|
|
|
|
Lectio divina e letture della S. Messa con commenti
|
|
|
Rito romano
|
|
|
|
|
|
Un buon re dà la vita per i sudditi. Poiché dunque diede la sua vita, lo chiamo Re. Signore, ricordati di me, quando sarai nel tuo regno. S. Giovanni Crisostomo, Om. Sulla croce e il ladrone, 2
|
PRIMA LETTURA Unsero Davide re d’Israele. 2Sam 5,1-3
|
R/. Andremo con gioia alla casa del Signore.
|
SECONDA LETTURA Ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore. Col 1,12-20
|
VANGELO Signore, ricordarti di me quando entrerai nel tuo regno. Lc 23,35-43
|
PERCORSO ESEGETICO
La sapienza filiale del Cristo consiste nell’aderire alla volontà del Padre che vuole la salvezza di tutti, ed è schernita dalla sapienza del mondo che spinge l’uomo a pensare a se stesso cercando solo il proprio vantaggio.
|
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 22-70 Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno. (vv. 38-39)
|
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 6, 7-15 Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. (vv. 9-10)
|
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 18, 12-14 Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli. (v. 14)
|
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 2, 1-8 Dio, nostro salvatore, ... vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. (vv. 3b-4)
|
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 2 L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. (v. 14)
|
SALMO 22 (21) Mi scherniscono quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo: “Si è affidato al Signore, lui lo scampi; lo liberi, se è suo amico”. (vv. 8-9)
|
DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 2, 12-20 Mettiamo alla prova con insulti e tormenti, per conoscere la mitezza del suo carattere e saggiare la sua rassegnazione. (v. 19)
|
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 52, 13-53,12 Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. (v. 3)
|
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 20, 7-18 Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto forza e hai prevalso. Sono diventato oggetto di scherno ogni giorno; ognuno si fa beffe di me. Quando parlo, devo gridare, devo proclamare: “Violenza! Oppressione!”. Così la parola del Signore è diventata per me motivo di obbrobrio e di scherno ogni giorno. (vv. 7-8)
|
DAL LIBRO DI TOBIA, CAP. 2 I miei vicini mi deridevano dicendo: “Non ha più paura! Proprio per questo motivo è già stato ricercato per essere ucciso. È dovuto fuggire ed ora eccolo di nuovo a seppellire i morti”. (v. 8)
|
COMMENTO PATRISTICO
La grazia risplende soprattutto in Cristo e nel buon ladrone.
|
4. 7. Considera dunque il Signore che "confessa": Ti confesso e ringrazio, Padre, Signore del cielo e della terra (Mt 11, 25). Ti confesso, cioè "ti lodo". Lodo te, non accuso me. Per quanto riguarda il fatto d'aver presa la stessa natura umana, è tutto grazia, una grazia unica e completa. Che cosa meritava quell'uomo ch'è Cristo, se togli la grazia, una grazia così grande per cui occorreva che uno solo fosse Cristo e fosse proprio quello che noi conosciamo? Se togli via la grazia, di cui parliamo, che cosa sarebbe Cristo, se non un uomo, se non quel che sei tu? Prese un'anima, prese un corpo, prese l'intero uomo; lo unì a se stesso e così il Signore forma una sola persona con il servo. Quanto è grande questa grazia! Cristo è in cielo e in terra; Cristo è nello stesso tempo in cielo e in terra; non vi sono però due Cristi, ma il medesimo Cristo è in cielo e in terra. Cristo era nel Padre e nel grembo della Vergine; era sulla croce e negli inferi per portare soccorso a molti; ma lo stesso giorno Cristo era in paradiso con il buon ladrone che aveva confessato il suo peccato. E che cosa aveva meritato il ladrone, per essere lì, se non perché si tenne sulla via ove Dio aveva mostrato la salvezza portata da lui? Il tuo piede non esca da tale via. Poiché per il fatto d'essersi accusato aveva dato lode a Dio e resa felice la propria vita. Ebbe in verità fiducia di riceverla dal Signore e gli disse: Signore, ricordati di me quando sarai arrivato nel tuo regno (Lc 23, 42). Considerava infatti i propri delitti e riteneva una grande grazia se fosse stato perdonato almeno alla fine della vita. Il Signore però, mentre quegli gli diceva: Ricordati di me; ma quando? quando sarai arrivato nel tuo regno, subito gli rispose: Io ti assicuro che oggi sarai con me in paradiso (Lc 23, 43). La misericordia concesse ciò che la miseria aveva differito.
|
|
Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito romano
|
|
|
|
|
|
|
|
Il suo frutto si innalzerà come il cedro del Libano. Il Signore sarà benedetto per sempre, davanti al sole ascenderà il suo nome; in lui saranno benedette tutte le genti della terra. Cf. Sal 71 (72), 16-17a-c
|
LETTURA Sorgi, Gerusalemme, vedi i tuoi figli riuniti da occidente a oriente. Bar 4, 36 – 5, 9
|
R/. Popoli tutti, acclamate il Signore.
|
EPISTOLA Cristo è diventato servitore dei circoncisi per compiere le promesse dei padri; le genti invece glorificano Dio per la sua misericordia. Rm 15, 1-13
|
VANGELO Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio. Lc 3, 1-18
|
COMMENTO AL VANGELO
Il precursore del nostro Redentore viene presentato attraverso l’indicazione delle autorità che governavano Roma e la Giudea al tempo della sua predicazione, con le parole: “Nel quindicesimo anno dell’impero di Tiberio Cesare, essendo procuratore della Giudea Pilato, tetrarca della Galilea Erode, Filippo suo fratello tetrarca dell’Iturea e della Traconitide e Lisania tetrarca dell’Abilene, mentr’erano principi dei sacerdoti Anna e Caifa, la Parola di Dio si manifestò a Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto” (Lc 3,1s). Poiché, infatti, Giovanni veniva ad annunziare colui che doveva redimere alcuni Giudei e molti Gentili, i tempi vengono indicati menzionando il re dei Gentili e i principi dei Giudei. Poiché poi i Gentili dovevano venir raccolti e i Giudei stavano per essere dispersi a causa della loro perfidia, nella descrizione dei principati, la repubblica romana è tutta assegnata a un solo capo e nel regno della Giudea viene sottolineata la divisione in quattro parti. Il nostro Redentore infatti dice: “Ogni regno diviso in se stesso, andrà in rovina” (Lc 11,17). È chiaro allora che la Giudea, divisa tra tanti re, era giunta alla fine del regno. E proprio opportunamente vien notato non solo chi fossero a quel tempo i re, ma anche chi fossero i sacerdoti, perché Giovanni Battista avrebbe annunziato colui che sarebbe stato allo stesso tempo e re e sacerdote.
|
“E si recò per tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di penitenza per il perdono dei peccati” (Lc 3,3). Chi legge comprende che Giovanni non solo predicò ma diede anche ad alcuni il battesimo di penitenza, ma tuttavia non poté dare il suo battesimo in remissione dei peccati. La remissione dei peccati, infatti, avviene solo nel Battesimo di Cristo. Bisogna osservare che vien detto: “Predicando un battesimo di penitenza per il perdono dei peccati”, predicava cioè un battesimo che perdonasse i peccati, perché non lo poteva dare. Come annunziava con la parola il Verbo del Padre che si era incarnato, così nel suo battesimo che non poteva perdonare i peccati, anticipava il Battesimo di penitenza, che avrebbe liberato dai peccati. La sua predicazione anticipava la presenza del Redentore, il suo battesimo era ombra del vero Battesimo di Cristo.
|
“Com’è scritto nel libro d’Isaia: Voce di colui che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri” (Is 40,3). Lo stesso Battista, interrogato chi egli fosse, rispose: “Io sono la voce di colui che grida nel deserto” (Gv 1,23). È detto voce, perché annunzia il Verbo. Quello poi che diceva sta nelle parole: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”. Chiunque annunzia la fede vera e predica le opere buone che altro fa se non preparare i cuori di chi lo ascolta al Signore che viene? Perché la forza della grazia penetri, la luce della verità illumini, raddrizzi le vie innanzi al Signore, mentre il sermone della buona predicazione forma buoni pensieri nell’animo.
|
“Ogni valle sarà riempita e ogni colle e monte sarà abbassato”. Che cosa s’intende qui per valli se non gli umili, che cosa per monti e colli se non i superbi? Alla venuta del Salvatore le valli saranno riempite, i colli e i monti saranno abbassati, perché com’egli stesso dice: “Chiunque si esalta sarà umiliato e chiunque si umilia sarà esaltato” (Lc 14,11). Infatti, la valle riempita s’alza, il monte e il colle umiliato, s’abbassa, perché nella fede del Mediatore tra Dio e gli uomini Cristo Gesù, la gentilità ricevette la pienezza della grazia e la Giudea per la sua perfidia perdette ciò di cui s’inorgogliva. Ogni valle sarà riempita, perché i cuori degli umili saranno riempiti dalla grazia delle virtù...
|
Il popolo, poiché vedeva Giovanni Battista fornito di meravigliosa santità, lo riteneva un monte singolarmente alto e solido... Ma se lo stesso Giovanni non si fosse ritenuto una valle, non sarebbe stato riempito dello spirito della grazia. Egli infatti disse di sé: “Viene uno più forte di me; non son degno di sciogliere i legacci dei suoi calzari” (Mc 1,7). Ed anche: “Chi ha la sposa è lo sposo, l’amico dello sposo sta lì a sentirlo e gode a sentir la voce dello sposo. Questa mia gioia è piena. Lui deve crescere, io devo essere diminuito” (Gv 3,29-30). Infatti, essendo stato ritenuto, a motivo della sua eccezionale virtù, d’essere il Cristo, non solo disse di non esserlo, ma disse addirittura ch’egli non era degno di sciogliere i lacci dei suoi calzari, di frugare, cioè, nel mistero della sua incarnazione. Credevano che la Chiesa fosse sua sposa; ma egli li corresse: “Chi ha la sposa è lo sposo”. Io non sono lo sposo, ma l’amico dello sposo. E diceva di godere non della propria voce, ma di quella dello sposo, perché si rallegrava non di essere umilmente ascoltato dal popolo, quanto perché sentiva dentro di sé la voce della verità, ch’egli annunziava. Dice che la sua gioia era piena, perché colui che gode della sua propria voce, non ha gioia piena, e aggiunge: “Lui deve crescere, io devo essere diminuito”.
|
Bisogna ora chiedersi in che cosa è cresciuto il Cristo e in che cosa è stato diminuito Giovanni, ed è che il popolo vedendo l’astinenza e la solitudine di Giovanni, lo credeva il Cristo, vedendo invece il Cristo che mangiava coi pubblicani e peccatori, credeva che non fosse il Cristo, ma un profeta. Ma con l’andar del tempo, quando il Cristo, ch’era ritenuto un profeta fu riconosciuto come il Cristo e Giovanni, che era ritenuto di essere il Cristo, fu riconosciuto come un profeta, allora si avverò ciò che il precursore aveva detto del Cristo: “Lui deve crescere, io devo essere diminuito... E le vie storte saranno raddrizzate e le aspre appianate”. Le vie storte si raddrizzano, quando i cuori dei malvagi, storpiati dall’ingiustizia, vengono allineati con la giustizia (Is 40,4). E le vie aspre vengono appianate, quando le menti iraconde tornano, per opera della grazia, alla serenità della mansuetudine. Quando, infatti, la mente iraconda respinge la parola di verità, è come se l’asprezza del cammino impedisse il passo del viandante. Ma quando l’anima iraconda, attraverso la grazia ricevuta, accoglie la parola della correzione, allora il predicatore trova la via piana, laddove non osava muovere il piede.
|
“E ogni uomo vedrà la salvezza di Dio”. Ma non tutti gli uomini hanno potuto vedere Cristo, salvezza di Dio, in questa vita. Dove allora appunta lo sguardo il profeta, se non all’ultimo giorno del giudizio? Quando, aperti i cieli, tra gli angeli e gli apostoli, in un trono di maestà, apparirà il Cristo e tutti, eletti e dannati, lo vedranno, perché i giusti abbiano un premio senza fine e i dannati gemano nell’eternità del supplizio.
|
|
Categorie: Anno A (2025/26), Letture - rito ambrosiano
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|