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31 Ottobre 2025

Lectio divina e letture della S. Messa con commenti

Cristo Pantocrator di S. Caterina del Sinai

Rito romano

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Come Gesù è morto e risorto,
così anche Dio, per mezzo di Gesù,
radunerà con lui coloro che sono morti.
E come in Adamo tutti muoiono,
così in Cristo tutti riceveranno la vita.




PRIMA LETTURA
Io lo so che il mio redentore è vivo.
Gb 19,1.23-27

SALMO RESPONSORIALE
Sal 26

R/. Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.

SECONDA LETTURA
Giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.
Rm 5,5-11

CANTO AL VANGELO
(Gv 6,40)

VANGELO
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Gv 6,37-40

PREGHIERA DEI FEDELI
...



COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di San Giovanni 25,18-19




Cristo maestro di umiltà.

E così il Maestro di umiltà è venuto non per fare la sua volontà, ma la volontà di colui che lo ha mandato. Andiamo a lui, entriamo in lui, incorporiamoci a lui, per fare, anche noi, non la nostra volontà ma la volontà di Dio; e così non ci caccerà fuori, perché siamo sue membra avendo egli voluto essere il nostro capo insegnandoci l’umiltà. Ascoltate, almeno, il suo caloroso invito: Venite a me, voi che siete stanchi e aggravati; prendete il mio giogo sopra di voi, e imparate da me, che sono mite ed umile di cuore; e quando avrete imparato questo, troverete riposo per le anime vostre (Mt 11, 28-29), e così non sarete cacciati fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato (Gv 6, 38); io insegno l’umiltà, soltanto chi è umile può venire a me. Se soltanto a causa della superbia si è cacciati fuori, come potrebbe uscir fuori chi custodisce l’umiltà e non si allontana dalla verità? Si è cercato di dire il possibile, o fratelli, nonostante il senso nascosto. Qui il senso è molto nascosto e non so se sono riuscito a tirarlo fuori e ad esprimere in modo adeguato il fatto che egli non caccia fuori chi va a lui, perché non è venuto per fare la sua volontà, ma la volontà di colui che lo ha mandato.

Ora, la volontà di colui che mi ha mandato, del Padre, è che io non perda nulla di quanto mi ha dato (Gv 6, 39). A lui è stato dato chi si mantiene nell’umiltà; questi lui accoglie. Chi, invece, non si mantiene nell’umiltà è lontano dal maestro di umiltà. É sua volontà che io non perda nulla di quanto mi ha dato. É volontà del Padre vostro che è nei cieli che nessuno di questi piccoli vada perduto. I superbi possono andar perduti; dei piccoli nessuno va perduto: infatti se non sarete come questo piccolo bambino non entrerete nel regno dei cieli (Mt 18, 14 3)! É volontà del Padre che io non perda nulla di quanto mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno (Gv 6, 39). Guardate come anche qui ritorna sul tema della duplice risurrezione. Chi viene a me, risorge adesso facendo parte, per la sua umiltà, delle mie membra e poi, secondo la carne, lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la volontà del Padre mio è che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna, e lo risusciti io nell’ultimo giorno (Gv 6, 40). Prima ha detto: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato (Gv 5, 24); adesso dice: Chi vede il Figlio e crede in lui. Non dice: Vede il Figlio e crede nel Padre; e questo perché credere nel Figlio è lo stesso che credere nel Padre. Come il Padre ha in se stesso la vita, così ha dato al Figlio d’aver la vita in se stesso (Gv 5, 26). Così che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna. Credere e passare alla vita, questa è la prima risurrezione; e siccome non c’è soltanto questa, prosegue dicendo: ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito romano

Rito ambrosiano

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti,
darà vita anche ai nostri corpi mortali
per mezzo del suo Spirito che abita in noi.
Cf. Rm 8, 11




LETTURA
Non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno.
Ap 21, 1-5a. 6b-7

SALMO RESPONSORIALE
Sal 86 (87), 3-6

R/. In te, santa città, è la sorgente della vita.

EPISTOLA
Riconciliàti con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, saremo ora salvati mediante la sua vita.
Rm 5, 5-11

CANTO AL VANGELO
(Cf. Gv 6, 40)

VANGELO
Chiunque vede il Figlio e crede in lui ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Gv 6, 37-40

PREGHIERA DEI FEDELI
...



COMMENTO

DOM PROSPER GUÉRANGER
Da L’Anno liturgico, Commemorazione dei Defunti




Facciamo nostri i sentimenti che ispira l’Offertorio dei defunti. Sebbene l’eterna beatitudine resti finalmente assicurata alle anime purganti ed esse abbiano di questa coscienza, il cammino, ancora più o meno lungo, che le conduce al cielo, si apre tuttavia nel pericolo di un supremo assalto diabolico e l’angoscia del giudizio. La Chiesa, estendendo la sua preghiera a tutte le tappe di questa via dolorosa, non si preoccupa di custodirne l’inizio e non ha paura di mostrarsi qui tardiva. Per Dio, che con uno sguardo solo abbraccia tutti i tempi, la tua supplica di oggi, già presente all’ora del terribile passaggio, procura alle anime il soccorso implorato. Questa supplica le segue nelle peripezie della lotta contro le potenze dell’abisso, quando Dio permette che esse pure servano la sua giustizia per espiazione, come più volte hanno sperimentato i Santi. In questo momento solenne in cui la Chiesa offre i suoi doni per l’augusto e onnipotente Sacrificio, moltiplichiamo anche noi le nostre preghiere per i defunti. Imploriamo la loro liberazione dalle fauci del leone, otteniamo dal glorioso Arcangelo, preposto al Paradiso, appoggio delle anime all’uscita da questo mondo, loro guida inviata da Dio (Antifona e Responsorio della festa di san Michele), che le conduca alla luce, alla vita, a Dio, promesso come ricompensa ai credenti nella persona di Abramo, loro padre (Gen. 15, 1).

(…)

Ogni anima si raccoglie così nel culto delle persone più care e dei più nobili ricordi. È la festa dei nostri cari morti e prestiamo allora l’orecchio alle loro voci, che di campanile in campanile in tutto il mondo cristiano si fa supplichevole e dolce in queste prime notti di novembre. Per tutto l’ottavario facciamo la visita delle tombe in cui riposano in pace i loro resti mortali. Preghiamo per loro e preghiamoli: non abbiamo paura di parlare con essi degli interessi che davanti a Dio loro furono cari, perché Dio li ama e, per una specie di soddisfazione alla sua bontà, le ascolta meglio, se implorano per altri, mentre la sua giustizia li mantiene in una condizione di assoluta impotenza per se stessi.

Categorie: Anno C (2024/25), Letture - rito ambrosiano
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