Il Signore mi ha liberato,
mi ha salvato perché mi ama.

IV Domenica dopo il martirio di San Giovanni il precursore – C

LETTURA
Lettura del libro dei Proverbi 9, 1-6

SALMO
Sal 33 (34)

R. Gustate e vedete com’è buono il Signore

EPISTOLA
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 10, 14-21

CANTO AL VANGELO
(Cfr Gv 6, 56)

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 6, 51-59

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

CIRILLO DI ALESSANDRIA
Dal trattato Esposizione sul Vangelo di Giovanni (Lib. 4, cap. 24)

Chi mangia la mia carne, dice, e beve il mio sangue rimane in me e io in lui (Gv 6, 56). Infatti, come se uno unisce la cera a un’altra cera vedrà certamente che l’una è del tutto nell’altra, allo stesso modo, credo, anche colui che riceve la carne di Cristo nostro Salvatore e beve il suo prezioso sangue, come egli stesso dice, viene trovato come una cosa con lui, mescolato e unito in qualche modo a lui mediante la partecipazione, come a trovarsi lui in Cristo e, a sua volta, Cristo in lui. Così Cristo ci insegnava in qualche modo anche nel Vangelo secondo Matteo, dicendo: Il regno dei cieli è simile al lievito che una donna, dopo averlo preso, ha nascosto in tre misure di farina, finché sia tutto fermentato (Mt 13, 33).
Parleremo del lievito.
Dunque, come dice Paolo: Un po’ di lievito fa fermentare tutto l’impasto (1 Cor 5, 6), così una piccola porzione di pane eucaristico mescola in sé tutto il nostro corpo e lo riempie della propria energia, e così Cristo esiste in noi e noi viceversa in lui. E infatti si può dire veramente che da una parte il lievito è in tutto l’impasto, e dall’altra per lo stesso motivo l’impasto è in tutto il lievito. Hai così in breve la comprensione di quanto detto.

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