Testo tradotto con il permesso dell’autore da
A.A. VV. Spiritualité Cistercienne, Historie et doctrine, Beauchesne, Bibliothèque de spiritualité 15, Paris, 1998, p.390-398.
Merton Thomas, cisterciense, 1915-1968. 1. Vita nel mondo. 2 . Il monaco e i suoi scritti – 3. Dottrina spirituale.
I. Vita nel mondo. Thomas Merton nacque a Prades (Pirenei orientali) in Francia il 31 gennaio 1915. Suo padre Owen Merton, neo zelandese, era pittore di paesaggi; sua madre, Ruth, americana anch’ella era artista e profondamente convinta che doveva educare suo figlio senza preoccupazione delle convenzioni. Di fatto la visione dei suoi genitori riguardo alla vita e ai valori morali dipendevano molto più dall’arte che da convinzioni religiose e il giovane Thomas fu in un primo tempo molto più familiare della probità in campo estetico che della preghiera. Egli stesso ha presentato il suo retroterra familiare e la sua importanza all’inizio della sua autobiografia (La montagna dalle sette Balze, New York 1948, Garzanti 2010 6 ).
Gli anni della sua infanzia non furono affatto felici. Aveva appena sei anni quando sua madre morì di cancro. Frequenti cambiamenti di scuole dovuti ai viaggi di suo padre, prolungate assenze di quest’ultimo quando dipingeva in campagna, gli fecero conoscere una solitudine di cui mantenne l’assillo lungo tutta la vita. Dagli otto anni tuttavia trovò un diversivo scrivendo, e in un solo anno compose tre racconti romanzati. Organizzò anche in circolo letterario un gruppo di ragazzi. Risentì vivamente la sua condizione di straniero, particolarmente durante gli studi a Montauban, e non dimenticò mai che dovette “crescere nei dormitori” con il sentimento profondo di esser diverso dall’ambiente che lo circondava, che non era accettato dall’insieme die suoi compagni. Quando suo padre partì per l’Inghilterra Thomas entrò a Oackam, poi a Claire College (Cambridge). Nel frattempo la morte di suo padre accrebbe la sua impressione di isolamento e lo spinse a una vita indisciplinata e dissipata, che non lo rese più felice. Fu tuttavia un buon studente e quando lasciò l’Inghilterra per New York fu per darsi con energia e successo alla vita di studente e di scrittore.
Poco dopo la morte di suo padre – aveva allora diciotto anni – Merton aveva fatto un viaggio a Roma ed era rimasto impressionato dai mosaici bizantini della Roma cristiana; colpirono vivamente il suo senso estetico e, più discretamente, la sua sensibilità religiosa.
«E allora, per la prima volta in vita mia, incominciai a scoprire qualcosa sulla Persona che gli uomini chiamano il Cristo. Era una conoscenza oscura, ma vera, di Lui, e in un certo senso più vera di quanto sapessi, più vera di quanto volessi ammettere. Fu là che vidi per la prima volta colui che ora servo come mio Dio e mio Re, Colui che presiede e governa la mia vita.
Ė il Cristo dell’Apocalisse, il Cristo dei martiri, il Cristo dei Padri. Ė il Cristo di san Giovanni, di san Paolo, di sant’Agostino, san Gerolamo, di tutti i Padri, e degli eremiti. Ė il Cristo Dio, il Cristo Re» (La montagna…cit. p. 133-134)
Il lavoro di conversione era cominciato. Proseguì durante i suoi studi a Columbia (New York), dove prese contatto con la dottrina di Tommaso d’Aquino, e per suggerimento di un monaco indù, cominciò la lettura di Agostino. Ricevette il battesimo a ventitré anni, e terminati i suoi studi letterari, insegnò per un anno al College san Bonaventura (New York). Vi acquisì la convinzione della sua vocazione alla trappa e il 10 dicembre 1941, a ventisei anni, entrò nell’Abbazia di Gethsemani (Kentucky) dove trascorse il resto della sua vita. Nel corso di un viaggio in estremo Oriente, in occasione di un congresso di comunità benedettine e cisterciensi, morì accidentalmente a Bangkok (Thailandia) nel giorno anniversario del suo ingresso in monastero, il 10 dicembre 1968. Aveva cinquantatré anni.
Il monaco e i suoi scritti. – Merton fu un religioso fervente, tutto dato alla sua vita monastica che visse con molta stabilità nella sua comunità di Gethsemani. Come autore è senza… (segue)
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