Tu sei giusto, Signore,
e retto nei tuoi giudizi;
usa misericordia col tuo servo.
Sal 118 (119), 137. 124a
LETTURA
La radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli, le nazioni la cercheranno con ansia.
Is 11, 10-16 Lettura del profeta Isaia.
In quel tempo. Isaia parlò, dicendo:
«In quel giorno avverrà
che la radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli.
Le nazioni la cercheranno con ansia.
La sua dimora sarà gloriosa.
In quel giorno avverrà
che il Signore stenderà di nuovo la sua mano
per riscattare il resto del suo popolo,
superstite dall’Assiria e dall’Egitto,
da Patros, dall’Etiopia e dall’Elam,
da Sinar e da Camat e dalle isole del mare.
Egli alzerà un vessillo tra le nazioni
e raccoglierà gli espulsi d’Israele;
radunerà i dispersi di Giuda
dai quattro angoli della terra.
Cesserà la gelosia di Èfraim
e gli avversari di Giuda saranno sterminati;
Èfraim non invidierà più Giuda
e Giuda non sarà più ostile a Èfraim.
Voleranno verso occidente contro i Filistei,
insieme deprederanno i figli dell’oriente,
stenderanno le mani su Edom e su Moab
e i figli di Ammon saranno loro sudditi.
Il Signore prosciugherà il golfo del mare d’Egitto
e stenderà la mano contro il Fiume.
Con la potenza del suo soffio
lo dividerà in sette bracci,
così che si possa attraversare con i sandali.
Si formerà una strada per il resto del suo popolo
che sarà superstite dall’Assiria,
come ce ne fu una per Israele
quando uscì dalla terra d’Egitto».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 131 (132), 11. 13-14. 17-18 R/.Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
Il Signore ha giurato a Davide,
promessa da cui non torna indietro:
«Il frutto delle tue viscere
io metterò sul tuo trono!». R/.
Sì, il Signore ha scelto Sion,
l’ha voluta per sua residenza:
«Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre:
qui risiederò, perché l’ho voluto. R/.
Là farò germogliare una potenza per Davide,
preparerò una lampada per il mio consacrato.
Rivestirò di vergogna i suoi nemici,
mentre su di lui fiorirà la sua corona». R/.
EPISTOLA
Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori.
1 Tm 1, 12-17 Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo.
Carissimo, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.
Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.
Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 3, 16-17) Alleluia, alleluia.
Dio ha tanto amato il mondo
da dare il Figlio unigenito
perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Alleluia.
VANGELO
Il Cristo di Dio.
Lc 9, 18-22 + Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quel tempo. Il Signore Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno.
«Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, riconoscenti per i doni del Signore, eleviamo con fiducia e speranza le nostre umili preghiere.
Ascoltaci, Signore!
– Per la Chiesa, perché professando chiaramente la sua totale fiducia in Dio sia chiaro strumento di salvezza per il mondo intero: preghiamo. R.
– Per i seminaristi e i loro educatori, perché, nell’amore per Dio e il prossimo, conformino sempre più la loro vita all’insegnamento del Signore: preghiamo. R.
– Per ciascuno di noi, perché, con coerenza e semplicità, disponga il proprio cuore alla costante ricerca del volto di Dio: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
GREGORIO MAGNO
Hom., 32, 2
La rinunzia a se stesso
Il Signore ci dice di rinunziare alle cose nostre, se vogliamo andare con lui, perché quando andiamo alla prova della fede, dobbiamo affrontare gli spiriti maligni. Ma questi spiriti non posseggono niente di questo mondo. Dobbiamo lottare, perciò, nudi contro nudi. Perché se uno combatte vestito contro uno che è nudo, facilmente viene gettato a terra, perché ha più modo di essere afferrato. Che cosa sono, infatti, tutte le cose terrene, se non dei vestiti del corpo? E, allora, chi va a combattere col diavolo, si spogli, se non vuol soccombere. Non possegga nulla in questo mondo, o non sia attaccato a nulla, non cerchi piaceri nelle cose periture, perché ciò di cui si copre, non diventi strumento della sua caduta. E neanche basta lasciar le cose nostre; bisogna lasciar noi stessi. Ma che vuol dire lasciar noi stessi? Dove andremo fuori di noi, se lasciamo noi stessi? O chi è che va, se uno lascia se stesso?
Ma una cosa siamo nella caduta del peccato e un’altra nella genuina creazione, una cosa è ciò che abbiam fatto di noi stessi e altra è ciò che siamo stati fatti. Sforziamoci, allora, di lasciare quello che abbiam fatto di noi stessi col peccato e di restare quello che siamo stati fatti attraverso la grazia. Ecco, chi è stato superbo, se convertendosi a Cristo è diventato umile, questo ha lasciato se stesso.
Se un lussurioso s’è ridotto alla continenza, questi ha rinnegato se stesso. Se un avaro ha smesso di agognar ricchezze e lui, che rapiva l’altrui, ha imparato a donare il suo, senza dubbio questi ha lasciato se stesso. È ancora lui, quanto a natura, ma non è più lui, quanto a peccato. Perciò fu scritto: “Converti gli empi e non saranno più” (Pr 12,7).
Gli empi convertiti non sono più, non quanto alla loro essenza, ma quanto alla colpa di empietà. Allora, dunque, lasciamo noi stessi, quando evitiamo ciò che era il nostro uomo vecchio e ci sforziamo d’essere l’uomo nuovo. Riflettiamo come aveva rinnegato se stesso Paolo, quando diceva: “Non sono più io che vivo” (Gal 2,20). Era finito il persecutore ed era cominciato a vivere il pio predicatore. E aggiunge subito: “Ma vive il Cristo in me”; come se volesse dire: Io sono morto, perché non vivo secondo la carne, ma essenzialmente non sono morto, perché spiritualmente vivo in Cristo.
Dica, dunque, la Verità: “Se uno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso” (Lc 9,23). Se uno non rinunzia a se stesso, non s’avvicina a chi è sopra di lui e non prende ciò che è fuori di lui, se non sacrifica se stesso. I broccoli devono essere trapiantati, per sviluppare; cioè, sono sradicati per crescere. I semi marciscono in terra, per moltiplicarsi. Mentre sembra che perdano ciò che erano, ricevono ciò che non erano.
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