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08 Novembre 2024

Lectio divina e letture della S. Messa con commenti

Cristo Pantocrator di S. Caterina del Sinai

Rito romano

32.a Domenica del T.O. - B

Il Signore guarda il vostro cuore, non il
vostro patrimonio. Non guarda quanto
gli offriamo in sacrificio, bensì l’amore
con cui glielo offriamo.
S. Gregorio Magno, Omelia 5




PRIMA LETTURA
La vedova fece con la sua farina una piccola focaccia e la portò a Elia.
1Re 17,10-16

SALMO RESPONSORIALE
Sal 145

R/. Loda il Signore, anima mia.

SECONDA LETTURA
Cristo si è offerto una volta per tutte per togliere i peccati di molti.
Eb 9,24-28

CANTO AL VANGELO
(Mt 5,3)

VANGELO
Questa vedova, nella sua povertà, ha dato tutto quello che aveva.
Mc 12,38-44

PREGHIERA DEI FEDELI
...



PERCORSO ESEGETICO

Sorgente di tutti gli inganni
e le seduzioni del cuore è l’amore di sé,
che porta all’ipocrisia e alla ricerca
del primato tra gli uomini.
Questo è il lievito degli scribi e dei farisei,
dalla cui dottrina Gesù ci invita a guardarci.




DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 12, 1-12
Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: “Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia”, (v. 1b)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 14, 7-11
Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, (v. 8a)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 18, 9-14
Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri, (v. 9)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 23, 1-39
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, (v. 15a)

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 7, 1-23
Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. (v. 6b)

SALMO 49 (48)
Essi confidano nella loro forza, si vantano della loro grande ricchezza, (v. 7)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 5, 8-24
Guai a coloro che si credono sapienti e si reputano intelligenti, (v. 21)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 58,1-59, 20
Mi ricercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie, come un popolo che pratichi la giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio. (v. 58, 2a)

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 17, 1-18
Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, (v. 5a)



COMMENTO PATRISTICO

S. AMBROGIO
Dal Trattato Le vedove V, 28-32




La Scrittura... insegna anche come convenga essere misericordiosi e generosi verso i poveri e che non bisogna tirarsi indietro in considerazione della propria povertà, perché la generosità non si valuta in base all’ammontare dei beni donati, ma in base alla disposizione d’animo con cui si fa la donazione.

Pertanto le parole del Signore antepongono a tutti quella vedova di cui egli dice: Questa vedova ha dato più di tutti. Con tale giudizio il Signore da tutti un insegnamento morale: che nessuno, per la vergogna di essere povero, sia distolto dal prestare il proprio servizio; né i ricchi si facciano illusioni per il fatto che credono di dare di più dei poveri. Infatti vale di più una monetina presa dal poco che un tesoro attinto da una ricchezza grandissima, poiché si valuta non quanto si dà, ma quanto resta. Nessuno dà di più di chi non conserva per sé.

Perché tu, che sei ricca, ti vanti al confronto con chi è povero? E mentre ti copri tutta d’oro, strascicando la veste preziosa per terra, come fossi da meno e piccola di fronte alle tue ricchezze, vuoi essere onorata perché hai superato nelle elemosine il povero? Anche i fiumi straripano quando ridondano; tuttavia è più gradito bere ad un ruscello. Anche i mosti spumeggiano; quando fermentano, e l’agricoltore non giudica un danno ciò che si versa. Mentre le aie gemono, quando la messe è battuta, il grano salta fuori; eppure, mancando le messi, l’anfora non manca di farina e l’orcio pieno d’olio gocciola. La siccità provocò l’esaurimento delle botti dei ricchi, mentre il minuscolo contenitore d’olio della vedova ridondava.

Dunque non si deve considerare ciò che sputi per fastidio, ma quanto offri per devozione. Pertanto nessuna ha offerto più di colei che ha nutrito un profeta con il cibo dei figli. E perciò, poiché nessuna ha offerto di più, nessuno ha meritato di più.

Questa è l’interpretazione morale.

Tuttavia, nemmeno a livello di interpretazione mistica è trascurabile questa donna che getta due denari nel gazofilacio. È certamente grande costei che per giudizio divino ha meritato di essere anteposta a tutti.

Forse è quella che, attingendo dalla sua fede, ha offerto in sostegno agli uomini i due testamenti e perciò nessuna ha fatto di più. E nemmeno alcun uomo ha potuto uguagliare in quantità l’elemosina di colei che ha unito la fede alla misericordia. Anche tu dunque, chiunque tu sia ... non dubitare di getta re due monete nel gazofìlacio, perfetta come sei e nella fede e nella grazia. Beata colei che trae dal suo tesoro l’immagine integra del re. Il tuo tesoro è la sapienza, il tuo tesoro è la castità e la giustizia, il tuo tesoro è il buon intelletto, simile al tesoro dal quale i Magi trassero oro, incenso, mirra, quando adorarono il Signore, indicando con l’oro la potenza del re, manifestando con l’incenso l’adorazione a Dio, confessando con la mirra la risurrezione del corpo. Anche tu hai questo tesoro, se lo cerchi in stessa. Infatti abbiamo un tesoro in vasi di creta. Questo è il tesoro che devi offrire, perché Dio non esige da te il valore del metallo luccicante, ma quell’oro che nel giorno del giudizio il fuoco non può consumare. Né richiede doni preziosi, ma l’odore della fede che gli altari del tuo cuore esalano e la volontà della mente fedele spira.

Dunque, da questo tesoro sono tratti non solo i tre doni dei Magi, ma anche le due monete della vedova, nelle quali risplende integra l’immagine del re celeste, Io splendore della sua gloria e l’immagine della sua sostanza. ... Gareggiate con costei, o figlie: infatti è buona cosa gareggiare sempre nel bene. Gareggiate per doni migliori. Il Signore guarda; vi guarda – ripeto – Gesù, mentre vi avvicinate al gazofìlacio e pensate di dover offrire una piccola moneta tratta dalla ricompensa per le vostre buone opere.

Dunque qual gran cosa è che tu offra le tue monete e acquisti il corpo di Cristo. Perciò non presentarti a mani vuote di fronte al Signore tuo Dio, vuote di misericordia, vuote di fede, vuote di castità. Infatti il Signore Gesù non è solito guardare e lodare quelle che sono sprovviste, ma quelle ricche di virtù.

Categorie: Anno B (2023/24), Letture - rito romano

Rito ambrosiano

NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO

L’Agnello che è stato immolato
è degno di ricevere potenza e gloria divina,
fortezza e onore.
A lui la lode e il dominio nei secoli dei secoli.
Ap 5, 12; 1, 5




LETTURA
È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe; ti renderò luce delle nazioni.
Is 49, 1-7

SALMO RESPONSORIALE
Sal 21 (22), 24-25. 28-29. 31b-32

R/. Dal legno della croce regna il Signore.

EPISTOLA
Cristo si fece obbediente fino alla morte di croce. Per questo Dio lo esaltò.
Fil 2, 5-11

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 12, 32)

VANGELO
Gesù, ricòrdati di me, quando entrerai nel tuo regno.
Lc 23, 36-43

PREGHIERA DEI FEDELI
...



COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 232




La fede del buon ladrone.

6. Può darsi che alcuni di voi, non avendo letto il racconto della passione quale ci è tramandato da tutti gli Evangelisti, non comprendano le parole che ho dette riguardo a questo ladrone. Difatti l’episodio di cui sto parlando ci è narrato dal solo evangelista Luca. Che insieme con Cristo fossero stati crocifissi due malfattori, questo lo ricorda anche Matteo (Cf. Mt 27, 38), ma che di questi due uno insultava Cristo mentre l’altro credeva in Cristo, questo Matteo non lo ricorda; lo ricorda solo Luca. Richiamiamo alla memoria la fede di questo malfattore, notando che la stessa fede Cristo, dopo la sua resurrezione, non la trovò nei suoi discepoli. Cristo era sospeso alla croce, e alla croce era sospeso il malfattore: Cristo nel mezzo, ai lati due briganti, dei quali uno bestemmia, l’altro ha fede, e Cristo nel mezzo fa da giudice. Il brigante che bestemmiava diceva: Se sei Figlio di Dio, libera te stesso. Il collega gli replica: Tu non hai timore di Dio. Se noi soffriamo questo supplizio perché ce lo siamo meritato, lui che male ha fatto? E rivolto a lui: Signore, ricordati di me quando sarai entrato nel tuo regno. Fede grande! A tal fede non saprei cosa si possa aggiungere. Vacillarono coloro che avevano veduto Cristo risuscitare i morti; credette colui che lo vedeva pendere dalla croce insieme con lui. Quando i discepoli vacillarono lui credette. Che bel frutto trasse Cristo da quel legno secco! Ma ascoltiamo le parole che il Signore gli rivolse: In verità ti dico: oggi sarai con me in paradiso (Lc 23, 39-43). Tu ti poni a distanza, ma io ti riconosco. Come avrebbe mai potuto ripromettersi quel ladrone un passaggio dal delitto al giudizio, dal giudizio alla croce, dalla croce al paradiso? In effetti, egli, ripensando a quel che meritava, non disse: Ricordati di me e liberami oggi stesso, ma: Quando sarai entrato nel tuo regno, allora ricordati di me. Se, cioè, son meritevole di supplizi, che questi cessino almeno quando tu sarai entrato nel tuo regno. Ma il Signore: Non accadrà così; tu hai forzato la porta del regno dei cieli, hai fatto violenza con la tua fede e te lo sei accaparrato. Oggi sarai con me in paradiso. Non rinvio a più tardi la ricompensa, concedo oggi stesso quanto debbo alla tua fede straordinaria. Diceva il ladrone: Ricordati di me quando sarai entrato nel tuo regno. Credeva che egli non solo sarebbe risorto ma avrebbe posseduto un regno. A un sospeso, a un crocifisso, a un sanguinante, a uno inchiodato diceva: Quando sarai entrato nel tuo regno. Quegli altri invece: Noi speravamo (Lc 24, 21). Dove il ladrone aveva scoperto la speranza, là i discepoli l’avevano perduta.

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