Dom Jean Leclercq O.S.B. (1911-1993), francese d’origine, fu monaco dell’abbazia di Clervaux, nel Lussemburgo.
Studioso universalmente noto del monachesimo medievale, ha curato la pubblicazione dell’ Opera omnia di san Bernardo e di altri testi fondamentali, tra cui quello che è considerato il suo capolavoro, L’amour des lettres et le désir de Dieu – pubblicato a Parigi nel 1957 e che ha conosciuto molteplici traduzioni –, la cui attualità e importanza è stata a più riprese messa in luce da Benedetto XVI, che in molti interventi ha fatto riferimento agli scritti di questo monaco dai tratti eccezionali: solo per citarne uno su tutti, si veda il discorso pronunciato, il 12 settembre 2008, al Collège des Bernardins di Parigi.
«Il suo grande merito – ha affermato il discepolo e curatore di molte sue opere, dom Gregorio Penco O.S.B. – è stato quello di indicare nella teologia monastica la diretta continuatrice ed erede della teologia patristica. Prima di lui tutta una tradizione culturale ispirata ai canoni dell’illuminismo aveva rigettato come insignificanti molti scritti di spiritualità monastica, che in seguito, grazie alla sua scrupolosa ricerca, sono apparsi una delle espressioni più alte di una civiltà posta al servizio della fede e della contemplazione di Dio».
Tra i suoi studî ricordiamo: La spiritualité de Pierre de Celle, 1115-1183 (1942); Pierre le Vénérable (1946); Saint Bernard mystique (1948); Un Maître de la vie spirituelle au XIIe siècle: Jean de Fécamp (1956); L’amour des lettres et le désir de Dieu (1957; 2a ed., 1964; trad. it. 1965); L’idée de la royauté du Christ au Moyen Âge (1959); St. Pierre Damien: ermite et homme d’Église (1960); Recueil d’études sur saint Bernard et ses écrits (5 voll., 1962-92); Le défi de la vie contemplative (1970); Nouveau visage de Bernard de Clairvaux: approches psycho-historiques (1976); Monks and love in twelfth-century France (1979); Monks on marriage (1983; trad. it. 1984); La femme et les femmes dans l’ceuvre de saint Bernard (1984).
Postumi sono stati pubblicati in italiano il volume di memorie Di grazia in grazia (1993), la raccolta Momenti e figure di storia monastica italiana (1993) e un’ampia scelta di Lettere (2000).
Ebbe a dire dell’esperienza monastica benedettina, in un’intervista del 27 febbraio 1986: «La libertà benedettina è la libertà cristiana. Essa consiste primariamente in un consenso all’essere, a Dio, così come fa Cristo nel Getsemani. La vita monastica, improntata alla Regola di san Benedetto, è una scuola di vita in cui si è educati a essere liberi. Liberi dentro un’obbedienza. Questo è infatti il mistero della vita cristiana: più si obbedisce più si è liberi».
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