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23 Dicembre 2024

Lectio divina e letture della S. Messa con commenti

NATALE DEL SIGNORE - Messa nella notte

Rito romano

Natale del Signore - Messa della notte

O natività, che tutto il creato onora per
l’illibata santità, amabile agli uomini per
la grandezza del beneficio che dona, imperscrutabile
agli Angeli per la profondità
del mistero che nasconde!
S. Bernardo di Chiaravalle, Sermone I sul Natale, 1




PRIMA LETTURA
Ci è stato dato un figlio.
Is 9,1-6


SALMO RESPONSORIALE
Sal 95

R/. Oggi è nato per noi il Salvatore.

SECONDA LETTURA
È apparsa la grazia di Dio per tutti gli uomini.
Tt 2,11-14

CANTO AL VANGELO
(Lc 2,10-11)

VANGELO
Oggi è nato per voi il Salvatore.
Lc 2,1-14

PREGHIERA DEI FEDELI
...



PERCORSO ESEGETICO

L’incarnazione del Verbo
è l’inizio della nuova creazione:
Gesù è il primogenito di una moltitudine di fratelli
nati non dalla carne e dal sangue, ma generati dall’alto,
cioè dalla potenza dello Spirito Santo.




DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. (vv. 12-13)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 1-30
In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio. (v. 3)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 8, 14-30
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli. (v. 29)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINTI, CAP. 15, 20-28
Come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. (vv. 22-23)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3, 23-29
Tutti voi infatti siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. (vv. 26-27)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 2, 5-18
Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch’egli ne è divenuto partecipe. (v. 14a)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 1, 22- 2, 3
Dopo aver santificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità, per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, essendo stati rigenerati non da un seme corruttibile, ma immortale, cioè dalla parola di Dio viva ed eterna. (vv. 22-23)

SALMO 104 (103)
Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra. (v. 30)

DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 36, 24-38
Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. (v. 26)



COMMENTO PATRISTICO

DOM PROSPER GUÉRANGER
Da L’anno liturgico




La grotta di Betlemme.

Orbene, vi sono tre luoghi nel mondo che il nostro pensiero deve cercare soprattutto in quest’ora. Betlemme è il primo, e in Betlemme è la grotta della Natività che ci chiama. Accostiamoci con un santo rispetto, e contempliamo l’umile asilo che il Figlio dell’Eterno, disceso dal cielo, ha scelto per sua prima residenza. La stalla scavata nella roccia, è situata fuori della città; misura circa quaranta piedi di lunghezza e dodici di larghezza. Il bue e l’asino annunciati dal profeta sono lì presso la mangiatoia, muti testimoni del divino mistero che la casa dell’uomo ha rifiutato di accogliere.

Giuseppe e Maria sono scesi in quell’umile rifugio; il silenzio e la notte li circondano; ma il loro cuore si effonde in lodi e adorazioni verso il Dio che si degna riparare così completamente l’orgoglio dell’uomo. La purissima Maria dispone le fasce che debbono avvolgere le membra del celeste Bambino, e attende con ineffabile pazienza l’istante in cui i suoi occhi vedranno finalmente il frutto benedetto del suo casto seno, potrà coprirlo dei suoi baci e delle sue carezze e nutrirlo del suo virgineo latte.

Frattanto il divin Salvatore, presso a varcare la barriera del seno materno, e a fare il suo ingresso visibile in questo mondo di peccato, si china davanti al Padre celeste, e, secondo la rivelazione del Salmista spiegata dal grande Apostolo nell’Epistola agli Ebrei, dice: “Padre mio, tu non vuoi più i rozzi olocausti che ti si offrono secondo la legge; le vane oblazioni non hanno appagato la tua giustizia; ma tu mi hai dato un corpo; eccomi, io vengo ad immolarmi, vengo a compiere la tua volontà” (Ebr 10,5-7).

Tutto ciò avveniva press’a poco a quest’ora, nella stalla di Betlemme, e gli Angeli del Signore erano rapiti d’ammirazione perla grande misericordia di un Dio verso le creature ribelli, mentre consideravano estatici la nobile e graziosa bellezza della Vergine purissima aspettando anch’essi l’istante in cui la Rosa mistica sarebbe alfine sbocciata e avrebbe effuso il suo divino profumo.

Beata Grotta di Betlemme che fu testimone di tali meraviglie! Chi di noi, in quest’ora, non rivolgerebbe il cuore? Chi di noi non la preferirebbe ai più sontuosi palazzi dei re? Fin dai primi giorni del cristianesimo, la venerazione dei fedeli la circondò dei più teneri omaggi fino a quando la grande sant’Elena, suscitata da Dio per riscoprire e onorare sulla terra le orme del passaggio dell’Uomo-Dio, fece costruire a Betlemme la magnifica Basilica che doveva custodire nelle sue mura questo trofeo dell’amore d’un Dio per la sua creatura.

Trasportiamoci col pensiero in quella chiesa che ancora oggi esiste, osserviamo, in mezzo agli infedeli e agli eretici, i religiosi che hanno cura del santuario, e che si preparano a cantare, nella nostra lingua latina, gli stessi cantici che presto sentiremo. Quei religiosi sono figli di san Francesco, eroi della povertà, discepoli del Bambino di Betlemme; e appunto perché sono piccoli e deboli sostengono da soli, da oltre cinque secoli, le battaglie del Signore, nei luoghi della Terra Santa che la spada dei Crociati aveva smesso di difendere. Preghiamo insieme ad essi questa notte; e baciamo con essi la terra in quel punto della grotta dove si leggono a lettere d’oro queste parole: HIC ME DE VIRGINE MARIA IESUS CHRISTUS NATUS EST.
Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito romano, Natale

Rito ambrosiano

NATALE DEL SIGNORE - Messa nella notte

Si allieti la terra assetata ed esulti il deserto;
rallegratevi, o rive del Giordano,
perché il Signore viene e ci riscatterà.
Cf. Is 35, 1




LETTURA
Verranno molti popoli al tempio di Dio di Giacobbe; egli sarà giudice fra le genti; forgeranno le loro spade in vomeri; casa di Giacobbe, camminiamo nella luce del Signore.
Is 2, 1-5

SALMO RESPONSORIALE
Sal 2

R/. Oggi la luce risplende su di noi.

EPISTOLA
Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio perché ricevessimo l’adozione a figli.
Gal 4, 4-6

CANTO AL VANGELO

Alleluia.
Un giorno santo è spuntato per noi:
venite tutti ad adorare il Signore;
oggi una splendida luce è discesa sulla terra.
Alleluia.

VANGELO
Veniva nel mondo la luce vera; a quanti l’hanno accolta ha dato il potere di diventare figli di Dio.
Gv 1, 9-14

PREGHIERA DEI FEDELI
...



COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni 2




Dio crea il mondo, immerso in esso.
  1. Egli era nel mondo, e il mondo per mezzo di lui fu fatto (Gv 1, 10). Non pensare che il Verbo fosse nel mondo, così come nel mondo vi sono la terra, il cielo, il sole, la luna e le stelle, gli alberi, gli animali, gli uomini. Non così il Verbo era nel mondo. E allora in che modo c'era? C'era come l'artefice che regge quanto ha fatto. Certo, il suo fare non è come quello dell'artigiano. Il mobile che il falegname costruisce, è fuori di lui, occupa un suo spazio, mentre viene fabbricato; e chi lo costruisce, sebbene lì accanto al mobile, occupa un altro spazio, e si trova completamente fuori della sua opera. Dio, al contrario, pervade con la sua presenza tutto il mondo che crea: presente dovunque, opera senza occupare un posto distinto; non è al di fuori di ciò che fa come se dovesse far colare, per così dire, la massa che sta lavorando. Mediante la sua maestà crea ciò che crea, e con la sua presenza governa ciò che ha creato. Il Verbo era dunque nel mondo, come colui per mezzo del quale il mondo è stato fatto. Infatti, il mondo fu creato per mezzo di lui, ma il mondo non lo conobbe.
  1. Che significa: il mondo fu fatto per mezzo di lui? Si chiama mondo il cielo, la terra, il mare e tutto ciò che in essi si trova. Esiste anche un altro significato, secondo cui si chiamano mondo coloro che amano il mondo. Il mondo fu fatto per mezzo di lui, e il mondo non lo conobbe. Significa, questo, che i cieli non hanno conosciuto chi li ha creati o che gli angeli non hanno conosciuto il loro Creatore? o che non lo hanno conosciuto le stelle? Ma perfino i demoni confessano la potenza del Creatore. Tutte le cose da ogni parte gli hanno reso testimonianza. Chi sono, dunque, coloro che non l'hanno conosciuto? Quelli appunto che vengono chiamati "mondo", perché amano il mondo. E' dove abbiamo il cuore, che noi abitiamo: chi ama il mondo merita perciò d'esser chiamato "mondo", dal nome della dimora che abita. Come quando diciamo che una casa è buona o cattiva, non vogliamo condannare o lodare le pareti di una casa, ma dicendo che una casa è buona o cattiva, intendiamo riferirci a quelli che la abitano; così per mondo vogliamo designare quelli che vi abitano e ci sono attaccati. Chi sono costoro? Sono quelli che amano il mondo: sono essi che con il cuore abitano nel mondo. Coloro, invece, che non amano il mondo, si trovano sì nel mondo con la carne, ma con il cuore abitano in cielo, così come dice l'Apostolo: La nostra cittadinanza è in cielo (Fil 3, 20). Dunque: Il mondo per mezzo di lui fu fatto, e il mondo non lo conobbe.
  1. Venne in casa propria, poiché tutto era stato fatto per mezzo di lui, e i suoi non lo accolsero (Gv 1, 11). Chi sono i "suoi"? Sono gli uomini da lui creati. Anzitutto i Giudei, che erano il suo popolo primogenito rispetto a tutte le genti della terra. Gli altri popoli, infatti, adoravano gli idoli e servivano i demoni; quel popolo, invece, era nato dal seme di Abramo; per questo i Giudei erano "suoi" in modo tutto particolare, perché congiunti a lui nella carne che egli si era degnato assumere. Egli venne in casa propria, e i suoi non lo accolsero. Non lo accolsero nel senso più assoluto? non lo accolse nessuno? Nessuno allora è stato salvato? Nessuno infatti è salvo se non accoglie Cristo che viene.
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