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Lectio divina e letture della S. Messa con commenti
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Rito romano
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È povero di spirito chi è umile. Alto è il regno dei cieli, ma chi si umilia sarà esaltato. S. Agostino, Discorso 53, 1
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R/. Beati i poveri in spirito.
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SECONDA LETTURA Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo. 1Cor 1,26-31
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PERCORSO ESEGETICO
Il Regno dei cieli, cioè la comunione con il Padre celeste, non si conquista né con i meriti, né con l’intelligenza: esso è puro dono del Padre a chi, con umiltà, riconosce davanti a Lui la propria povertà e il proprio bisogno.
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DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 1-21 Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.” (v. 5)
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DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 25-30 In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli”. (v. 25)
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DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 10, 13-16 Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. (v. 14b)
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DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 46-58 Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili. (v. 52)
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DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 15, 1-32 Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te. (vv. 15-17)
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DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 3, 1-21 Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede. (vv. 8-9)
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SALMO 51 (50) Un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi. (v. 19b)
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SALMO 147 Non fa conto del vigore del cavallo, non apprezza l’agile corsa dell’uomo. Il Signore si compiace di chi lo teme, di chi spera nella sua grazia. (vv. 10-11)
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DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 55 O voi tutti assetati venite all’acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte. (v. 1)
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DAL LIBRO DI GIUDITTA, CAP. 9, 1-14 Tu sei ... il Dio degli umili, sei il soccorritore dei derelitti, il rifugio dei deboli, il protettore degli sfiduciati, il salvatore dei disperati. (v. 11b)
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COMMENTO PATRISTICO
Cosa può esserci di più nuovo di questa legge che dice desiderabile tutto ciò che gli altri fuggono: la povertà, il pianto, le persecuzioni, le maledizioni?
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Eppure Gesù la proclamò egualmente e convinse non due, non dieci, o venti o cento, o mille persone, ma tutto il genere umano. E le folle che udivano quelle verità, così nuove, così sorprendenti, così contrarie a mentalità e alle abitudini di molti, restavano colpite, tanto forte era l’autorità di colui che le proclamava.
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Ma non crediate che basti semplicemente essere oggetto di maledizione per essere proclamati beati: il Signore precisa due condizioni necessarie per essere beati e cioè che le ingiurie siano sofferte in suo nome e che esse siano false. Senza queste due condizioni, non solo non si è beati, ma si è quanto mai disgraziati. Osservate ora il premio che viene prospettato: Perché grande sarà la vostra ricompensa nei cieli. Del resto, anche se vedete che non tutte le beatitudini sembrano terminare con la promessa del regno dei cieli, non scoraggiatevi per questo; infatti, sebbene le ricompense assumano nomi diversi, tuttavia introducono tutte nel regno dei cieli.
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Quando Gesù dice che coloro che piangono saranno consolati, i misericordiosi troveranno misericordia, che coloro che hanno il cuore puro vedranno Dio e che i pacifici saranno chiamati figli di Dio, è sempre il regno dei cieli che egli designa in tutte queste varie ricompense poiché coloro che ne godranno conseguiranno senza alcun dubbio il regno. Non crediate, quindi, che il regno dei cieli sia solo il premio dei poveri di spirito: è il regno anche per coloro che hanno fame e sete di giustizia, per i mansueti e per tutti gli altri beati, senza alcuna eccezione. Per questo Gesù, affinché nessuno si aspetti soltanto alcunché di sensibile e terreno, promette a tutti appunto la beatitudine. Non potrebbe certo essere beato colui che ricevesse soltanto una ricompensa effimera, che finisce con questa vita e scompare più rapidamente dell’ombra.
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Dopo aver detto “grande sarà la vostra ricompensa nei cieli” aggiunge subito questa ulteriore consolazione: Così del resto hanno perseguitato i profeti, che furono prima di voi. ...
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Categorie: Anno A (2025/26), Letture - rito romano
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Ricorderò l’amore di Dio dandogli lode per tutti i suoi doni, per i beni senza numero che ci ha elargito, grazie alla sua misericordia che non ha fine. Cf. Is 63, 7
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LETTURA Dio con la sua parola domina l’abisso, lui che ha creato ogni cosa. Sir 43, 23-33a
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R/. Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.
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EPISTOLA Quando Cristo sarà manifestato, anche voi apparirete con lui nella gloria. Col 3, 4-10
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VANGELO La manifestazione della signoria di Cristo sulla creazione: la tempesta sedata. Mt 8, 23-27
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COMMENTO AL VANGELO
Se la fede è in noi, Cristo è in noi
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Se la fede è dentro di te, dentro di te c’è Cristo che freme e si turba; poiché se la fede è in noi, Cristo è in noi. Lo attesta l’Apostolo: “Per mezzo della fede, Gesù Cristo abita nei nostri cuori” (Ef 3,17). Se la tua fede deriva da Cristo, Cristo è nel tuo cuore.
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Ricordatevi l’episodio del Vangelo, in cui si narra di Cristo che dormiva nella barca: i discepoli vedendosi esposti al pericolo di un imminente naufragio, gli si avvicinarono e lo svegliarono. Cristo si alzò, comandò ai venti e alle onde, subito si fece gran calma sul mare. Fai anche tu così. I venti entrano nel tuo cuore, come se tu navigassi in questa vita su un mare procelloso e pieno di scogli pericolosi: il vento entra, sconvolge le onde, e la tua navicella ne è quasi travolta. Chi sono questi venti? Ti è stata rivolta un’offesa e tu sei colto dall’ira: l’offesa è il vento, l’ira è l’onda travolgente. Sei in pericolo, perché ti prepari a rispondere, ti prepari a restituire l’offesa con un’altra più grave, e già la tua nave si avvicina al naufragio. Sveglia a questo punto Cristo che dorme. Tu eri travolto dalle onde, stavi per rispondere con una ingiuria all’oltraggio che ti è stato fatto, perché Cristo dormiva sulla tua navicella. Il sonno di Cristo nel tuo cuore è l’oblio della fede. Infatti, se svegli Cristo, cioè se fai appello alla fede, che cosa ti dice Cristo, sveglio nel tuo cuore? Ti dice: Ho sentito i miei nemici dirmi: tu hai il demonio in corpo, e io ho pregato per loro. Il Signore sente l’offesa e la sopporta: il servo invece sente l’offesa e si indigna! Anzi, tu ti vuoi vendicare. Ma come? Io – continua Cristo nel tuo cuore – mi sono forse vendicato? Quando la fede parla così nel tuo cuore, è come se comandasse ai venti e alle onde: subito si fa una gran calma.
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Categorie: Anno A (2025/26), Letture - rito ambrosiano
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