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III DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

Tu sei giusto, Signore,
e retto nei tuoi giudizi;
usa misericordia col tuo servo.
Sal 118 (119), 137. 124a

LETTURA
La radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli, le nazioni la cercheranno con ansia.
Is 11, 10-16

SALMO
Sal 131 (132), 11. 13-14. 17-18

EPISTOLA
Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori.
1 Tm 1, 12-17

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 3, 16-17)

VANGELO
Il Cristo di Dio.
Lc 9, 18-22

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

MONASTERO CISTERCENSE (TRAPPISTA)
“Madonna dell’Unione”

Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, dice il Signore; ma poi ordina loro severamente di non riferirlo a nessuno. Prima chiede che cosa sono Io per voi, e Pietro, sappiamo da un altro Vangelo, illuminato dal Padre afferma che Lui è il Cristo, il figlio di Dio vivente. Ma perché ordina severamente di non riferirlo a nessuno? Da una parte li manda a predicare che il regno è vicino, dall’altra parte di stare zitti! Qual è il problema? È il nostro atteggiamento fondamentale, nel quale noi ricadiamo sempre: di conoscere il Cristo. Basta leggere la Scrittura, o studiare la teologia! Lo Spirito Santo ci aiuta anche in questo, ma quello che noi conosciamo del Cristo con la Scrittura e la teologia è, direbbe san Paolo, sempre secondo la carne, cioè secondo le nostre categorie.

San Paolo ci dice ancora: Io lo conoscevo, ho conosciuto il Cristo secondo la carne, secondo l’istruzione biblica che ha ricevuto alla scuola di Gamaliele, ma non è più così. C’è un’altra modalità; e così pure Pietro dovrà ricredersi sull’affermazione che anche lui ha fatto del Cristo, che vera come lo intendeva lui. Lui stesso si deve poi ricredere che quello che aveva seguito era il Cristo, e lo rinnega, perché ne aveva una conoscenza secondo la carne.

La conoscenza del Cristo secondo la carne è necessaria ma non è sufficiente. Sia san Paolo, che gli Apostoli, che soprattutto Pietro, conosceranno il Cristo, non come Colui che è il dominatore, ma come il Signore Gesù, che umiliò se stesso, si fece obbediente fino alla morte e alla morte di croce, e per questo ha ricevuto ogni potere in cielo, in terra e negli inferi. Ma questa conoscenza viene data dal Santo Spirito: non è secondo la carne, ma è secondo lo Spirito; non è più il Cristo, ma è il Signore Gesù.

In pratica è la stessa cosa, oggettivamente parlando, perché il Cristo è il Signore Gesù di Nazareth che è morto e risorto da parte di Dio; ma da parte nostra abbiamo la tendenza a concepire il Vangelo, il Signore, secondo le nostre categorie. Fintantoché queste non vengono completamente ribaltate, non impariamo a conoscere: “non conosco più secondo la carne, ma secondo lo Spirito, che è il Signore Gesù”; e “nessuno può dire che Gesù è il Signore, se non mediante lo Spirito”. San Pietro ripeterà poi, dopo la sua esperienza di ribaltamento delle sue categorie su Cristo: voi lo amate pur non avendolo visto, e amandolo gioite di una gioia indicibile. Questa gioia non viene dalle nostre conoscenze solo teologiche, ma viene dall’esperienza del Santo Spirito, che ci fa dire che Gesù è il Signore. Per questo dobbiamo accettare di essere condotti nella tentazione.

Grandi discussioni sono state fatte, e si fanno sul non c’indurre in tentazione del Padre nostro. “Ricordati il cammino che ti fa fare il Signore Dio tuo, per umiliarti, per metterti alla prova, per vedere cosa c’è nel tuo cuore”. Vale a dire, per far crollare tutte le nostre concezioni, anche valide ma insufficienti per farci conoscere il Signore, che non si può conoscere solo attraverso la teologia. Solo l’azione del Santo Spirito ci fa conoscere questo Gesù che dobbiamo testimoniare e riconoscere davanti agli uomini.

Diceva ieri la preghiera: di gustare nello Spirito l’amore, l’umiltà del Signore Gesù che si dona a noi. Questa conoscenza la possiamo ottenere nella misura che ci lasciamo istruire dal Santo Spirito. Neanche Pietro, neanche Paolo, nessuno degli Apostoli e penso nessuno dei santi ha conosciuto veramente il Cristo, l’inviato, l’unto di Dio che è diventato il Signore Gesù mediante il Santo Spirito. Il Cristo è una descrizione teologica che noi possiamo fare per poi andare, chiuso il libro di teologia, per i fatti nostri! Gesù è il nome di una Persona che si relaziona a noi mediante il Santo Spirito.

Questa relazione implica che giorno e notte noi siamo consapevoli di questa conoscenza che ci dona il Santo Spirito. Tutti possono dire che Cristo è qua o è là, ma Gesù, il Signore, direbbe san Bernardo, miele sulla nostra bocca, giubilo nel nostro cuore, è solo mediante il Santo Spirito che noi lo possiamo, non conoscere, ma gustare, e Lui diventare la letizia e la gioia del nostro cuore.

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PENULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

Le tue mani, Signore, mi hanno plasmato;
dammi forza di intendere i tuoi precetti.
Anelo alla salvezza che viene da te
e medito la tua legge.
Sal 118 (119), 73. 174

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