IX DOMENICA DOPO PENTECOSTE

IX DOMENICA DOPO PENTECOSTE

LETTURA
Davide si umilia davanti all’arca di Dio.
2Sam 6, 12b-22

SALMO
Sal 131 (132)

 

Ricordati, Signore, di Davide,
quando giurò al Signore:
«Non entrerò nella tenda in cui abito,
non mi stenderò sul letto del mio riposo,
finché non avrò trovato un luogo per il Signore,
una dimora per il Potente di Giacobbe». R./
Sorgi, Signore, verso il luogo del tuo riposo,
tu e l’arca della tua potenza.
I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi fedeli. R./
Per amore di Davide, tuo servo,
non respingere il volto del tuo consacrato.
Sì, il Signore ha scelto Sion,
l’ha voluta per sua residenza:
«Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre:
qui risiederò, perché l’ho voluto». R./

EPISTOLA
Ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini.
1Cor 1, 25-31

CANTO AL VANGELO
(Cfr Lc 9, 26)

VANGELO
Chi vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso.
Mc 8, 34-38

In quel tempo. Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, il Signore Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

BASILIO DI CESAREA
Regole diffuse 8,1-2

Se qualcuno vuole venire dietro a me

Nostro Signore Gesù Cristo, dopo averne dato lunghe prove convalidate da molteplici azioni, dice a tutti: Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua (Mt 16,24), e ancora: Così, dunque, chiunque di voi non rinuncia a tutto ciò che possiede, non può essere mio discepolo (Lc 14,33). Riteniamo quindi che l’ordine del Signore riguardi molte cose da cui ci si deve rendere estranei.

Innanzitutto, infatti, rinunciamo al demonio e alle passioni della carne, noi che abbiamo rigettato le dissimulazioni vergognose, le parentele di sangue, le amicizie umane e quelle abitudini di vita che sono in contrasto con la radicalità del vangelo della salvezza. E, cosa ancora più necessaria, rinuncia a se stesso colui che si è spogliato dell’uomo vecchio e delle sue azioni (Col 3,9), di quell’uomo cioè che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici (Ef 4,22); e rinuncia anche a ogni attaccamento al mondo in grado di ostacolare il proposito di vivere cristianamente …

La rinuncia perfetta consiste quindi nel pervenire al distacco dalla vita stessa e nel ricevere sentenza di morte, sì da non riporre più fiducia in se stessi (cf. 1Cor 1,8). Essa inizia con la separazione dalle cose esteriori, quali le ricchezze, la vanagloria, le abitudini di vita, l’attaccamento alle cose inutili, come ci hanno mostrato anche i santi discepoli del Signore …

Chi è posseduto dal desiderio ardente di seguire Cristo non deve avere considerazione alcuna per tutto ciò che ancora concerne questa vita, né per l’affetto verso i genitori o verso i parenti, quando sia in contrasto con i precetti del Signore — allora infatti trovano applicazione le parole: Se uno viene a me e non odia suo padre e la madre (Lc 14,26), e il seguito -; né per il timore umano, perché non accada che esso lo distolga dal bene, così come giustamente fecero quei santi che dissero: Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini (At 5,29); né per la derisione che quelli di fuori (cf. 1Tm 3,7) manifestano per ciò che è buono.

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