dio si trovava sulla terra, e il Verbo era diventato carne (Mc 2, 18); e, tuttavia, Giovanni non è annoverato tra i suoi discepoli. Richiamate alla memoria i nomi dei discepoli, dal primo all’ultimo. Vi si trova un Giovanni, ma è l’Evangelista, non il battezzatore: costui, dunque, per quel che appare all’esterno, non era discepolo di Cristo, anzi, anche al tempo di Cristo, egli radunava discepoli. Inoltre i Giudei, a proposito dei discepoli di Giovanni, ingiuriavano i discepoli di Cristo, e andavano spargendo calunnie fino a dire: Perché i discepoli di Giovanni non digiunano e i tuoi discepoli non digiunano? (Cf. Gv 1, 14) Cristo aveva discepoli, anche Giovanni ne aveva; battezzava Giovanni, battezzava anche Cristo. È tra i nati di donna che nessuno è sorto più grande di Giovanni il battezzatore; nondimeno simile ad un rivale che si circonda di discepoli, in apparenza in opposizione a Cristo, pur tuttavia a favore di Cristo. Proprio perché aveva così grande prestigio da poter essere ritenuto il Cristo, dovette rendere testimonianza a Cristo. Colui al quale dà testimonianza l’uomo d’eccezione è più che uomo. Non sono chi voi credete. In verità sono assai dotato perché siate indotti a credere questo: non sono chi voi credete. E tu chi sei? (Gv 1, 22) gli si disse. Io sono voce di uno che grida nel deserto: preparate al via al Signore (Gv 1, 23). Guardate il precursore, accettate chi prepara la via, temete il Giudice. Preparate la via al Signore, raddrizzate i suoi sentieri: ogni monte e colle saranno abbassati ed ogni valle sarà colmata, i luoghi scoscesi saranno livellati e le asperità diventeranno pianure, ed ogni uomo vedrà la salvezza di Dio (Is 40, 3-5). Non me, ma la salvezza di Dio. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio. La lucerna dà testimonianza al giorno perché il giorno è Cristo. Che è Giovanni? Lucerna. Ma che bisogno c’era della lucerna? Perché il giorno era nascosto: si nascondeva finché diventasse manifesto: infatti si sarebbe manifestato solo perché era nascosto. Se l’avessero conosciuto non avrebbero mai crocifisso il Signore della gloria (1 Cor 2, 8).
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