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Lectio divina e letture della S. Messa con commenti
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Rito romano
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Lo Spirito Santo si manifesta con lingue di fuoco: infatti ispira quella carità che ci fa ardere di desiderio di Dio, ci fa disprezzare il mondo, brucia le nostre scorie e purifica il cuore come l’oro. S. Agostino, Discorso 227, 1
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PRIMA LETTURA Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare. At 2,1-11
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R/. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
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SECONDA LETTURA Quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. Rm 8,8-17
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CANTO AL VANGELO Alleluia, alleluia. Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore. Alleluia.
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PERCORSO ESEGETICO
Frutto della preghiera di Gesù per la sua Chiesa è il dono dello Spirito Santo, che ci consola togliendoci dalla nostra condizione di orfani e facendoci figli di Dio per sempre.
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DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18 A quanti ... l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio. (v. 12a)
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DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 7, 37-39 Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui. (v. 39a)
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DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 15, 12-27 Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. (v. 15)
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DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 6, 7-15 Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli. (vv. 8b-9a)
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DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 4, 1-11 Che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! (v. 6)
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DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 1, 1-14 Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. (v. 3)
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DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 3 Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! (v. 1a)
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DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 9 Dammi la sapienza, che siede in trono accanto a te e non mi escludere dal numero dei tuoi figli. (v. 4)
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DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 51, 1-10 Signore, mio padre tu sei e campione della mia salvezza, non mi abbandonare nei giorni dell’angoscia, nel tempo dello sconforto e della desolazione. (v. 10a)
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DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 63, 7-64, 11 Tu, Signore, tu sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore. (v. 16b)
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COMMENTO PATRISTICO
In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Allora gli apostoli vennero a sapere che Cristo era nel Padre in virtù dell’unità della indivisibile divinità, che essi erano in Cristo in virtù dell’acquisto della fede e dei suoi sacramenti, che Cristo era in loro in virtù dell’amore e dell’osservanza dei suoi precetti. Infatti disse loro: Se uno mi ama, osserverà le mie parole, e il Padre mio lo ama e verremo da lui e ci fermeremo presso di lui. Tutto ciò i discepoli appresero allora istruiti da Cristo, e ora lo conosce tutta la Chiesa di Cristo, istruita dagli scritti degli apostoli. Ma queste verità i giusti le conosceranno molto meglio nel giorno in cui cominceranno veramente a vivere, cioè nel giorno della risurrezione, quando tanto più perfettamente conosceremo tutto ciò che si deve sapere, quanto più da vicino vedremo senza fine proprio la fonte della scienza. Non c’è però dubbio che tutto ciò si sia già realizzato anche prima del tempo della risurrezione a beneficio di alcuni santi più perfetti, cioè di quelli che per la fiducia delle loro buone opere possono dire con l’apostolo: Desidero morire ed essere con Cristo (Fil 1, 21) e Per me vivere è Cristo e morire è un vantaggio (Fil 1, 21). Queste parole il Signore sembra dirle in particolare agli apostoli, ma perché non avessimo a credere che egli abbia promesso la beatitudine della conoscenza di Dio solo a loro, e non anche a noi se seguiremo il loro esempio, dopo queste parole fa un’affermazione di carattere generale e promette a tutti quelli che lo amano gli stessi premi della sua visione e della sua conoscenza: Chi ha i miei precetti e li osserva, quello mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui. Qui dobbiamo considerare con la più grande attenzione che amare veramente Cristo non significa esprimere l’amore con le labbra ma realizzare operando i precetti di Cristo che abbiamo appreso, sì che Giovanni ammonisce: Figli miei non a miamo a parole, né con la lingua, ma con l’opera e la verità (1 Gv 3, 18). Dobbiamo convincerci con grande gioia che la ricompensa del nostro vero amore sarà quella di cui non potrà esserci maggiore, cioè che saremo amati dal Padre e dal Figlio, e ci sarà rivelata la gloria del Figlio di Dio perché lo contempliamo in eterno. Non dobbiamo dubitare che a quanti sarà rivelata la gloria del Figlio di Dio, costoro saranno alla presenza del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, perché una sola è la divinità e inseparabile la sua contemplazione: per questo Chi vede me vede il Padre (Gv 14, 9).
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Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito romano, Pasqua
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Venne dal cielo improvviso il rombo d’un vento possente sopra il luogo dov’erano riuniti, alleluia. Tutti furono pieni di Spirito Santo e inneggiavano alla gloria di Dio, alleluia. Cfr. At 2, 2. 4. 11
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R/. Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra.
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EPISTOLA Nessuno può dire «Gesù è il Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo. 1 Cor 12, 1-11
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CANTO AL VANGELO Alleluia. Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore. Alleluia.
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VANGELO Lo Spirito della verità sarà in voi. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Gv 14, 15-20
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COMMENTO AL VANGELO
Lo Spirito trasforma interiormente
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Quanto debole e pauroso, prima della venuta dello Spirito, fosse questo pastore della Chiesa , presso il cui corpo santissimo ora ci troviamo, ce lo dice quella serva che custodiva la porta. Turbato alla voce di una donna, per paura di morire, rinnegò la vita (Gv 18,17). E Pietro rinnegò, stando a terra, quando il ladrone diede la sua testimonianza stando sulla croce (Lc 23,41 Lc 23,42). Ma ascoltiamo come diventò quest’uomo così pauroso, dopo la venuta dello Spirito. Si raduna il consiglio dei magistrati e degli anziani, e agli apostoli, dopo che sono stati flagellati, viene ingiunto di non predicare più nel nome di Gesù. Pietro risponde con grande autorità: “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (Atti 5,29). E ancora: “Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui giudicatelo voi stessi; noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato (Atti 4,19-20). Ma essi se ne andarono dalla presenza del sinedrio lieti di essere stati giudicati degni di patire oltraggi per il nome di Gesù” (Atti 5,41). Ecco, quel Pietro che prima temeva davanti a una parola, ora gode sotto le percosse. E colui che aveva avuto paura della voce di una serva, dopo la venuta dello Spirito Santo, pur flagellato umilia la potenza dei principi. Piace alzare gli occhi della fede sulla virtù di questo Artista e considerare qua e là i padri del Vecchio e del Nuovo Testamento. Ecco che, aperti questi stessi occhi della fede, io osservo David, Amos, Daniele, Pietro, Paolo, Matteo, e voglio considerare quale Artista sia questo Spirito Santo, ma mentre sono intento a ciò sento che non riesco. Infatti riempie un fanciullo che suonava la cetra e lo fa diventare il Salmista (1Sam 16,18), riempie un pastore d’armenti che sbucciava fichi selvatici, e ne fa un profeta (Am 7,14); riempie un fanciullo dedito all’astinenza, e ne fa un giudice di vecchi; riempie un pescatore, e ne fa un predicatore (Mt 4,19); riempie un persecutore, e ne fa il Dottore delle genti (cf. Atti 9,1); riempie un pubblicano, e ne fa un evangelista (Lc 5,27-28). Quale Artista è questo Spirito! Tutto ciò che vuole avviene senza indugio. Appena tocca la mente, insegna, e il suo solo tocco è già insegnare. Appena illumina l’animo umano, lo cambia; subito gli fa rinnegare ciò che era, subito lo rende ciò che non era.
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Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito ambrosiano, Pasqua
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