Avvenire
17/01/2019 – Pagina 24
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L’opera di Corrado di Eberbach è memoria della sete di spiritualità di un’intera epoca
«Comincia la narrazione delle origini dell’Ordine Cistercense: come i nostri Padri, per ritrovare la purezza d’osservanza secondo il tenore della Regola di san Benedetto, usciti dalla comunità di Molesme, fondarono la feconda Chiesa di Cîteaux, la quale è madre di tutti noi, poiché da essa come da purissima sorgente sono derivati i ruscelli di tutte le chiese del nostro Ordine; qui si narra inoltre di alcune persone degne di venerazione e distintesi in ogni osservanza, che fiorirono a Cîteaux e a Clairvaux»: così ha inizio l’opera Exordium Magnum Cisterciense o Narrazione dell’inizio dell’ordine cistercense di Corrado di Eberbach, pubblicata di recente dalle Edizioni Nerbini a cura di padre Riccardo Spreafico (pagine 352, euro 38,00). Con tali parole ! l’autore, che redasse quest’opera intorno al 1190 e fu abate dell’abbazia di Eberbach, situata nei pressi della sponda orientale del Reno non lontano dalla città tedesca di Wiesbaden, offre al lettore alcune preziose informazioni sul suo scritto. La prima concerne il fatto che all’origine dell’Ordine Cistercense ci fu un forte desiderio di recuperare appieno lo spirito con cui Benedetto da Norcia aveva fondato il monachesimo occidentale, spirito autenticamente evangelico, per nulla incline a venire a patti con la mentalità mondana. La seconda importante notizia riguarda Roberto di Molesme: fu lui infatti, insieme ad alcuni compagni, a dar vita all’abbazia di Cîteaux, non lontano da Digione, assai probabilmente deluso dall’affievolirsi della disciplina vissuta dai monaci di Molesme. Nel breve brano introduttivo, Corrado ci dice ancora una cosa molto importante, ovvero che da Cîteaux, cioè dal glorioso luogo di nascita dei cistercensi, sgorgarono, come torrenti cristallini, numerose splendide realtà monastiche, tra le quali brillò in particolare Clairvaux, illuminate dalla testimonianza di uomini di eccelso valore, come san Bernardo. Corrado è certo che il monachesimo cistercense sia un’opera che si inserisce perfettamente nel disegno di Dio e perciò ritiene che la narrazione delle sante gesta e dei prodigi dei fratelli che lo hanno preceduto rappresenti il giusto riconoscimento dello straordinario valore della vita dei cistercensi, che intendono raggiungere la piena conformazione a Cristo. Eventi storici e ammonimenti morali si mescolano nell’Exordium, cosicché esso si propone come un testo particolarmente istruttivo: «Chiunque tu sia – scrive non casualmente Corrado nel Prologo in versi – che aspiri a raggiungere l’eterna vita e t’impegni a correre nella gara felice del monaco, se vuoi mantenerti, evitando di sbandare, nella giusta corsia, procura di seguire le orme degli antichi padri, perché la stretta via, percorsa con prudente attenzione, ti dia le gioie del Regno che promette la grazia di Cristo».
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