Gn 18,20-32 – Sl 137 – Col 2, 12-14 – Lc 11, 1-13
La fede in Cristo introduce i discepoli nella conoscenza del Padre, e nella domanda dello Spirito (CCC 2614)
L’insegnamento sulla preghiera ha un posto particolare in Luca, dove è unito all’esperienza di preghiera personale di Gesù. I discepoli chiedendolo di insegnar loro a pregare chiedono implicitamente di poter partecipare al rapporto di comunione tra Lui e il Padre. I brani principali per questo insegnamento sono quello di questa domenica (11, 1-13) e 18, 1-14. La preghiera che Gesù insegna loro è in primo luogo una rivelazione della natura del Padre e del suo regno, (i primi versetti più teologali ) e in secondo luogo il far presenti le domande fondamentali della persona umana,(gli ultimi versetti che indicano di cosa la persona umana è fatta, di che cosa ha bisogno).
Le due piccole parabole successive, sulla preghiera perseverante e fiduciosa sono come la conseguenza morale di ciò che la preghiera formulata ha rivelato. Ogni preghiera autentica è radicata nella preghiera del Figlio; e a sua volta apre all’azione dello Spirito. E questa preghiera, di figli nel Figlio, ha la caratteristica di esser fiduciosa, perché pesca nella qualità del rapporto tra Padre e Figlio ed è certa perché poggia sulla promessa dello Spirito.
Sembrerebbe proprio che il tema di questa domenica sia la preghiera, e in un certo senso lo è, ma da una lettura attenta emerge che forse l’attenzione è condotta sull’oggetto della preghiera: che cosa chiedere? Di cosa abbiamo veramente bisogno? Sembrerebbe la preghiera il tema perché delle quattro letture tre ci presentano ciascuna un esempio delle forme di preghiera raccomandate da Paolo (Cfr. Tim 2, 1-2): la preghiera di intercessione di Abramo, la preghiera di ringraziamento del salmista e la preghiera di domanda del Padre Nostro, che a sua volta racchiude nelle sue cinque (Luca) o sette (Matteo) domande tutto il contenuto delle 150 preghiere del salterio, ed è la sintesi del Vangelo.
La preghiera d’intercessione di Abramo pone un altro problema: è il metodo per affrontare il male. Abramo chiede il perdono per quelli che agiscono male in nome della giustizia di pochi. E’ una domanda ben strana, e apparentemente uno strano modo di arginare il male. Ma l’episodio di Abramo, la sua paziente contrattazione, l’esito comunque negativo perché non si trova un giusto..ci danno un triplice insegnamento:
- il valore della preghiera di intercessione
- chi è Dio a cui la preghiera si rivolge
- che cosa Abramo chiede: il perdono
A sua volta la preghiera del Padre Nostro ci dice in primo luogo CHI è Dio
- Il valore della preghiera
- Che cosa chiedere
- Come chiedere: le due parabole successive, con insistenza e la perseveranza fiduciosa.
Il Padre Nostro, nella sua struttura richiama la composizione delle due tavole della Legge: l’amore di Dio (prima parte) e l’amore del prossimo (seconda parte).Ma il contenuto della preghiera qual è? Qual è la cosa di cui abbiamo bisogno in massimo grado? L’intercessione di Abramo chiede il perdono, e il dono da chiedere con insistenza che sembra riassumere tutti i doni chiesti pare proprio lo Spirito Santo! Di fatto la seconda lettura enuncia semplicemente il fatto del perdono accordato, del debito cancellato. Di cos’altro abbiamo bisogno?
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