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22 Maggio 2026

Lectio divina e letture della S. Messa con commenti

Domenica di Pentecoste - A

Rito romano

Domenica di Pentecoste - A

Cristo Signore vittorioso, sedendo alla
destra di Dio Padre dopo il trionfo sul
diavolo, oggi ha distribuito in dono ai
discepoli non talenti d’oro, non argento,
ma i doni celesti dello Spirito Santo.
S. Massimo di Torino, Sermone 56, 3




PRIMA LETTURA
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.
At 2,1-11

SALMO RESPONSORIALE
Sal 103

R/. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

SECONDA LETTURA
Noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo.
1Cor 12,3-7.12-13

CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Alleluia.

VANGELO
Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi.
Gv 20,19-23

PREGHIERA DEI FEDELI
...



PERCORSO ESEGETICO

La presenza del Signore è la fonte della pace.
Egli comunica ai cuori il perdono del Padre,
avendoli riconciliati a lui con la sua obbedienza.




DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 25-31
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. (v. 27a)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 68-79
Verrà a visitarci dall’alto … per dirigere i nostri passi sulla via della pace. (vv. 78b. 79b)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 5, 1-11
Ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, dal quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione. (v. 11)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 5, 18-6, 2
È stato Dio … a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe. (v. 19a)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 2, 11-22
Egli … è la nostra pace. (v. 14a)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 3, 1-17
Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi … e la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. (vv. 13b. 15)

SALMO 72 (71)
Nei suoi giorni fiorirà la giustizia e abbonderà la pace. (v. 7)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 9,1-6
Grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine. (v. 6a)

DAL LIBRO DEL PROFETA MICHEA, CAP. 5, 1-4
Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra … e tale sarà la pace. (vv. 3b-4a)

DAL LIBRO DEI NUMERI, CAP. 6, 22-27
Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace. (v. 26)



COMMENTO PATRISTICO

CIRILLO DI GERUSALEMME
Catech. 16, 11-12, 16. 19-21




Abbeverarsi alle fonti della Scrittura

Beviamo dell’acqua viva “che zampilla per la vita eterna” (Jn 4,14 Jn 7,38). Il Salvatore, “diceva questo infatti dello Spirito che dovevano ricevere coloro che avrebbero creduto in lui” (Jn 7,39). Sta’ attento infatti a ciò che egli dice: “Dal seno di chi crede in me” – e non si limitò ad affermare, ma citò anche il Vecchio Testamento –, “come dice la Scrittura, scaturiranno torrenti di acqua viva” (Jn 7,38). Non torrenti nel senso materiale del termine, che irrigano solamente una terra che dà spine e alberi, bensì torrenti che illuminano le anime. Altrove dice: “L’acqua che io gli darò, diverrà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Jn 4,14). Acqua di specie nuova, che vive, e zampilla; zampilla in verità su coloro che ne sono degni.

E come mai chiamò la grazia dello Spirito con il nome di acqua? In effetti, l’acqua dà consistenza a tutte le cose; essa è animatrice di vita animale e vegetale. L’acqua scende dal cielo. Unica nell’aspetto, è molteplice nella virtù operativa. Una sola sorgente irriga tutto il giardino (Gen 2,10) e un’unica pioggia scende su tutto il mondo. Essa si trasforma in bianco giglio, in rossa rosa, purpurea nelle viole e nei giacinti, e differente e variopinta nelle diverse specie. E diversa nella palma e nella vite ed tutto in tutte le cose, pur restando unica ed uguale a se stessa. La pioggia non muta e scende in forme diverse; si adatta invece alla natura delle cose che la ricevono ed è per ciascuna quel che le conviene.

Così è anche dello Spirito Santo. Pur essendo uno solo, unico e indivisibile nell’aspetto, conferisce nondimeno a ciascuno la grazia a seconda del suo desiderio (1Cor 12,11). Alla stregua di un legno secco, che emette germogli se imbevuto di acqua, così avviene all’anima peccatrice, divenuta degna dello Spirito Santo attraverso la penitenza: produce grappoli di giustizia. Pur essendo uno solo, al cenno di Dio e nel nome di Cristo, lo Spirito Santo suscita le varie virtù. Di uno si serve per comunicare la sapienza; di un altro illumina la mente con la profezia; ad un altro ancora conferisce la potestà di scacciare i demoni, e ad un quarto dà il potere di interpretare le Scritture. Di uno corrobora la temperanza (o la castità), ad un altro insegna quanto conviene alla carità (ovvero all’elemosina) – ad un terzo, il digiuno e gli esercizi della vita ascetica; ad un quarto ispira il disprezzo delle cose corporali; ad un ultimo, infine, insegna a prepararsi al martirio. Differente negli altri, egli è sempre identico a se stesso, come sta scritto: “La manifestazione dello Spirito è data a ognuno per quanto gli conviene. Infatti, dallo Spirito a uno è dato il linguaggio della sapienza; ad un altro, il linguaggio della scienza, però secondo il medesimo Spirito; ad un altro, il dono di operare miracoli; ad un altro la profezia; ad un altro il discernimento degli spiriti; ad un altro la diversità delle lingue, ad un altro l’interpretazione delle lingue. Ora, tutte queste cose le compie un solo e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno in particolare come vuole” (1Cor 12,7-11) ...

In verità, la sua azione è tutta diretta al bene e alla salvezza. Anzitutto, soave e pacifico è il suo avvento; la sua presenza è avvertita come un profumo; il suo peso è leggero. Raggi splendenti di intelligenza precedono la sua venuta. Egli giunge con viscere di fraterno tutore: viene a salvare, infatti, ad insegnare, ad ammonire, a corroborare, a consolare, ad illuminare la mente dapprima in chi lo accoglie, poi, per opera di questa, negli altri. E alla stregua di chi, immerso dapprima nelle tenebre, ha visto improvvisamente il sole, che illumina l’occhio del suo corpo, sì da poter vedere ciò che prima non vedeva, così chi è stato reso degno di ricevere lo Spirito Santo rimane illuminato nell’anima e vede nel soprannaturale quanto prima non riusciva a vedere. Quantunque il suo corpo resti sulla terra, la sua anima contempla i cieli come in uno specchio. Vede, al pari di Isaia, “il Signore seduto sopra un trono alto ed elevato” (Is 6,1); come Ezechiele, “Colui che siede sui cherubini(Ez 10,1); e come Daniele, “le miriadi di migliaia e le migliaia di migliaia” (Dan 7,10) ...

Se talora ti sorge il pensiero della castità o della verginità, sappi che si tratta d’una ispirazione suscitata in te dallo Spirito Santo. E quante volte una fanciulla, destinata ormai al letto nuziale, ne è fuggita via, dietro suggerimento dello Spirito? Quante volte un ricco, nello sfarzo dei suoi palazzi, si è sentito spinto dallo Spirito Santo a rinunziare alle sue ricchezze ed ai suoi privilegi? Quante volte un giovane, alla vista di qualcosa di bello, ha chiuso gli occhi e si è rifiutato di guardare, per non contaminarsi? Chi gli ha dato questa forza, domanderai? Ebbene, è stato lo Spirito Santo ad ispirare la mente del giovane. Quanti interessi e quanta cupidigia a questo mondo! E per questo che i cristiani scelgono la povertà. Per quale motivo? Ma per tener fede al comando dello Spirito.

Davvero prezioso e buono è lo Spirito Santo! Giustamente noi veniamo battezzati nel Padre e nel Figlio e nello Spirito Santo (Mt 28,19)!

L’uomo, mentre vive ancora nel suo corpo, è costretto a lottare con molti e ferocissimi demoni. Sovente, poi, quel demonio che molti non erano riusciti a dominare, a causa della sua ferrea morsa, è stato sconfitto da qualcuno con la preghiera, grazie alla potenza dello Spirito Santo in lui presente. Il semplice soffio dell’esorcista, così, diventa fuoco per l’invisibile nemico. Dio, perciò, ci procura un soccorritore ed un protettore: grande dottore della Chiesa, altresì, e nostro valido difensore. Non temiamo, allora, né i demoni né il diavolo! Colui che combatte al nostro fianco, infatti, è più potente: apriamo a lui solo le nostre porte! Egli, infatti “va in cerca di quanti siano degni” (Sap 6,16), per arricchirli con i propri doni.

È chiamato, inoltre, Paraclito, poiché consola, incoraggia e risolleva la nostra debolezza. “Noi, infatti, non sappiamo ciò che ci conviene domandare, ma è lo Spirito stesso che intercede a nostro favore, con gemiti inesprimibili” (Rm 8,26), al cospetto, evidentemente, di Dio. Sovente coloro che sono stati insultati per causa di Cristo, hanno ingiustamente subito oltraggi; su costoro ha gravato la minaccia di martirio, d’ogni sorta di tormenti, del fuoco, della spada, di essere dati in pasto alle belve o di venir precipitati. Lo Spirito Santo però sussurra sommessamente: “Spera nel Signore” (Sal 26,14), o uomo; è una cosa da nulla quanto ti accade, di fronte alla grandezza dei doni che ti son destinati: dopo aver patito per poco, trascorrerai l’eternità in mezzo agli angeli. Infatti, “le sofferenze del tempo presente non possono essere paragonate alla gloria futura che si rileverà in noi (Rm 8,18). Lo Spirito, così, evoca all’uomo l’immagine del regno dei cieli, mostrandogli il paradiso delle delizie. Anche i martiri, d’altronde, pur costretti a guardare con gli occhi materiali i loro giudici, ma già detentori nondimeno della gloria nel paradiso, provavano unicamente disprezzo per quelle pene, per quanto dure apparissero.

Vuoi conoscere come i martiri rendono testimonianza per la virtù dello Spirito Santo? Ascolta allora quanto dice il Salvatore ai suoi discepoli: “Quando vi trascineranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità non datevi pensiero del modo come vi difenderete o di che cosa dovete dire, giacché lo Spirito Santo vi insegnerà, in quel momento, come bisognerà parlare” (Lc 12,11s). Sarebbe infatti impossibile rendere testimonianza a Cristo, se non la si rendesse nello Spirito Santo. Se è vero, infatti, che “nessuno è in grado di dire «Signore Gesù», se non è in virtù dello Spirito Santo” (1Cor 12,3), chi mai potrebbe offrire addirittura la propria vita per Gesù, se non nello Spirito Santo?

Categorie: Anno A (2025/26), Letture - rito romano, Pasqua

Rito ambrosiano

PENTECOSTE - A

Venne dal cielo improvviso il rombo d’un vento possente
sopra il luogo dov’erano riuniti, alleluia.
Tutti furono pieni di Spirito Santo
e inneggiavano alla gloria di Dio, alleluia.
Cf. At 2, 2. 4. 11




LETTURA
La Pentecoste.
At 2, 1-11

SALMO RESPONSORIALE
Sal 103 (104)

R/. Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra.

EPISTOLA
Nessuno può dire «Gesù è il Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo.
1Cor 12, 1-11

CANTO AL VANGELO
Alleluia.
Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Alleluia.

VANGELO
Lo Spirito della verità sarà in voi. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Gv 14, 15-20

PREGHIERA DEI FEDELI
...



COMMENTO AL VANGELO

DOM PROSPER GUERANGER
Da L’anno liturgico




Il mistero della Pentecoste.

Non dobbiamo meravigliarci che la Chiesa abbia assegnato, nella Liturgia, un posto così privilegiato alla Pentecoste, quanto quello conferito alla stessa Pasqua, essendo l'importanza di questo mistero sì considerevole nell'economia del Cristianesimo. La Pasqua è il riscatto dell'uomo per mezzo della vittoria di Cristo: nella Pentecoste lo Spirito Santo prende possesso dell'uomo redento! L'Ascensione è il mistero intermedio. Da una parte essa dà il completamento alla Pasqua, stabilendo l'Uomo-Dio vincitore della morte e capo dei fedeli, alla destra del Padre; dall'altra, determina la venuta dello Spirito Santo sulla terra.

Questa discesa non poteva aver luogo prima della glorificazione di Gesù, come ci dice san Giovanni (7, 39), e i Padri ce ne danno numerose ragioni che ci aiutano a comprendere. Bisognava che il Figlio di Dio, che col Padre è il principio della processione dello Spirito Santo nell'essenza divina, inviasse anche personalmente questo Spirito sulla terra. La missione esteriore di una delle divine persone non è che una successione ed una manifestazione della produzione misteriosa ed eterna che ha luogo in seno alla divinità. Così il Padre non è inviato né dal Figlio né dallo Spirito Santo, perché non è da essi prodotto. Il Figlio è stato mandato agli uomini dal Padre, essendo stato generato da Lui eternamente. Lo Spirito è inviato dal Padre e dal Figlio perché procede dall'uno e dall'altro. Ma perché la missione dello Spirito Santo si compisse in modo di dare maggior gloria al Figlio, era giusto che non avesse luogo soltanto dopo l'intronizzazione del Verbo incarnato alla destra del Padre, ed era, per la natura umana, sommamente glorioso che al momento di questa missione essa fosse indissolubilmente unita alla natura divina nella persona del Figlio di Dio, onde con ragione si potesse dire che l'Uomo-Dio ha inviato lo Spirito Santo sulla terra.

Questa augusta missione non doveva essere data allo Spirito che quando gli uomini avessero perduto la visione dell'umanità di Gesù. Come abbiamo detto, bisognava, d'ora in avanti, che gli occhi e i cuori dei fedeli, s'innalzassero verso il divino assente con un amore più puro e più spirituale. Ora, a chi apparteneva di portare agli uomini questo nuovo amore, se non al potentissimo Spirito che è il vincolo tra il Padre e il Figlio in un amore eterno? Questo Spirito che infiamma ed unisce, viene chiamato nella Sacra Scrittura il "Dono di Dio"; ed è oggi che il Padre e il Figlio ce lo inviano. Ricordiamoci le parole dell'Emmanuele alla donna di Samaria presso l'orlo del pozzo di Sichar: "Se tu conoscessi il dono di Dio" (Gv 4,10). Ma non era sceso ancora! non si manifestava ancora agli uomini che con parziali benefici. A partire da oggi, è un'effusione di fuoco che copre la terra: lo Spirito Santo anima tutto, agisce in ogni luogo. Noi conosciamo il dono di Dio; non abbiamo più che accettarlo, che offrirgli l'ingresso nei nostri cuori, come i tremila fedeli ascoltatori che furono presenti alla parola di Pietro. Ma osservate in quale momento dell'anno lo Spirito Santo viene a prendere possesso del suo dominio. Abbiamo visto il Sole della giustizia elevarsi timidamente in mezzo alle ombre del solstizio d'inverno, e salire con una corsa lenta fino al suo Zenit. In un sublime contrasto, lo Spirito del Padre e del Figlio ha voluto altre armonie. Egli è fuoco, fuoco che consuma! (Dt 4,24). Ed appare sul mondo nel momento in cui il sole brilla in tutto il suo splendore, in cui questo astro contempla la terra coperta di fiori e di frutti nascenti che carezza con i suoi raggi. Accogliamo nello stesso modo il calore vivificante del divino Spirito, e chiediamogli che non diminuisca più in noi. In questo momento dell'Anno Liturgico, per mezzo del Verbo Incarnato, siamo in pieno possesso della verità! Vegliamo a mantenere fedelmente in noi quell'amore che lo Spirito Santo è venuto, a sua volta, a portarci.

Categorie: Anno A (2025/26), Letture - rito ambrosiano, Pasqua
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