Producono con metodi rigorosamente artigianali ben 25 gusti di marmellate, due tipi di vino bianco, olio extravergine di oliva, oltre a immaginette, biglietti d’auguri e calendari che arrivano in tutta Italia con la dicitura in calce «Trappiste di Vitorchiano». Ma dietro quei prodotti e quelle foto meditative c’è una comunità fiorente, che dal dopoguerra a oggi non conosce crisi vocazionali: nel monastero “Nostra
Signora di San Giuseppe”, piccola cittadella dello spirito in provincia di Viterbo, vivono un’ottantina di trappiste fra i 25 e i 94 anni, per la maggioranza italiane (provenienti da diverse regioni) e con un piccolo gruppo di straniere.
«Abbiamo tre sorelle ceche, una romena, una argentina, una del Guatemala, una del Madagascar e una originaria dell’Alaska. Sette sono giovani professe di voti temporanei, poi ci sono sei novizie e una postulante», riferisce la madre badessa Rosaria Spreafico, dall’ottobre del 1988 alla guida del monastero. …

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