|
|
|
|
Lectio divina e letture della S. Messa con commenti
|
|
|
Rito romano
|
|
|
|
|
|
Nostro Signore chiese l’acqua per poterne dare; chiese da bere come uno che ha sete, per avere occasione di estinguere la sete. S. Efrem, Diatessaron, 12, 16
|
R/. Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
|
SECONDA LETTURA L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato. Rm 5,1-2.5-8
|
VANGELO Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna. Gv 4,5-42
|
PERCORSO ESEGETICO
Il gusto della sapienza divina che Dio aveva dato a Israele per mezzo della legge non disseta il cuore dell’uomo. Solo l’acqua dello Spirito Santo, infatti, è capace di condurre i credenti alla vita eterna, cioè alla piena e stabile conoscenza del Padre celeste.
|
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 1-21 Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito”. (vv. 5-6)
|
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP.7, 37-39 Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: “Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. (vv. 37b-38)
|
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 15, 26-16, 15 Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. (v. 16, 13)
|
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 2 Sta scritto infatti: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. (vv. 9-10)
|
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3, 1-29 Se infatti fosse stata data una legge capace di conferire la vita, la giustificazione scaturirebbe davvero dalla legge; la Scrittura invece ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché ai credenti la promessa venisse data in virtù della fede in Gesù Cristo. (vv. 21b-22)
|
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 10, 1-18 Avendo infatti la legge solo un’ombra dei beni futuri e non la realtà stessa delle cose, non ha il potere di condurre alla perfezione. (v. 1a)
|
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 7, 1-17 Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta, perché l’Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. (vv. 16-17a)
|
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 47, 1-12 Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. (v. 9)
|
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 24, 1-32 Quanti si nutrono di me avranno ancora fame e quanti bevono di me, avranno ancora sete. (v. 20)
|
COMMENTO PATRISTICO
Possiamo ancora domandare perché ha chiesto da bere a una donna samaritana, venuta a riempire d’acqua l’anfora, quando egli stesso avrebbe poi affermato di poter dare, a chi lo pregava, l’abbondanza della sorgente spirituale. Ma il Signore aveva sete della fede di quella donna, che era samaritana, e la Samaria simboleggia di solito l’idolatria. Essi, separati dal popolo dei Giudei, avevano consegnato l’onore delle loro anime ai simulacri di muti animali, cioè a vitelli d’oro, il nostro Signore Gesù era invece venuto a condurre la moltitudine delle genti, asservita agli idoli, al baluardo della fede cristiana e della retta religione. Egli dice infatti: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati (Mt 9, 12). Ha dunque sete della fede di coloro per i quali ha sparso il sangue. Le disse pertanto Gesù: Donna, dammi da bere (Gv 4, 10). E perché tu sappia di che cosa aveva sete nostro Signore, dopo un po’ arrivano i suoi discepoli, andati in città a comprare provviste, e gli dicono: Maestro mangia. Ma egli rispose: “Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete”. E i discepoli si domandavano l’un l’altro: “Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?”. Gesù disse loro: “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera” (Gv 4, 31-34). Forse qui si può intendere che la volontà del Padre, che lo ha mandato, e la sua opera, che egli dichiara di voler compiere non ha altro scopo che la nostra conversione alla sua fede dai pericolosi traviamenti del mondo? Qual è dunque il suo cibo, tale è anche la sua bevanda. Pertanto in quella donna proprio di questo egli aveva sete: fare in lei la volontà del Padre e compiere la sua opera. Ma quella, intendendo in senso materiale, risponde: Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una Samaritana? Perché i Giudei non vanno d’accordo con i Samaritani. Nostro Signore le rispose: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva (Gv 4, 9-10). Voleva farle capire che non aveva chiesto quell’acqua a cui lei aveva pensato, ma che aveva sete della sua fede e a lei, che aveva sete, desiderava dare lo Spirito Santo. Questo infatti è il vero senso dell’acqua viva, che è dono di Dio, com’egli dice: Se tu conoscessi il dono di Dio. E come lo stesso evangelista Giovanni attesta in un altro luogo dicendo: Gesù, levatosi in piedi, esclamò ad alta voce: “Chi ha sete venga a me e beva; chi crede in me, come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno” (Gv 7, 37). Con assoluta conseguenza dice: Chi crede in me, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno, perché, per meritare questi doni, noi prima crediamo. I fiumi di acqua viva che egli voleva dare a quella donna sono dunque il premio della fede di cui innanzitutto aveva sete in lei. Subito dopo espone il significato di quest’acqua viva, e dice: Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui. Infatti non era stato ancora dato lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato (Gv 7, 38-39). Questo è dunque il dono dello Spirito Santo, che ha dato alla Chiesa dopo la sua glorificazione, come afferma un altro passo della Scrittura: Ascendendo in alto, ha condotto schiava la schiavitù, ha distribuito doni agli uomini (Sal 67, 19; Ef 4, 8).
|
|
Categorie: Anno A (2025/26), Letture - rito romano, Quaresima
|
|
|
|
|
|
|
|
In Dio la mia salvezza e la mia gloria, è il Dio della mia forza e mia speranza è lui. In lui sperate, voi tutti qui riuniti, aprite il vostro cuore innanzi a Dio perché è il Signore, è lui che ci soccorre. Cf. Sal 61 (62), 8-9
|
LETTURA Dio scende sul Sinai nella nube – Farò meraviglie e il popolo vedrà l’opera di Dio. Es 34, 1-10
|
R/. Salvaci, Signore, nostro Dio.
|
EPISTOLA Chi ha fede viene benedetto insieme ad Abramo che credette. Gal 3, 6-14
|
VANGELO Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia. Gv 8, 31-59
|
COMMENTO AL VANGELO
S. AGOSTINO Dal Commento al Vangelo di San Giovanni 41, 8
|
Dalla servitù al servizio.
|
Dato che chiunque commette il peccato è schiavo del peccato, ascoltate quale speranza di libertà ci rimane. Ora, lo schiavo – dice – non rimane nella casa per sempre (Gv 8, 35). La casa è la Chiesa, lo schiavo è il peccatore. Sono molti a entrare peccatori nella Chiesa. Egli, però, non ha detto che lo schiavo non è nella casa, ma ha detto: non rimane nella casa per sempre. Se non ci sarà nessuno schiavo in quella casa, chi ci sarà? Quando il re giusto sederà in trono – dice la Scrittura – chi potrà vantarsi d’avere il cuore puro? e chi potrà vantarsi di avere il cuore libero dal peccato? (Prv 20, 8-9). Ci ha riempiti di spavento, o miei fratelli, quando ha detto: lo schiavo non rimane nella casa per sempre. Però egli subito aggiunge: ma il Figlio vi dimora per sempre. Ma allora Cristo sarà solo nella sua casa? non ci sarà nessun popolo unito a lui? Di chi sarà il capo se non vi sarà il corpo? O forse con la parola “Figlio” vuole intendere il tutto, cioè il capo e il corpo? Non è senza motivo che egli ci ha riempiti di spavento e insieme ha acceso nel nostro cuore la speranza: ci ha spaventati per staccarci dal peccato, ci ha aperto il cuore alla speranza perché non disperassimo dell’assoluzione dal peccato: chiunque commette il peccato – dice – è schiavo del peccato; ora, lo schiavo non rimane nella casa per sempre. Quale speranza c’è dunque per noi che non siamo senza peccato? Ascolta quale speranza c’è per te: Il Figlio vi dimora per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi (Gv 8, 34-36). Questa è la nostra speranza, o fratelli: che ci liberi colui che è libero, e, liberandoci, ci faccia suoi schiavi. Eravamo schiavi della cupidigia, e, liberati, diventiamo schiavi della carità. E’ quello che dice l’Apostolo: Voi, o fratelli, siete stati chiamati a libertà; soltanto non invocate la libertà a pretesto di una condotta carnale, ma servitevi a vicenda mediante la carità (Gal 5, 13). Non dica il cristiano: Sono libero, sono stato chiamato alla libertà; ero schiavo ma sono stato redento, e in forza della redenzione sono diventato libero; posso fare quindi ciò che voglio, nessuno ponga limiti alla mia volontà se sono libero. Ma se con questa volontà commetti il peccato, sei di nuovo schiavo del peccato. Non abusare quindi della libertà per abbandonarti al peccato, ma usala per non peccare. La tua volontà sarà libera se sarà buona. Sarai libero se sarai schiavo: libero dal peccato, schiavo della giustizia, così come dice l’Apostolo: Quando eravate sotto la schiavitù del peccato, eravate liberi dalla giustizia. Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il vostro frutto nella santificazione; e il fine è la vita eterna (Rm 6, 20 22). A questo devono tendere tutti i nostri sforzi.
|
|
Categorie: Anno A (2025/26), Letture - rito ambrosiano, Quaresima
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|