LETTURA
Lettura del profeta Isaia 43, 24c – 44, 3 Così dice il Signore Dio: «Tu mi hai dato molestia con i peccati, / mi hai stancato con le tue iniquità. / Io, io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso, / e non ricordo più i tuoi peccati. / Fammi ricordare, discutiamo insieme; / parla tu per giustificarti. / Il tuo primo padre peccò, / i tuoi intermediari mi furono ribelli. / Perciò profanai i capi del santuario / e ho votato Giacobbe all’anàtema, / Israele alle ingiurie». / Ora ascolta, Giacobbe mio servo, / Israele che ho eletto. / Così dice il Signore che ti ha fatto, / che ti ha formato dal seno materno e ti soccorre: / «Non temere, Giacobbe mio servo, / Iesurùn che ho eletto, / poiché io verserò acqua sul suolo assetato, / torrenti sul terreno arido. / Verserò il mio spirito sulla tua discendenza, / la mia benedizione sui tuoi posteri».
SALMO
Sal 32 (33) Cantate al Signore un canto nuovo,
con arte suonate la cetra e acclamate,
perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera. R./
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore. R./
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo. R./
R. Cantate al Signore, acclamate il suo santo nome.
EPISTOLA
Lettera agli Ebrei 11, 39 – 12, 4 Fratelli, i nostri padri, pur essendo stati approvati a causa della loro fede, non ottennero ciò che era stato loro promesso: Dio infatti per noi aveva predisposto qualcosa di meglio, affinché essi non ottenessero la perfezione senza di noi.
Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.
CANTO AL VANGELO
(Cfr Gv 14, 11) Alleluia, alleluia.
Io sono nel Padre e il Padre è in me, dice il Signore;
credetelo per le opere stesse.
Alleluia.
VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 5, 25-36 In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Preghiamo insieme e diciamo: Signore, tu sei la gioia del nostro cuore!
- Signore Dio, Gesù ci addita l’esempio luminoso di Giovanni. Ti affidiamo la Chiesa, radunata nel tuo amore. Il tuo Spirito l’aiuti a diventare per il mondo, una lampada che arde e risplende perché ogni popolo possa rallegrarsi alla luce della sua carità e della comunione fraterna che sa testimoniare: preghiamo. R.
- Signore Dio, noi contempliamo Gesù che, in ogni istante, ha compiuto la volontà di colui che lo ha mandato. Ti affidiamo i giovani che iniziano il cammino di formazione nel nostro Seminario. Il tuo Spirito colmi di forza ogni loro debolezza, perché, compiendo la tua volontà, annuncino a tutti il tuo amore: preghiamo. R.
- Signore Dio, tu hai dato a Gesù, il Figlio dell’uomo il potere di giudicare il mondo. Ti affidiamo quanti, nella nostra società, hanno il compito di amministrare la giustizia e costruire pace. Il tuo Spirito li aiuti a non tradire mai la giustizia per vile calcolo o per la difesa di interessi personali o di gruppo: preghiamo. R.
- Signore Dio, la parola del profeta ci annuncia che tu cancelli i misfatti del tuo popolo e non ricordi più i suoi peccati. Ti affidiamo i nostri cuori, così spesso radicati nel male e nell’egoismo. Il tuo Spirito ci aiuti a riconoscere le nostre infedeltà alle tue attese. Perché possa germogliare in noi il desiderio di una vera conversione: preghiamo. R.
- Signore Dio, risuona, oggi, la promessa di versare acqua sul suolo assetato e di far scorrere torrenti sul terreno arido. Ti affidiamo le terre segnate dalla mancanza di acqua, di cibo, di dignità e libertà. Il tuo Spirito ci aiuti a costruire una terra dove i beni essenziali, il lavoro, la salute, la casa, la cultura, la fede siano garantiti a tutti: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
AGOSTINO DI IPPONA
Dal Commento al Vangelo di Giovanni, 22,14-15
Dio contiene tutto nel suo unico verbo.
Da me io non posso far nulla: io giudico secondo che ascolto, e il mio giudizio è giusto (Gv 5, 30). Se giudichi secondo che ascolti, da chi ascolti? Se dal Padre, è certo che il Padre non giudica nessuno, ma ha rimesso al Figlio ogni giudizio. In che senso tu, araldo del Padre, dici che ascolti? Il Signore risponde: Dico ciò che ascolto perché io sono ciò che è il Padre. Il mio dire è il mio essere, perché io sono il Verbo del Padre. E’ questo che Cristo ti dice nell’intimo del cuore. Che vuol dire io giudico secondo che ascolto, se non che io giudico secondo ciò che sono? Infatti, in che modo Cristo ascolta? Domandiamocelo, fratelli, vi prego. Cristo ascolta dal Padre? E in qual modo il Padre gli parla? Se gli dice qualcosa, gli rivolge la parola; chiunque infatti dice qualcosa a qualcuno, lo fa mediante la parola. Ma in che modo il Padre parla al Figlio, se il Figlio è il Verbo, cioè la parola del Padre? Tutto ciò che il Padre dice a noi, ce lo dice per mezzo del suo Verbo. Ora, se il Figlio è il Verbo del Padre, con quale altra parola si rivolgerà al Verbo stesso? Unico è Dio, egli ha un solo Verbo e nell’unico Verbo contiene tutto. Che significa dunque: giudico secondo che ascolto? Come sono nel Padre, così giudico. Quindi il mio giudizio è giusto (Gv 5, 30). Ma, Signore Gesù, se, come abbiamo potuto intendere con la nostra mente grossolana, tu non fai nulla da te, in che senso poco fa hai detto: Così anche il Figlio fa vivere chi vuole (Gv 5, 21), mentre adesso dici: Non faccio nulla da me? Cosa vuole insegnarci il Figlio, se non che egli viene dal Padre? Colui che è dal Padre, non è da se stesso. Se il Figlio fosse da se stesso, non sarebbe Figlio: egli è dal Padre. Il Padre è tale perché non è dal Figlio; il Figlio è tale perché è dal Padre. Egli è uguale al Padre, e tuttavia è da lui, non viceversa.
Perché io non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato (Gv 5, 30). Il Figlio Unigenito dice: non cerco la mia volontà, e gli uomini vogliono fare la propria volontà! Si umilia tanto lui che è uguale al Padre, mentre s’innalza tanto chi giace così in basso che non potrebbe alzarsi se lui non gli porgesse la mano! Facciamo dunque la volontà del Padre, la volontà del Figlio e la volontà dello Spirito Santo: poiché questa Trinità è una sola volontà, una sola potenza, una sola maestà. Ecco perché il Figlio dice: Non sono venuto per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato, perché il Cristo non è da sé, ma è dal Padre suo. La forma in cui è apparso come uomo, l’ha presa dalla creatura che egli stesso aveva plasmato.
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