Da Toscana Oggi, 26 giugno 2016
Diciamo la verità: non soltanto tra coloro che si dichiarano atei o, quanto meno, laici, ma anche nel mondo dei credenti e dei praticanti è diffuso un certo sospetto nei confronti della vita monastica, spesso considerata incomprensibile e persino inutile. Ritengo che a molti sarà capitato di ascoltare valutazioni non troppo lusinghiere su monache e monaci, giudicati, come minimo, non al passo coi tempi. Forse non è facile che coloro che la pensano così cambino idea: sono tuttavia sicuro che la lettura del libro di Patrizia Girolami, Sui passi di Dio. Testimonianza e profezia della vita monastica (Nerbini, pp. 160, euro 14,00) potrà essere di valido aiuto a chiunque desideri farsi un’idea più chiara del significato e del valore autentici del monachesimo. Nel volume sono raccolti gli interventi tenuti dall’autrice, monaca cistercense dell’antica osservanza del monastero di Valserena, situato in provincia di Pisa e in diocesi di Volterra, in occasione del corso di formazione delle monache benedettine della Federazione Centro-Sud, svoltosi presso l’abbazia di Santa Maria della Scala di Noci (Bari), nel luglio del 2015. Scrive la Girolami: “Nel contesto culturale odierno la vita monastica osa ancora, umilmente, proporre una strada verso la pienezza dell’umano che si realizza quando l’uomo si apre all’eterno e s’incontra con Dio”. San Benedetto considerava questa la “via della vita”, capace di far scoprire il senso ultimo dell’esistenza. Si legge ancora nel libro: “Monaci e monache sono un modello irrinunciabile di umanità perché non si accontentano del provvisorio, del precario, del parziale, ma puntano decisamente al Definitivo, all’Eterno, al Tutto”. Così facendo, additando, cioè, l’esistenza di una dimensione che va oltre quella puramente terrena, i monaci non rinnegano la loro più vera umanità, ma, al contrario, la esaltano, indirizzandola verso un ideale di completezza che conduce a una maturità interiore che soltanto il costante rapporto con il Signore è in grado di garantire. Sostiene a questo proposito Monsignor Dante Carolla che ha redatto la bella Introduzione del volume: “Il monastero ha la pretesa di offrire e di educare alla pienezza dell’umano … Questo libro ci aiuta a capire che i monaci e le monache sono un modello irrinunciabile di umanità”. La vita monastica, dunque, si fa testimonianza e profezia, e il testo di suor Patrizia, come ella stessa si augura, saprà certamente “far crescere il desiderio di incamminarsi, sempre più, sui passi di Dio”.
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