M. Schoepflin, Recensione a “Ed io che sono?. Agostino, Bernardo, Leopardi” di P. Girolami

M. Schoepflin, Recensione a “Ed io che sono?. Agostino, Bernardo, Leopardi” di P. Girolami

Pubblicato su Avvenire del 19 giugno 2019

Nell’epoca in cui si fa un gran parlare di fake news, la notizia che una giovane donna si è fatta trappista per merito di Giacomo Leopardi lascia quanto meno perplessi,  per non dire decisamente increduli. Ma se è lei a darla pubblicamente, come è possibile metterla in dubbio? Ebbene, tale notizia è vera e, a scanso di equivoci, è stata messa per iscritto da una monaca, il cui cammino verso il monastero ha avuto come punto di partenza proprio la figura e l’opera del sommo recanatese. La donna in questione si chiama Patrizia Girolami, vive da tempo nella trappa di Valserena, in provincia di Pisa, e ha “confessato” il suo debito nei confronti di Leopardi, scrivendo quanto segue nelle pagine introduttive del suo recente libro Ed io che sono?. Agostino, Bernardo, Leopardi (Nerbini, pp. 264, euro 18,00): “È arrivato il momento di dire – o forse finalmente svelare – a chi legge e anche a Leopardi, che se sono in monastero è merito o colpa, a seconda di come lo si voglia considerare, anche sua. Cioè anche di Leopardi. Lo devo anche a lui. Lui non lo sa o non lo avrebbe mai immaginato, ma è così”.  Ma perché l’autore dell’ Infinito ha giocato un ruolo così determinante nella vita di questa donna? È lei stessa a spiegarlo quando narra di aver condiviso fin da giovanissima le drammatiche domande di cui egli si è fatto interprete: come Giacomo, e grazie a lui, Patrizia si è messa di fronte ai grandi enigmi dell’universo e dell’uomo, ha sentito risuonare dentro di sé i medesimi lancinanti interrogativi che assillarono lui. Non erano banali questioni di un adolescente inquieto, ma si trattava piuttosto del cuore stesso dell’esistenza umana: il trascorrere del tempo, il dolore, la morte, l’immensità dei cieli, l’amore. Scrive la Girolami: “Tutta la sua scrittura, pensiero e poesia, «poesia pensante» e «pensiero poetante», è un’unica grande domanda, che scuote, che inquieta, che non lascia tranquilli, che costringe a riflettere sulla vita, a ricercarne il senso, il perché ultimo delle cose”. Quattordici secoli prima di Leopardi, un giovane altrettanto inquieto si era cimentato con simili problemi: si chiamava Agostino e, dopo varie peripezie interiori, era approdato alla fede cristiana, trovando in essa la risposta: è Dio che ci ha creati ed è Dio che ci attende per donarci la pace e la gioia eterne. Circa settecento anni dopo Agostino, un altro animo straordinario, Bernardo di Chiaravalle, comprenderà che nel cuore dell’uomo abita un desiderio ardente che può placarsi soltanto in Dio. All’essere umano assetato di infinito, i due grandi Santi indicano la via difficile ed entusiasmante dell’appagamento, che coincide con la sequela del Signore. Patrizia Girolami fa sue le domande e le risposte che i tre maestri le hanno posto dinanzi, vivamente riconoscente a tutti e tre e felice di averli incontrati sul proprio cammino.

                                                                                                          Maurizio Schoepflin

Vedi

 

Download diretto

FileDimensione del file
pdf Schoepflin_recensione_ed_io_che_sono_Girolami113 KB
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online