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07 Novembre 2025

Lectio divina e letture della S. Messa con commenti

Cristo Pantocrator di S. Caterina del Sinai

Rito romano

Dedicazione della Basilica Lateranense

Vidi la città santa, la Gerusalemme nuova,
scendere dal cielo, da Dio,
pronta come una sposa adorna per il suo sposo. (Ap 21,2)




PRIMA LETTURA
Vidi l’acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungeva quest’acqua portò salvezza.
Ez 47, 1-2.8-9.12

SALMO RESPONSORIALE
Sal 45

R/. Un fiume rallegra la città di Dio.

SECONDA LETTURA
Voi siete il tempio di Dio.
1Cor 3,9-11.16-17

CANTO AL VANGELO
(2Cr 7, 16)

VANGELO
Parlava del tempio del suo corpo.
Gv 2, 13-22

PREGHIERA DEI FEDELI
...



COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di San Giovanni 10,9




Lo zelo della casa di Dio.

I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo della tua casa mi divora (Gv 2, 17; Sal 68, 10); per il fatto che il Signore cacciò costoro dal tempio, mosso dallo zelo della casa di Dio. Fratelli, ogni cristiano, essendo membro di Cristo, deve essere divorato dallo zelo per la casa di Dio. E chi è divorato dallo zelo per la casa di Dio? Colui che quando vede che qualcosa non va, si sforza di correggerla, cerca di rimediarvi, non si dà pace: se non trova rimedio, sopporta e geme. Il grano non può essere battuto fuori dell’aia, e perciò deve sopportare la paglia finché non ne sarà liberato, e allora entrerà nel granaio. Tu, che sei grano, non farti battere fuori dell’aia, prima di entrare nel granaio, se non vuoi che ti portino via gli uccelli prima d’essere raccolto nel granaio. Gli uccelli del cielo, che sono le potenze dell’aria, sono sempre pronti a portar via qualcosa dall’aia, ma non possono portar via se non ciò che è stato battuto fuori di essa. Ti divori, dunque, lo zelo per la casa di Dio. Ogni cristiano sia divorato dallo zelo per la casa di Dio, per quella casa di Dio di cui egli fa parte. Nessuna è tanto casa tua quanto quella dove tu trovi la salute eterna. Nella tua casa entri per riposarti dalla fatica di ogni giorno: nella casa di Dio entri per trovarvi il riposo eterno. Ora, se tu ti preoccupi che nella tua casa non ci sia niente fuori posto, sopporterai, potendolo impedire, il male che tu vedessi nella casa di Dio, dove trovi la salute e il riposo senza fine? Ad esempio, vedi un fratello correre agli spettacoli? Fermalo, ammoniscilo, crucciati, se è vero che lo zelo per la casa di Dio ti divora. Vedi altri correre ad ubriacarsi, o intenti a fare nel luogo sacro ciò che è sconveniente in qualsiasi luogo? Fa’ di tutto per impedirlo, trattieni quanti puoi, affronta quanti puoi, blandisci chi puoi, ma non darti pace. E’ un amico? usa le buone maniere; è tua moglie? richiamala con grande energia; è la tua serva? ricorri anche alle punizioni corporali. Fa’ tutto ciò che puoi, a seconda delle persone di cui sei responsabile, e sarà vero anche per te: Lo zelo per la tua casa mi divora. Se invece sei apatico e indolente, se pensi solo a te stesso e non ti preoccupi degli altri, e dici in cuor tuo: Non tocca a me preoccuparmi di peccati altrui; mi basta pensare alla mia anima e conservarla integra per Dio: ebbene, non ti viene in mente quel servitore che nascose il suo talento e non volle trafficarlo (cf. Mt 25, 25-30)? Forse che venne accusato di averlo perduto, o non piuttosto di averlo conservato senza farlo fruttare? Sicché, fratelli miei, tenendo conto di questo ammonimento, non vi date pace. Voglio darvi un consiglio; ve lo dia, anzi, colui che è dentro di voi, perché se anche ve lo dà per mezzo mio è sempre lui a darvelo. Ciascuno di voi sa come deve comportarsi in casa propria, con l’amico, con l’inquilino, col cliente, con chi è superiore e con chi è inferiore; voi conoscete in concreto le occasioni che Dio vi offre, come si serve di voi per aprire la porta alla sua parola; ebbene, non stancatevi di guadagnare anime a Cristo, poiché voi stessi da Cristo siete stati guadagnati.

Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito romano

Rito ambrosiano

NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO

L’Agnello che è stato immolato
è degno di ricevere potenza e gloria divina,
fortezza e onore.
A lui la lode e il dominio nei secoli dei secoli.
Cf. Ap 5, 12; 1, 6




LETTURA
Il vegliardo dà al figlio dell’uomo potere sui popoli e le nazioni.
Dn 7, 9-10. 13-14

SALMO RESPONSORIALE
Sal 109 (110)

R/. Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato.

EPISTOLA
Alla fine Cristo consegnerà il regno a Dio Padre.
1Cor 15, 20-26. 28

CANTO AL VANGELO
(Cf. Ap 1, 8; 2, 25b)

VANGELO
Il Figlio dell’uomo, re cui il Padre ha affidato ogni giudizio.
Mt 25, 31-46

PREGHIERA DEI FEDELI
...



COMMENTO PATRISTICO

GREGORIO NAZIANZENO
Oratio XIV de pauper. amore, 27 s., 39 s.




L’amore a Cristo nei poveri

Niente infatti ha l’uomo di così divino, quanto il meritare bene dagli altri: sebbene quello (Dio) conferisca maggiori benefici, e questo (l’uomo) minori, l’uno e l’altro, io credo, in ragione delle proprie forze. Quegli formò l’uomo, e di nuovo lo raccoglie una volta che si sia dissolto: tu non disprezzare il caduto. Egli ne ha avuto compassione nelle cose di ben altro peso, quando a lui dette, oltre al resto, la Legge, i profeti e ancor prima la legge naturale non scritta, censore delle cose che vengono fatte, riprendendo, ammonendo, castigando; infine, donando se stesso per la redenzione del mondo...

Colui che naviga, è vicino al naufragio, e lo è tanto di più, quanto più naviga con audacia; e chi coltiva il corpo, è più vicino ai mali del corpo, tanto di più, quanto più cammina altezzoso, e non si accorge di coloro che giacciono davanti a lui. Mentre viaggi col vento favorevole, porgi aiuto a colui che fa naufragio: mentre sei sano e ricco, soccorri chi è ridotto male. Non aspettare di apprendere per diretta esperienza quanto male sia l’inumanità, e quale bene mettere a disposizione dei poveri le proprie sostanze. Non voler far esperienza di Dio che stende la mano contro coloro che alzano il collo, e passano oltre (senza curarsi) dei poveri. Nelle disgrazie altrui impara questo, a chi ha bisogno da’ qualcosa: non è poco infatti per chi manca di tutto, anzi neppure allo stesso Dio è impari considerare le rispettive forze. Che tu abbia al posto della più grande dignità la sollecitudine dell’animo: se non hai nulla, versa lacrime. Grande sollievo è la compassione per chi ha l’animo colpito da grande calamità. . .

O tu ritieni che la benevolenza non sia per te necessaria ma libera? che sia consiglio, anziché norma? Anche questo in sommo grado vorrei e stimerei, ma mi spaventa quella mano sinistra, e i capri, e gli anatemi lanciati da chi li ha collocati lì; non perché saccheggiarono i templi, o commisero adulterio, o fecero altra cosa di quelle vietate con sanzione, ma perché non si curarono minimamente di Cristo nei poveri.

Di conseguenza, se ritenete di dovermi ascoltare in qualcosa, servi di Cristo, e fratelli, e coeredi, visitiamo Cristo, tutto il tempo che ci è possibile, curiamo Cristo, nutriamo Cristo, vestiamo Cristo, riuniamo Cristo, onoriamo Cristo, non solo alla mensa, come qualcuno, né con gli unguenti, come Maria, né soltanto al sepolcro, come Giuseppe d’Arimatea, né con le cose che riguardano la sepoltura, come quel Nicodemo che amava Cristo solo a metà, né infine con l’oro, l’incenso e la mirra come i Magi prima ancora di tutti coloro che abbiamo nominato, ma poiché da tutti il Signore esige la misericordia e non il sacrificio, e la cui misericordia supera le migliaia di pingui agnelli, e questa portiamogli attraverso i poveri prostrati a terra in questo giorno, affinché quando saremo usciti di qui, essi ci ricevano nei tabernacoli eterni nello stesso Cristo Signore nostro, a cui è la gloria nei secoli. Amen.

Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito ambrosiano
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