M. Spera, La vicenda di sr. Nazarena Crotta monaca reclusa

M. Spera, La vicenda di sr. Nazarena Crotta monaca reclusa

In occasione della Giornata Pro Orantibus, offriamo alla lettura il presente articolo di Sr. Michela Spera osb cam già edito su Rivista di Ascetica e Mistica., 4 (2017), 667-694.

 

Vita anacoretica nel XX sec.

L’esperienza spirituale di Nazarena Crotta si rivela al mondo contemporaneo come un evento che oggi è possibile definire straordinario. Di origine americana, dopo una ricerca lunga e travagliata, Nazarena sceglie di vivere reclusa in un monastero camaldolese nel pieno centro di Roma. È lecito parlare di evento straordinario perché, nel mondo contemporaneo, lo stile di vita reclusa è pressappoco inesistente e il caso di Nazarena rivela un’esperienza che esce dall’ordinario. La conoscenza e la valutazione di questa vicenda oggi è possibile in modo organico, perché si dispone di un epistolario catalogato e ben collocato dal punto di vista cronologico.

Si tratta di oltre cento lettere scritte da Nazarena e conservate nell’archivio del monastero camaldolese di S. Antonio Abate di Roma. I destinatari sono il card. Augustin Mayer, una consorella e padre Anselmo Giabbani1. La Reclusa camaldolese ha redatto tali epistole per motivi vari e in un arco di tempo che copre 43 anni, appunto la durata della reclusione. In particolare le lettere ad Augustin Meyer e alla consorella sono ispirate da un sentimento di amicizia o guida spirituale, infatti nel primo caso il giovane monaco benedettino viene a conoscenza che nel monastero si trova una giovane che comincia l’esperienza di reclusa, quindi chiede di poterle scrivere. Le lettere alla consorella sono redatte per rispondere a consigli chiesti da parte una giovane monaca in un momento di fatica spirituale. Le singole epistole sono state conservate dai riceventi e, dopo la morte della Reclusa, rese disponibili per l’archivio del monastero di S. Antonio Abate. Le lettere a padre Anselmo Giabbani sono le più numerose e varie nelle tematiche. Infatti dal 1952 il monaco camaldolese è padre spirituale di Nazarena, quindi la frequenta per colloqui periodici e riceve le sue richieste di permessi, i suoi regolamenti di reclusione e riflessioni varie.

Gli scritti ricevuti da Nazarena, invece, sono stati distrutti da lei stessa, questo per una perentoria regola di vita che le imponeva la morte al mondo. L’epistolario di Nazarena Crotta è una fonte indiscutibile per capire il suo cammino, la sua esperienza di Dio, la vita avvolta di mistero, rapita in una travagliata ricerca della volontà di Dio e animata dall’ardente desiderio di amore. Le lettere seguono il corso dei ricordi, non c’è un progetto organico, ma la narrazione è spesso colorita da interruzioni e riprese. I collegamenti temporali sono, tante volte, suggeriti dal ripercorrere la storia e le sensazioni della Reclusa.

La vita: chiamata al deserto

L’esperienza di Nazarena s’inserisce in un preciso stile di vita che ha caratterizzato la storia della Chiesa e del monachesimo. Va detto che si  tratta  di cammini di fede particolari, unici per la radicalità e l’originalità delle scelte. In occidente2 le prime notizie della vita reclusa, cioè degli inclusus, si hanno nel VI sec., interessano uomini e donne, inizialmente in modo singolo. La forte incidenza del fenomeno si verifica nel medioevo.

Fuga dal mondo, desiderio di solitudine per stabilire un contatto intenso, assoluto con Dio, queste le esigenze degli eremiti e, ancor di più, dei reclusi. La peculiarità del recluso, infatti, è l’isolamento totale dal mondo, egli si chiude in uno spazio limitato, spesso ne blocca l’ingresso. L’unica via d’accesso a questa clausura radicale è, di solito, una piccola finestra utile per il passaggio del cibo o di altre cose di primaria necessità.

La storia di Nazarena si può inserire in questo filone di esperienze e proprio attingendo a questa tradizione è possibile comprendere l’intensità dell’esperienza mistica di Nazarena. Evento non straordinario agli occhi delle persone che le vivono intorno, ma fuori dell’ordinario per la giovane americana che cambia in modo radicale la prassi della propria vita. Da un incontro particolare inizia una ricerca che dura più di dieci anni, prima in America e poi in Italia. Se ne descrivono le teppe principali per capire il travaglio del cammino e l’unicità dell’esperienza.

In America

Nella biografia di Nazarena ci sono due eventi cardini che segnano passaggi radicali e definitivi della sua esistenza: nel 1934 una forza inspiegabile la attrae verso il deserto e nel 1937 compie il lungo viaggio verso l’Italia e verso l’ignoto abbandonandosi esclusivamente a Dio.

Nei primi anni di vita la biografia di Nazarena, in realtà, non presenta eventi eccezionali, battezzata con il nome di Giulia Crotta era la settima figlia di una coppia di immigrati italiani giunti in America alla fine del 1800. Nasce negli Stati Uniti, Connecticut, il 15 ottobre 1907. La sua giovinezza trascorre serena, in una famiglia numerosa, dedita al lavoro della campagna, in ambiente sano. Dalle sue lettere autobiografiche è possibile apprendere alcune piccole osservazioni che fanno intuire in Nazarena un’indole originale, infatti da bambina molto piccola sente dentro di sé due elementi importanti che capirà solo da grande: sente che non si sposerà mai e che nella sua vita compirà qualcosa di straordinario.  [segue]

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