M.F. Righi, Lectio divina II Domenica del T.O. – A

Vangelo  Gv 1, 29-34

Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.

Dopo l’interrogatorio di Giovanni da parte dei sacerdoti e dei leviti “il giorno dopo”, Giovanni indica l’agnello di Dio. Questa indicazione di tempo scandisce l’inizio della missione di Cristo che Giovanni racconta suddividendo gli episodi in una settimana, parallela e compimento della settimana di creazione. Quest’unica settimana (per tre volte si ripete il giorno dopo, e poi di seguito: il terzo giorno, dopo i primi tre) culmina alle nozze di Cana nella prima manifestazione della gloria di Gesù. Il primo giorno vede la rivelazione del Battista e della sua missione, il secondo giorno l’indicazione dell’Agnello di Dio e della sua missione e il terzo l’evento dei primi discepoli che seguono l’Agnello, nuova umanità sulle rive del tempo a ritentare l’avventura di Caino e Abele, l’avventura della fraternità. Il primo giorno ricapitola la rivelazione dell’antica alleanza nella profezia di Giovanni che non indica un futuro ma un Presente. Il secondo giorno dissigilla la Rivelazione del Messia e della sua funzione redentrice e il terzo racconta l’inizio della chiesa. Antica alleanza, nuova alleanza e chiesa: i tre tempi della storia della redenzione.

La testimonianza di Giovanni Battista si esprime in due sequenze: nella prima indica Gesù, come Agnello di Dio la cui missione è in relazione al togliere il peccato. Nella seconda sequenza testimonia la presenza stabile dello Spirito su Cristo con l’uso del verbo rimanere, tipico verbo di Giovanni che indica le relazioni di reciproca inesione e appartenenza tra Padre e Figlio e Spirito, e tra il Figlio e i credenti. Il Cristo viene presentato con la doppia connotazione del sacrificio (Agnello sacrificale, l’Agnello dell’Esodo) e dell’immersione nelle acque del Giordano con l’aprirsi dei cieli e la discesa su di Lui dello Spirito che non solo si posa, ma rimane in modo permanente; la doppia connotazione corrisponde all’identità e alla missione del Messia: Egli è il Figlio del Padre, è colui su cui si posa lo Spirito, è colui che riceve il battesimo che darà il battesimo.

Le due sequenze e il loro contenuto riferito a Cristo esprimono anche il contenuto degli effetti del Battesimo per ogni credente: la purificazione dal peccato, e l’inizio di una vita nuova in conseguenza del dono dello Spirito.

Lo Spirito è rappresentato dalla colomba. Spiega Agostino « …Era dunque necessario che lo Spirito Santo discendesse sul Signore sotto forma di colomba perché comprenda ogni cristiano che, se ha lo Spirito Santo, deve essere semplice come la colomba: deve mantenere con i fratelli la pace vera, quella simboleggiata dal bacio della colomba». (Agostino, Omelia 6 su Vangelo di Giovanni).

Dobbiamo a Tommaso la spiegazione della colomba in relazione ai doni dello Spirito: il dono della sapienza perché come la colomba sta presso le acque per difendersi dallo sparviero così i credenti stano presso le acque delle Scritture per combattere gli assalti del demonio, il dono della scienza perché come la colomba sa scegliere i chicchi migliori così i credenti sanno distinguere il bene dal male, il dono del consiglio perché come la colomba alleva figli non suoi così i credenti educano quanti erano prima sotto il dominio del diavolo; il dono dell’intelletto perché come la colomba non lacera con il becco come fa lo sparviero, così i veri credenti non spezzano la dottrina con eresie, il dono della pietà perché come la colomba non ha fiele così i credenti non si adirano senza ragione, il dono della fortezza come la colomba che nidifica nelle fenditure della roccia così i credenti abitano nelle piaghe della roccia che è Cristo, il dono in fine del timore che fa sì che come la colomba geme invece di cantare, così i credenti sanno provar dolore per i peccati (Cfr. Tommaso, Summa Theologiae III, q 39, a 6).

Il Battista sta così all’inizio dell’Avvento per preparare la via al Messia che viene, e chiude il tempo di Natale aprendo il tempo ordinario sulla missione del Cristo. A Natale la confessione di fede della schiera degli Angeli rivela l’identità divina del Bambino, all’Epifania la confessione di fede è dei popoli pagani, al Battesimo è il Padre che confessa pubblicamente l’identità del Figlio inviando su di Lui in modo stabile lo Spirito. Adesso può cominciare la sua missione. Nel racconto di Giovanni s’incrociano la doppia confessione del Padre, all’alto, e del Battista dal Giordano, così lo Spirito e l’acqua danno testimonianza nell’attesa che la testimonianza sia compiuta dalla effusione del Sangue.

Dalla contemplazione del Figlio possiamo apprendere la nostra stessa identità di figli liberati dal male e rinati a nuova creazione nelle acque della Chiesa, rivestiti dei doni dello Spirito. I Santi Mauro e Palcido, discepoli di san Benedetto, ci indicano la via.

Vedi

Download diretto

FileDimensione del file
pdf Lectio divina II Domenica del T.O. - A212 KB
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online