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M.F. Righi, Lectio divina dell’Ascensione – A

At 1,1-11, Sl 46, Ef 1, 17-23 Mt 28, 16- 20

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Quando Elia salì sul carro di fuoco lasciò a Eliseo il suo pallium,
e quando il Signore nostro ascese al cielo lasciò la sua Chiesa ai suoi discepoli.
Il pallio di Elia significa la santa Chiesa,
come dice il patriarca Giacobbe del nostro Signore
Ha lavato nel vino la sua stola, e nel sangue dell’uva il suo manto (pallium).
(Ælredo Sermone XIII per l’Ascensione)

 

In questa grande solennità, compimento delle feste del Signore, la Chiesa ci fa contemplare lo stesso avvenimento secondo quattro prospettive complementari e diverse, che potrebbero anche essere lette in successione, sia pure non formale o schematica, come progressivi livelli di profondità, secondo lo schema patristico della lectio, meditatio, oratio e contemplatio.

Il racconto degli Atti (Teologia della storia) ci presenta la descrizione più semplice dell’avvenimento (lectio), mentre il salmo già medita sulla regalità di Cristo, e il Vangelo ce lo presenta nell’atto di essere adorato dai discepoli, (Ad-oratio), Dio da adorare e giudice escatologico già assiso alla destra del Padre; la lettera agli Efesini completa il quadro con una contemplazione profonda delle dimensioni della sua potenza e signoria che si esercita su tutto il cosmo, su tutta la storia, su tutte le divinità e principati, sul mondo della terra e su quello del cielo

Il Vangelo di Matteo fa dei pochi versetti della conclusione la sintesi e la chiave di tutto il suo racconto:

Gesù è il Signore cui è dovuto l’omaggio dell’adorazione

È il Figlio dell’Uomo di Daniele, investito di ogni autorità in cielo e sulla terra, assiso fin da ora alla destra del Padre

Ed è l’Emmanuele, il Dio con – noi che è vicino a ogni momento della storia da qui fino alla parusia finale.

Il tempo che si estende da ora alla sua venuta finale è il tempo della missione il cui campo è vasto come il mondo, la cui dimensione  abbraccia tutte le genti. Dire “tutte le genti” non esclude Israele, ma è come se con quest’apparizione ultima iniziasse una nuova storia, non più solo le pecore perdute della casa di Israele, ma anche altre pecore, dirà Giovanni, che non sono di quest’ovile.

E’ l’ultima definitiva apparizione di Gesù Risorto ai discepoli, secondo l’appuntamento da egli stesso dato alle donne: Non temete, annunciate ai miei fratelli che vadano in Galilea, là mi vedranno (Mt 27, 10). Il messaggio dottrinale è completo e ci presenta il contenuto della prima catechesi della Chiesa….

(segue)

Md. Maria Francesca Righi

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Vedi anche

Ascensione del Signore – A

Il Signore nostro Gesù Cristo non è disceso
dal Padre lasciando il Padre, e anche
nel risalire via da noi non si è allontanato
da noi. Infatti quando stava per
risalire e sedere alla destra del Padre, disse
in anticipo ai discepoli: Ecco, io sono
con voi sino alla fine del mondo.
S. Agostino, Discorso 229/K, 1-2

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