III DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – C

Il Signore mi ha liberato,
mi ha salvato perché mi ama.
Sal 17 (18), 19b-20

LETTURA
Tu mi hai dato molestia con i peccati, ma io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso.
Is 43, 24c – 44, 3
SALMO RESPONSORIALE
R/. Cantate al Signore, acclamate il suo santo nome.
Sal 32 (33), 3-4. 12-18. 20-21
EPISTOLA
Tenete fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.
Eb 11, 39 12, 4
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 14, 11)
VANGELO
Quanti ascolteranno la voce del Figlio di Dio vivranno.
Gv 5, 25-36
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 127

L’anima risorge per la fede. 

7. Ecco quel che ti dice il tuo Signore: Verrà l’ora – ti dice – ed è questo il momento. Verrà l’ora e proprio tale ora è questa, quando che cosa? quando i morti udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l’avranno ascoltata vivranno. Quelli, dunque, che non l’avranno ascoltata non vivranno. A chi è riferito: quelli che avranno ascoltato? Coloro che avranno aderito con la fede e avranno adempiuto sono quelli che vivranno. Quindi, prima di credere e di ubbidire, giacevano senza vita; andavano pure in giro, ma erano morti. Che cosa erano capaci di fare andando in giro da morti? E tuttavia, se alcuno di loro fosse colpito dalla morte fisica, si affretterebbero, si occuperebbero della tomba; a ravvolgere, a portare, a seppellire il morto sarebbero quei morti dei quali fu detto: Lasciate che i morti diano sepoltura ai loro morti. Morti di tal genere sono rianimati dalla parola di Dio così che vivano nella fede. Quelli che erano morti in quanto mancavano di fede, sono ridestati dalla parola. Proprio di quest’ora ha inteso parlare il Signore: É venuta l’ora ed è questo il momento. Con la sua parola, infatti, ha reso la vita ai morti privi di fede, dei quali l’Apostolo dice: Lèvati, o tu che dormi, sorgi dai morti e Cristo ti illuminerà. Questa è la risurrezione della mente, questa è la risurrezione dell’uomo interiore, questa è la risurrezione dell’anima.

8. Non è solo questa la risurrezione, c’è ancora quella del corpo. Chi rivive nell’anima, risorge nel corpo per il suo bene. Non tutti, però, rivivono nell’anima, mentre risorgeranno tutti nel corpo. Quanto all’anima – dico – non tutti tornano in vita, ma coloro che hanno fede e vi corrispondono, poiché quelli che avranno ascoltato, vivranno. Come pure afferma l’Apostolo: Non tutti hanno la fede. Se, dunque, la fede non è il bene comune a tutti, non tutti sono vivi nell’anima. Quando sopraggiungerà l’ora della risurrezione del corpo, risorgeranno tutti, siano essi buoni o siano cattivi; tutti risorgeranno. Tuttavia, chi ha già la vita dell’anima, risorge per il suo bene; chi prima ha rifiutato la vita dell’anima, risorge nel corpo per la sua rovina. Chi rinasce nell’anima, risorge nel corpo per dare la vita; chi non accoglie la vita nell’anima, con la risurrezione del corpo va alla condanna. Per questo motivo, dunque, il Signore ci ha raccomandato questa rinascita delle anime, alla quale dobbiamo tendere con ogni sollecitudine; in essa sostenere ogni fatica per avere la vita e, conservando la vita, perseverare fino alla morte. Bastava ancora che egli sollecitasse il nostro interesse per la risurrezione dei corpi, che avverrà alla fine del mondo. Ebbene, ascoltate in che modo ha presentato anche questa.

9. Avendo detto: In verità vi dico: Verrà l’ora ed è questo il momento, quando i morti, cioè i non credenti, ascolteranno la voce di Dio, cioè il Vangelo, e coloro che avranno ascoltato, cioè i fedeli praticanti, vivranno, cioè riceveranno la giustificazione e non saranno più privi di fede, avendo detto ciò, nel vedere che dovevano essere istruiti anche riguardo alla risurrezione della carne e che non era il caso di lasciarli così, proseguì affermando: Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso. Disse questo per svegliare le menti e destarne l’acume. Quindi aggiunse: E gli ha rimesso il potere di giudicare, pur essendo Figlio dell’uomo. Egli, Figlio di Dio, è Figlio dell’uomo. In realtà, se il Figlio rimanesse Figlio di Dio e non diventasse anche Figlio dell’uomo, non potrebbe liberare i figli degli uomini. Egli stesso che aveva fatto l’uomo divenne quel che aveva fatto, perché quel che aveva fatto non andasse perduto. Pertanto, divenne uomo in modo da rimanere Figlio di Dio. Divenne uomo assumendo ciò che non era, senza perdere ciò che era; restando Dio, si fece uomo. Prese quel che tu sei senza identificarsi con te. Tale, dunque, è venuto in mezzo a noi, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, Fattore e fattura, Creatore e creatura, Creatore della madre e nato dalla madre; tale è venuto in mezzo a noi. In conseguenza di ciò che il Figlio di Dio è, poté affermare: É venuta l’ora, ed è questo il momento, quando coloro che sono morti ascolteranno la voce del Figlio di Dio. Non disse: del Figlio dell’uomo; presentava, infatti, la realtà per la quale è uguale al Padre. E quelli che avranno ascoltato, vivranno. Come, infatti, il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso. Non per la partecipazione, ma di per sé. Quanto a noi, invece, non abbiamo la vita in noi stessi, ma nel nostro Dio. Al contrario, egli, il Padre, ha la vita in se stesso; e tale genera il Figlio, così che avesse la vita in se stesso e fosse egli stesso la vita. Invece, per diventare Figlio dell’uomo, ha ricevuto da noi. Duo, è Figlio di Dio, di nostro, è Figlio dell’uomo. Ha ricevuto da noi quel che conta di meno; ha dato a noi quel che conta di più. E morì, infatti, quanto a ciò per cui è Figlio dell’uomo, non secondo ciò per cui è Figlio di Dio. Tuttavia, chi morì è il Figlio di Dio; morì, però, secondo la natura umana, non secondo il Verbo che si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Dunque, per il fatto che morì, egli morì di quel che è propriamente nostro; per il fatto che abbiamo la vita, noi viviamo di quel che è proprio di lui. Egli non poté morire quanto a ciò che è suo, noi, di quel che è nostro, non possiamo vivere. Il Signore Gesù ci ha raccomandato tutto questo in quanto è Dio, in quanto è l’Unigenito, in quanto è uguale al Padre; se lo avremo ascoltato, vivremo.

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