LETTURA
Lettura del libro dei Proverbi 9, 1-6 La sapienza si è costruita la sua casa, / ha intagliato le sue sette colonne. / Ha ucciso il suo bestiame, ha preparato il suo vino / e ha imbandito la sua tavola. / Ha mandato le sue ancelle a proclamare / sui punti più alti della città: / «Chi è inesperto venga qui!». / A chi è privo di senno ella dice: / «Venite, mangiate il mio pane, / bevete il vino che io ho preparato. / Abbandonate l’inesperienza e vivrete, / andate diritti per la via dell’intelligenza».
SALMO
Sal 33 (34) Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. R./
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce. R./
L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R./
R. Gustate e vedete com’è buono il Signore
EPISTOLA
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 10, 14-21 Miei cari, state lontani dall’idolatria. Parlo come a persone intelligenti. Giudicate voi stessi quello che dico: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane. Guardate l’Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l’altare? Che cosa dunque intendo dire? Che la carne sacrificata agli idoli vale qualcosa? O che un idolo vale qualcosa? No, ma dico che quei sacrifici sono offerti ai demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni.
CANTO AL VANGELO
(Cfr Gv 6, 56) Alleluia, alleluia.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue,
dice il Signore, rimane in me e io in lui.
Alleluia.
VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 6, 51-59 In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». / Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, solo in Cristo, Pane di vita nuova, possiamo trovare ristoro per le nostre anime: con la certezza di essere esauditi, eleviamo le nostre suppliche. Diciamo: Ascoltaci, Signore.
- Per la Chiesa, perché, rinvigorita dalla grazia dell’Eucaristia, sappia camminare con fede e speranza lungo la strada della croce indicata dal Signore: preghiamo. R.
- Per gli Oratori della nostra Diocesi, perché siano sempre autentici luoghi di incontro, di condivisione e di crescita nella fede e nella carità: preghiamo. R.
- Per i seminaristi e i loro educatori: sappiano conformarsi sempre più a Cristo, buon Pastore, spendendo la vita per i fratelli: preghiamo. R
- Per noi, perché, riconoscendo nel dono del Signore la fonte della nostra stessa vita, siamo nel mondo testimoni grati e gioiosi del primato dell’amore di Dio: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
CIRILLO DI ALESSANDRIA
Dal trattato Esposizione sul Vangelo di Giovanni (Lib. 4, cap. 24)
Chi mangia la mia carne, dice, e beve il mio sangue rimane in me e io in lui (Gv 6, 56). Infatti, come se uno unisce la cera a un’altra cera vedrà certamente che l’una è del tutto nell’altra, allo stesso modo, credo, anche colui che riceve la carne di Cristo nostro Salvatore e beve il suo prezioso sangue, come egli stesso dice, viene trovato come una cosa con lui, mescolato e unito in qualche modo a lui mediante la partecipazione, come a trovarsi lui in Cristo e, a sua volta, Cristo in lui. Così Cristo ci insegnava in qualche modo anche nel Vangelo secondo Matteo, dicendo: Il regno dei cieli è simile al lievito che una donna, dopo averlo preso, ha nascosto in tre misure di farina, finché sia tutto fermentato (Mt 13, 33).
Parleremo del lievito.
Dunque, come dice Paolo: Un po’ di lievito fa fermentare tutto l’impasto (1 Cor 5, 6), così una piccola porzione di pane eucaristico mescola in sé tutto il nostro corpo e lo riempie della propria energia, e così Cristo esiste in noi e noi viceversa in lui. E infatti si può dire veramente che da una parte il lievito è in tutto l’impasto, e dall’altra per lo stesso motivo l’impasto è in tutto il lievito. Hai così in breve la comprensione di quanto detto.
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