III DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

III DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

LETTURA
Isaia 11, 10-16

SALMO
Sal 131 (132)

R. Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

EPISTOLA
Timòteo 1, 12-17

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 3, 16-17)

VANGELO
Luca 9, 18-22

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

AMBROGIO
In Luc., 6, 93 s. 97-99

Confessione di Pietro

“Ed egli disse loro: «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Il Cristo di Dio»” (Lc 9,20). Non è senza interesse l’opinione della folla: gli uni credevano che fosse risorto Elia, che ritenevano dovesse tornare, altri che fosse risorto Giovanni, che sapevano che era stato decapitato, o qualcuno degli antichi profeti (Lc 9,19 Mt 16,14). Ma cercare i motivi di queste diverse opinioni è al di sopra delle nostre forze: diverse sono le opinioni e la prudenza di ciascuno. Del resto, se è stato sufficiente all’apostolo Paolo non conoscere altro che Cristo Gesù e questo crocifisso (1Co 2,2), che cosa debbo desiderare io di conoscere più del Cristo? In questo solo nome è espressa la divinità, l’Incarnazione, la fede e la Passione. E sebbene gli apostoli lo sappiano anche loro, Pietro risponde a nome di tutti: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16,16). Egli ha riassunto ogni cosa, esprimendo la natura e il nome che comprende la somma delle virtù…
Credi dunque nel modo in cui ha creduto Pietro, per poter essere anche tu beato, e meritare anche tu di sentirti dire: “Perché non la carne e il sangue te lo ha rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli” (Mt 16,17). La carne e il sangue possono, infatti, rivelare solamente ciò che è terrestre; mentre chi parla in spirito dei misteri, non si fonda sugli insegnamenti della carne e del sangue, ma sull’ispirazione divina. Non appoggiarti quindi sulla carne e sul sangue, per non finire col prendere ordini dalla carne e dal sangue, e divenire tu stesso carne e sangue…
Pietro non ha aspettato di sapere l’opinione del popolo, ma ha espresso subito la sua dicendo: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Colui che è, è sempre, non comincia ad essere, né finisce di essere. Ebbene, la bontà di Cristo è grande: egli dona ai suoi discepoli quasi tutti i suoi nomi. “Io sono” – egli ha detto – “la luce del mondo” (Jn 8,12): e questo nome di cui egli si gloria, lo ha dato ai suoi discepoli dicendo: “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14). “Io sono il pane vivo” (Jn 6,51) ha detto, “e tutti noi siamo un solo pane” (1Co 10,17). Ancora: “Io sono la vera vite”, dice di sé (Jn 15,1), e a te dice: “Ti ho piantato come una vite fruttuosa, tutta vera” (Jr 2,21). Cristo era la pietra: “Bevevano infatti dalla pietra spirituale che li accompagnava, e la pietra era Cristo” (1Co 10,4); e Cristo non rifiuta la grazia di questo nome al suo discepolo affinché anch’egli sia Pietro, in modo che abbia della pietra la solidità della costanza, la fermezza della fede.
Sforzati anche tu di essere pietra. Cercala in te questa pietra, non al di fuori di te. La tua pietra è la tua azione, la tua pietra è il tuo spirito. Sopra questa pietra si costruisce la tua casa, in modo che nessuna tempesta, scatenata dagli spiriti malvagi, possa rovesciarla. La tua pietra è la fede, e la fede è il fondamento della Chiesa. Se tu sarai pietra, sarai nella Chiesa, perché la Chiesa poggia sulla pietra. Se sarai nella Chiesa, le porte dell’inferno non prevarranno contro di te. Le porte dell’inferno sono le porte della morte, e queste non possono essere le porte della Chiesa.
Ma che cosa sono allora le porte della morte, ossia le porte dell’inferno, se non le diverse specie di peccato? Se tu avrai fornicato, avrai varcato le porte della morte. Se ferisci la buona fede altrui, ti apri le porte dell’inferno. Se hai commesso un peccato mortale, sei entrato per le porte della morte. Ma Dio ha il potere di farti uscire dalle porte della morte, a condizione che tu proclami le sue lodi alle porte della figlia di Sion (Ps 9,14). Invece le porte della Chiesa sono quelle della castità, quelle della giustizia, che il giusto è solito varcare dicendo: “Apritemi le porte della giustizia, ed io, entrato in essa, loderò il Signore” (Ps 117,19). E come la porta della morte è la porta dell’inferno, così la porta della giustizia è la porta di Dio: “Questa” – infatti – “è la porta del Signore, i giusti vi entreranno” (Ps 117,20). Fuggi perciò l’ostinazione nel peccato, in modo che le porte dell’inferno non possano prevalere: se infatti il peccato sarà il tuo padrone, la porta della morte trionfa.

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