La domenica delle Palme mi è sempre parsa la domenica più speciale dell’anno, la più complessa, per certi versi la più parlante, nei simboli della prima parte della liturgia, e la più indecifrabile. Dopo l’ingresso, si inaugura la Settimana Santa leggendo per la prima volta per intero il racconto della Passione, un brano che non è proposto alla meditazione come tutti gli altri brani evangelici, nella sua interezza è troppo, è veramente troppo e ce ne accorgiamo quando lo leggiamo e lo rileggiamo vegliando al Repositorio il Venerdì Santo. E’ proposto al nostro ascolto attento, alla nostra fede, alla contemplazione che Dio vorrà dare. Non lo si può commentare.
Anche questo anno 2017 è un anno speciale; la Pasqua si apre in un contesto storico internazionale particolarmente inquietante, in quella che sembrava la fine di una guerra lunghissima nella quale (a causa delle nostre sorelle di Azeir) siamo comunitariamente coinvolte; un contesto storico politico internazionale ingarbugliato e incomprensibile.
Da un certo punto di vista, che è il nostro, la Pasqua è l’unica Parola che possa spiegare questo contesto storico, che diviene in qualche modo l’alveo più adatto per accoglierla. Il Crocifisso è l’unico che possa possedere questa storia, penetrarvi, ordinarla; il Risorto, quando ritornerà, sarà l’unico che potrà spiegarla.
A noi tocca ora entrarvi con lui e viverla.
Gli eventi sacri e sommamente misteriosi della Passione morte del Signore Gesù sono però preceduti, introdotti e accompagnati da una serie di personaggi sui quali è invece molto facile meditare e riconoscerci. Chi di noi, lungo la sua vicenda di sequela del Signore, non si è riconosciuto nel tradimento di Pietro e non si è interrogato su quello di Giuda?
Nella giornata di oggi siamo soliti considerare quel personaggio simbolico che è l’asinello.
La settimana scorsa la condanna dell’innocente Susanna ha introdotto la condanna dell’Agnello Pasquale, Gesù.
Dentro le mura di Gerusalemme lo porta l’Asinello, che sembra portarlo al suo trionfo; solo dopo scopriremo averlo invece introdotto al destino più drammatico e nel mistero più profondo della storia.
Un altro personaggio è rimasto in ombra, in chiaroscuro con Susanna: l’Adultera. Consideriamo dunque questi tre personaggi: due donne e una bestia. Una donna innocente e una colpevole; in quale ci riconosciamo? Penso nella bestia, il che è molto più facile: sono come una bestia da soma, ma sono sempre con te (Sl 72). Perciò da più di vent’anni parliamo in questo giorno di questa bestiola; quest’anno vorremmo considerare anche le donne. [segue]
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