LETTURA
Isaia 16, 1-5 In quei giorni. Isaia disse: / «Mandate l’agnello / al signore della regione, / da Sela del deserto / al monte della figlia di Sion. / Come un uccello fuggitivo, / come una nidiata dispersa / saranno le figlie di Moab / ai guadi dell’Arnon. / Dacci un consiglio, / prendi una decisione! / Rendi come la notte la tua ombra / in pieno mezzogiorno; / nascondi i dispersi, / non tradire i fuggiaschi. / Siano tuoi ospiti / i dispersi di Moab; / sii loro rifugio di fronte al devastatore.
Quando sarà estinto il tiranno / e finita la devastazione, / scomparso il distruttore della regione, / allora sarà stabilito un trono sulla mansuetudine, / vi siederà con tutta fedeltà, nella tenda di Davide, / un giudice sollecito del diritto / e pronto alla giustizia».
SALMO
Sal 149 Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo creatore,
esultino nel loro re i figli di Sion. R./
Lodino il suo nome con danze,
con tamburelli e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona i poveri di vittoria. R./
Esultino i fedeli nella gloria,
facciano festa sui loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca,
questo è un onore per tutti i suoi fedeli. R./
R. Cantino al loro re i figli di Sion.
EPISTOLA
1Tessalonicesi 3, 11 – 4, 2Fratelli, voglia Dio stesso, Padre nostro, e il Signore nostro Gesù guidare il nostro cammino verso di voi! Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.
Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate –, possiate progredire ancora di più. Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù.
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Mt 21, 9) Alleluia, alleluia.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Osanna al figlio di Davide!
Alleluia.
VANGELO
Marco 11, 1-11 In quel tempo. Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, il Signore Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”».
Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare. Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano: «Osanna! / Benedetto colui che viene nel nome del Signore! / Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide! / Osanna nel più alto dei cieli!».
Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, con fiducia rivolgiamo le nostre preghiere al Signore che viene, perché prepari i nostri cuori e la nostra vita ad accoglierlo con gioia. Diciamo: Vieni, Signore, Gesù.
- Per la Chiesa, perché, nell’attesa fiduciosa del Signore Gesù, progredisca nell’amore per Dio e nella santità della vita: preghiamo. R./
- Per quanti hanno responsabilità istituzionali, perché, imitando la mansuetudine del Signore Gesù, svolgano il loro compito con verità e giustizia: preghiamo. R./
- Per tutti noi che, con gioia ed esultanza, andiamo incontro al Signore, perché, nell’ascolto della Parola e nell’assidua partecipazione ai Sacramenti, abbiamo la forza di perseverare sulla strada del Regno: preghiamo. R./
COMMENTO AL VANGELO
ANONIMO IX SECOLO
Hom. 10
Fratelli, che siete venuti in chiesa con maggiore impulso del solito, e che avete portato con voi con gioia rami d`albero, vi prego. Ma giova farlo con coloro che non sanno perché lo fanno, né cosa significhino queste cose?
Voi dovete sapere che in questo giorno, cioè il giovedì prima della sua Passione, il nostro Salvatore si pose a sedere su un`asina presso il monte degli Ulivi per dirigersi verso Gerusalemme (cf.Gv 12,1). Ora la folla, saputo che Gesù era diretto a Gerusalemme, gli andò incontro con rami di palme (cf.Gv 12,14; Mt 21,1-7; Mc 11,1-7; Lc 19,29-35), “e siccome egli già si apprestava a discendere il monte degli Ulivi, nella sua gioia la folla di coloro che discendevano si mise a lodare Dio a gran voce” (Gv 12,12-13). Durante quei cinque giorni, cioè da questo fino alla sera del giovedì in cui fu consegnato dopo la Cena, egli insegnò tutti i giorni nel tempio e dimorò tutte le notti sul monte degli Ulivi. E poiché il decimo giorno del mese si rinchiudeva l`agnello che doveva essere immolato il quattordicesimo giorno dai figli d`Israele, è a pieno titolo che questo vero Agnello, cioè il Cristo Signore, entrò quel giorno, lui che doveva essere crocifisso il venerdì nella Gerusalemme dove era rinchiuso l`agnello tipico. Oggi perciò, “le persone in gran numero, stesero i loro mantelli sulla strada e altre oggi tagliavano rami dagli alberi e ne cospargevano” (Mt 21,8) del pari il cammino del Salvatore.
E se la santa Madre Chiesa celebra oggi corporalmente questi avvenimenti, è perché si adempiano, il che è molto più importante, spiritualmente. Infatti, ogni anima santa è l`asina di Dio. Il Signore si asside sull`asina e si dirige verso Gerusalemme, quando abita nelle vostre anime, fa loro disprezzare questo mondo e amare la patria celeste. Voi gettate le vostre vesti davanti a Dio sulla strada se mortificate i vostri corpi con l`astinenza preparandogli così il cammino per venire a voi. Voi tagliate rami d`alberi se vi preparate il cammino per andare a Dio, praticando le virtù dei santi Padri. Cosa fu Abramo? Cosa fu Giuseppe? E David? Cosa furono gli altri giusti, se non alberi che portano frutto? Imparate l`obbedienza alla scuola di Abramo, la castità alla scuola di Giuseppe, l`umiltà alla scuola di David, se vi aggrada ottenere la salvezza eterna.
La palma significa la vittoria. Così noi portiamo palme nella mano, se cantiamo la vittoria gloriosa del Signore, sforzandoci di vincere il diavolo con una buona condotta. Ecco perché dovete anche sapere, o fratelli, che porta invano il ramo d`ulivo colui che non pratica le opere di misericordia. Come pure, è senza alcun profitto che porta la palma colui che si lascia vincere dalle astuzie del diavolo. Rientrate in voi stessi, carissimi, ed esaminate se fate spiritualmente ciò che compite corporalmente.
Credetelo molto fermamente, fratelli, sarebbe pericoloso per noi non annunciarvi i misteri del nostro Salvatore, ma è altresì pericoloso per voi non prestar loro che poca attenzione. Noi vi esortiamo in definitiva a prepararvi tanto maggiormente, quanto più si avvicina la festa di Pasqua, a purificarvi da tutto ciò che è invidia, odio, collera, parole ingiuriose, maldicenze e calunnie, per poter celebrare degnamente quel giorno.
Perdonate coloro che hanno peccato contro di voi, affinché il Signore perdoni i vostri peccati: colui che avrà serbato odio o collera, sia pure nei confronti di un sol uomo, celebrerà la Pasqua per sua sventura, poiché non mangerà la vita con Pietro, ma riceverà nella santa comunione la morte con Giuda. Allontani da voi tale sciagura, colui che vi ha creato con potenza, riscattato con amore, Gesù Cristo nostro Signore, che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo, Dio, nei secoli dei secoli. Amen.
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