Conferenza di Avvento, Hauterive, 2 dicembre 2017
Chi è il nostro re?
«Interrogato dai farisei: “Quando verrà il Regno di Dio?”, rispose: “Il Regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il Regno di Dio è in mezzo a voi!”» (Lc 17,20-21).
Questa parola di Gesù nel Vangelo secondo Luca, che ho letto domenica scorsa, solennità di Cristo Re, veniva incontro ad alcune recenti esperienze in cui avevo sentito il fortissimo bisogno che Cristo venisse a dominare la situazione, che Cristo venisse a vincere i poteri di questo mondo, la prepotenza corrotta di certi governanti, ma anche il dominio del male, del Maligno, in certe persone. Che Cristo venisse oprattutto a dominare, a reggere, a sostenere, a correggere la mia stessa persona, il mio cammino, le mie decisioni, la gioia e l’amore nell’atto di vivere la mia missione. Sì, noi abbiamo bisogno di vittoria, della vittoria del bene, della verità, della giustizia, dell’amore, della pace.
Ma vediamo che la vittoria di tutti questi valori non è la vittoria dei valori in quanto tali.
Constatiamo che i valori in sé non sono i soggetti della vittoria, ma il frutto della potenza di un Altro, la conseguenza della vittoria di un Altro. Quando lottiamo per la vittoria dei valori, rendiamo la vittoria astratta, un progetto umano, un’ideologia. Un re può conquistare una terra, ma non è la terra che vince, bensì il re. La terra è solo la testimonianza della vittoria del re. E se il re non continua a vincere, a conservare e a rafforzare il suo dominio, la terra sarà perduta, non sarà più il dominio del re, non sarà più il regno del re, anche se continuerà ad essere bella, ricca, feconda.
Tutta la modernità si fonda sulla terra che Cristo ha potuto conquistare con la sua morte e risurrezione, ma con la pretesa che questo regno rimanga intatto e integro senza che Cristo ne sia il Re, senza che Cristo vittorioso conservi qui e ora il regno. «Libertà, uguaglianza, fraternità», per esempio. È Cristo che ha conquistato questi valori e li ha consegnati all’umanità. Ma l’umanità ha voluto sottrarli al Re, mantenerli senza che Lui domini il mondo dall’alto della Croce. Così tutto si corrompe, tutto impazzisce. Senza un re che vince ora, la migliore delle terre diventa selvaggia, diventa deserto, diventa, per degrado, per corruzione, il contrario di ciò che era sotto la Signoria di Cristo. Non esiste alcun valore cristiano che non si deteriori e si corrompa non appena si espelle il Re dal proprio regno.
Dov’è il Regno?
Ma non c’è niente di peggio di coloro che si lamentano di questa situazione della società, della cultura, della politica, a volte persino del magistero della Chiesa e dei suoi pastori, come se il Regno di Dio fosse qui o là e non in mezzo a noi. …
Nuova Citeaux Per la promozione della cultura cistercense


