Marco 9
E diceva loro: «In verità vi dico». Il capitolo, dopo la confessione di Cesarea, inizia con un’affermazione forte di Gesù, che viene poi ripetuta verso la fine al v 41 «vi dico in verità», a proposito del non perdere la ricompensa chi dà da bere anche solo una coppa d’acqua a uno dei discepoli di Cristo. Questa ripetizione-inclusione risveglia l’attenzione di chi legge. Possiamo pensare che tra queste due affermazioni c’è lo svolgimento di un tema unitario: quale?
Con la prima affermazione Gesù dice che qualcuno dei presenti non morirà prima di aver visto il regno di Dio venire con potenza. Il Regno viene con potenza nella risurrezione di Gesù Figlio di Davide.
L’episodio subito successivo, la Trasfigurazione, è un pregustare l’esperienza della venuta del regno con potenza:
9-10 profezia di risurrezione: [9]Mentre scendeva dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti. [10]Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti.
11 domanda dei discepoli su Elia
12-13 Primo annuncio della Passione12]Egli rispose loro: «Sì, prima viene Elia e ristabilisce ogni cosa; ma come sta scritto del Figlio dell’uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. [13]Orbene, io vi dico che Elia è già venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno voluto, come sta scritto di lui»
14 -27 lo spirito muto e sordo ..miracolo di risurrezione.
30-32 Secondo annuncio di passione e profezia di risurrezione[30]Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. [31]Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà». [32]Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni.
23-49: catechesi nella casa-chiesa: i discepoli che non erano stati in grado di scacciare il demonio muto adesso si ingelosiscono di chi sa scacciare i demoni pur non essendo del loro “giro” e prima mostrano la superbia del loro cuore del primato. Nonostante ciò loro sono, se vogliono, i piccoli che credono, scandalizzare i quali è grave, abbeverare i quali è prezioso.
Abbiamo una teofania, un miracolo di guarigione ed esorcismo, e una catechesi collegate dagli annunci di passione e risurrezione e commentate dall’insegnamento impartito in segreto ai discepoli.
Allora qual è il tema unitario? Certo la futura passione e risurrezione non è solo un annuncio incastrato lì come per caso, ma è come il titolo dei brani che seguono…Possiamo provare a vedere se la spiegazione “calza”.
Vediamo in primo luogo i luoghi dove ciò avviene.
I discepoli con il loro rabbì erano a Cesarea dove Pietro aveva fatto la sua confessio fidei
Da lì attraversando la Samaria arrivano al monte Tabor.
L’episodio della Trasfigurazione è introdotto da un versetto d’insegnamento: E diceva, all’imperfetto—e continuava a insegnare, a rivelare con fatti e parole il suo mistero. Nella trasfigurazione Gesù dona ai tre discepoli presenti un anticipo di gusto di risurrezione, un anticipo di vittoria. Di questa esperienza avranno intelligenza piena solo dopo la risurrezione per questo devono nel frattempo custodire il silenzio. Et verbum continuerunt apud se…in greco, e soprattutto in ebraico, risulta evidente che la formula è uguale a quella che descrive il silenzio contemplativo di Maria che custodiva tutte queste cose nel suo cuore.
Possiamo dire che dopo l’esperienza della trasfigurazione, che è una lectio divina dell’unità di Antico e Nuovo Testamento i discepoli ne fanno silenziosamente la meditatio nei loro cuori, senza ben capire che cosa avevano vissuto. E custodivano la parola-avvenimento nel loro cuore. Ma intanto andavano chiedendosi che cosa volesse dire…facevano cioè un dia-logo, una questio sull’avvenimento.
Dopo la lectio divina, dopo la meditatio…il porre domande: la quaestio, non avendo un testo da interrogare s’interrogano l’un l’altro e pongono domande al maestro il quale a sua volta ogni tanto li interroga per farli render consapevoli della loro comprensione o incomprensione.
Alla domanda egli risponde con il primo annuncio della Passione.
Scesi dal monte è la folla a interrogare i discepoli i quali si dimostrano incapaci di rispondere e alle domande e alla necessità di scacciare lo spirito immondo spirito muto – pneuma alalon. Tutto il racconto si svolge dentro un reciproco interrogarsi, lasciarsi interrogare dalla folla e poi da Gesù, e interrogare Lui sugli avvenimenti dei quali sono protagonisti non sempre consapevoli.
Il Figlio dell’Uomo affronterà la morte nella passione e la vincerà nella risurrezione perché gli uomini siano liberati dal potere della morte. La morte è la conseguenza ultima del peccato. . Allora potremmo intitolare così il racconto della trasfigurazione: vittoria sulla morte
E il racconto della guarigione-esorcismo: vittoria sul demonio..
Cominciamo a intuire allora la coerenza dei brani:
- liberazione dal male nella forma estrema della morte: Trasfigurazione
- liberazione dal male procurato dal demonio muto, sordo, immondo, violento: guarigione del figlio di uno della folla
- liberazione dal male presente nel cuore dei discepoli sotto forma di superbia (libido del primato) e di gelosia (invidia di chi riesce ciò che loro non sono stati capaci di fare)
La vittoria è possibile se loro stessi, deponendo la superbia e la gelosia diventano i piccoli che credono per i quali è prezioso offrire anche una sola coppa d’acqua perché appartengono al Cristo.
Gesù si fa presente in mezzo alla folla che li interroga: quid inter vos conquiritis. In greco è più esplicito: ti suzhteite pros autous – cosa cercate da loro?
Fino al grido di Gesù: O generatio incredula!!!!…tutto è possibile a chi crede.
La fede è la linea di demarcazione per l’esperienza umana e anche i discepoli possono essere senza fede, pur essendo al seguito di Gesù…
Entrati poi in casa lo interrogano in privato: perché loro non sono stati capaci?…
Dal Tabor a Cafarnao
nella casa di Pietro che è la prima chiesa: qui Gesù dispensa loro il suo insegnamento la sua formazione dei suoi: e preso un bambino…
L’ultimo brano dello scandalo: dopo aver visto la vittoria sul male che è dentro il cuore dell’uomo l‘insegnamento di Gesù vede il male – ostacolo – scandalo che è nel corpo fisico cioè nella esperienza concreta: mani/azione occhi-vista piedi-camminare… potremmo allora intitolare il brano dello scandalo:
la vittoria sul male che abita nel corpo
se la posta in gioco è l’alternativa tra la vita e la morte non è cosa da poco, anzi per questa battaglia vale sacrificare anche parte legittima della propria esperienza quando diventi un ostacolo e non un aiuto.
L’alternativa è tra entrare nella vita (vedere il Regno di Dio venire con potenza) e andare nella Geenna…Interroghiamo allora anche la tradizione ebraica. Il Testamento dei dodici Patriarchi parla dei sette spiriti del male che sono l’equivalente di ciò che la tradizione cristiana chiama i sette peccati capitali:
“La Geenna ha sette porte che danno accesso a sette dimore, dove ci sono sette tipi di peccatori: malfattori, spregevoli, trasgressori, malvagi, corruttori, schernitori e arroganti. In corrispondenza di essi ci sono le dimore della Geenna, ordinate gradualmente secondo i tipi di peccatori. A ogni dimora è preposto un particolare angelo [= demone], tutti sotto il comando di Dumah, che ha migliaia di miriadi di angeli al suo comando, per punire i peccatori secondo i loro meriti. Il fuoco della Geenna inferiore discende dalla Geenna superiore ed è tenuto acceso dal calore dei peccatori nei quali arde il cattivo istinto, che brucia a mucchi. Nella Geenna ci sono luoghi e gradi detti «Sudiciume ribollente», dove si accumula l’oscurità delle anime contaminate dalla corruzione del mondo. Qui queste anime vengono purificate dal fuoco e rese bianche, dopo di che ascendono verso le regioni celesti. […] Ma i peccatori che [in vita] andarono incontro a sempre più cupa corruzione con i loro peccati non si purificano mai. Essi morirono senza pentimento, dopo essersi macchiati di colpe e aver spinto altri a farlo, essendo stati ostinati e privi di ogni contrizione di fronte al Signore in questo mondo. Questi peccatori sono coloro che vengono condannati a rimanere per sempre nel luogo del «Sudiciume ribollente» e non lo lasciano mai.(Zohar 2,150 b)”
In sintesi il cammino che ci propone questo capitolo del vangelo di Marco è
- il pregustare l’esperienza della Risurrezione come la vittoria sulla morte,
- la vittoria della fede nella persona del Signore che sa scacciare il demonio muto e sordo, il demone impuro e violento,
- la vittoria sulla superbia e gelosia e invidia che accecano i l cuore e infine la vittoria su ogni ostacolo che può venire anche dal corpo per partecipare alla gloria del Figlio
Parole importanti: fede demonio l’essere discepoli
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