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18 Ottobre 2024

Lectio divina e letture della S. Messa con commenti

Cristo Pantocrator di S. Caterina del Sinai

Rito romano

29.a Domenica del T.O. - B

Eccelsa è la patria, umile la via. La patria
è la vita in Cristo, la via è la sua morte;
la patria è lassù ove Cristo dimora presso
il Padre, la via è la sua passione. Chi ricusa
la via, non cerca la patria.
S. Agostino, Tratt. sul vang. di Giov. 28, 5




PRIMA LETTURA
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza.
Is 53,10-11

SALMO RESPONSORIALE
Sal 32

R/. Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.

SECONDA LETTURA
Accostiamoci con piena fiducia al trono della grazia.
Eb 4,14-16

CANTO AL VANGELO
(Mc 10,45)

VANGELO
Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti.
Mc 10,35-45

PREGHIERA DEI FEDELI
...



PERCORSO ESEGETICO

L’uomo entra nel mistero della gloria divina
conformandosi all’obbedienza
del Figlio di Dio.




DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 12, 20-36
Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà, (v. 26)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 25-30
Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime, (v. 29b)

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 8, 34-38
Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua, (v. 34b)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 8
Se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria, (v. 17)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 3
Io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti, (vv. 10-11)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 2
Insieme con me prendi anche tu la tua parte di sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù. (v. 3)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 1, 13-2, 25
Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri d’un tempo, quando eravate nell’ignoranza, ma ad immagine del Santo che vi ha chiamati, diventate santi, (vv. 1, 14-15a)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 7
Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello, (v. 14b)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 3,1-12
Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé. (v. 5)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 22,1-19
Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, (v. 12b)

DAL LIBRO DEI GIUDICI, CAP. 11, 29-40
Padre mio, se hai dato parola al Signore, fa’ di me secondo quanto è uscito dalla tua bocca, (v. 36a)



COMMENTO PATRISTICO

BASILIO DI CESAREA
Hom. de humilit., 7




Ama l’umiltà e avrai gloria!

Se ti ricordi che Cristo dice che si perde la mercede innanzi a Dio, quando uno va cercando onore presso gli uomini e fa il bene per essere visto dagli uomini, metti tanta accortezza a non essere onorato dagli uomini, quanta ne mettono gli altri per averne gloria. “Hanno ricevuto la loro mercede” (Mt 6,2), dice il Signore. Perciò non ti far danno da te stesso, andando dietro alla gloria degli uomini. Dio è un grande osservatore; cerca di aver gloria presso Dio, Dio distribuisce splendide ricompense. Hai forse raggiunto una gran rinomanza, ti stimano, ti onorano, ti cercano? Cerca di diportarti come un suddito “Non come chi esercita un potere sugli altri” (1Pt 5,3) e non seguir l’esempio dei principi mondani. Il Signore ha comandato che, chi vuol essere il primo, deve essere servo di tutti (Mc 10,44). In una sola parola: pratica l’umiltà, come conviene a chi la ama. Amala e avrai gloria. Questo è il cammino verso la vera gloria, che si ha tra gli angeli, innanzi a Dio. Cristo ti dichiarerà suo discepolo innanzi agli angeli (Lc 12,8) e ti darà gloria, se imiterai la sua umiltà; egli, infatti, disse: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore e troverete pace per le vostre anime” (Mt 11,29).

Categorie: Anno B (2023/24), Letture - rito romano

Rito ambrosiano

DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI - B

Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
e proclama le tue gesta mirabili.
Dolce nella memoria
resta il ricordo della tua bontà
e l’esultanza per la tua giustizia.
Sal 144 (145), 4. 7




LETTURA
Dio ha posto a nostra salvezza mura e bastioni. Aprite le porte: entri una nazione fedele.
Is 26, 1-2. 4. 7-8; 54, 12-14a

SALMO RESPONSORIALE
Sal 67 (68), 25-27. 29-30. 33-34a. 35-36

R/. Date gloria a Dio nel suo santuario.

EPISTOLA
Santo è il tempio di Dio, che siete voi.
1 Cor 3, 9-17

CANTO AL VANGELO
(Cfr. 1 Cor 3, 17. 9)

VANGELO
Ricorreva la festa della Dedicazione ed era inverno.
Gv 10, 22-30

PREGHIERA DEI FEDELI
...



COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
De Trinitate, 4, 8, 12 s.




Cristo vuole riportarci all’unità

Così lo stesso “Figlio di Dio, Verbo di Dio” e nello stesso tempo “Mediatore di Dio e degli uomini” come “Figlio dell’uomo uguale al Padre” (1Tm 2,5) per l’unità della divinità e nostro simile per l’umanità che assunse, pregando il Padre per noi con la sua umanità, senza tacere tuttavia di essere con il Padre una sola cosa nella divinità, tra le altre cose dice: “Non soltanto per questi prego ma anche per quelli che crederanno in me, per la loro parola, affinché tutti siano una cosa sola, come tu sei in me, o Padre, ed io in te, affinché anche loro siano una cosa sola in noi; affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu mi desti, io l’ho data a loro affinché siano una cosa sola, come noi siamo una cosa sola” (Gv 17,20-22).

Non disse: «Che io e loro siamo una cosa sola», sebbene come capo della Chiesa ed essendo “la Chiesa” il “suo corpo” (Ep 5,23 Col 1,18) potesse dire: «Che io e loro siamo, non una cosa sola, ma uno solo», perché il “capo e il corpo è un solo Cristo” (1Tm 2,5; 1Cor 8,6; 1Cor 12,20). Ma manifestando la sua divina consustanzialità con il Padre (riferendosi a questo, in un altro passo dice: “il Padre siamo una sola cosa” (Gv 10,30), consustanzialità di un genere proprio a lui, cioè uguaglianza consustanziale nella medesima natura, vuole che i suoi siano “una sola cosa”, ma in lui. Infatti in se stessi ne sarebbero incapaci, disuniti l’uno dall’altro dalle opposte volontà, dalle passioni, dall’immondezze dei peccati. Per questo sono purificati dal Mediatore per “essere una sola cosa” in lui, non solo nell’unità della natura, nella quale da uomini mortali “diventano uguali agli angeli” (Lc 20,36; Mt 22,30; Mc 12,25), ma anche per l’identità di una volontà che cospira in pieno accordo alla medesima beatitudine, fusa in qualche modo in un solo spirito dal fuoco della carità. È questo il senso dell’espressione: “Che essi siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa”; come il Padre e il Figlio sono “una sola cosa” non solo per l’uguaglianza della sostanza, ma anche per la volontà, così questi che hanno il Figlio come Mediatore tra sé e Dio, siano una cosa sola non soltanto perché sono della stessa natura ma anche per la comunanza di uno stesso amore.

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