LETTURA
Il vitello d’oro e l’intercessione di Mosè: ricòrdati di Abramo.
Esodo 32, 7-13b In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Va’, scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: “Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”». Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervice. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione».
Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto con grande forza e con mano potente? Perché dovranno dire gli Egiziani: “Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra”? Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: “Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo”».
SALMO
Sal 105 (106) R. Salvaci, Signore, nostro Dio.
Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto, non compresero le tue meraviglie,
non si ricordarono della grandezza del tuo amore. R./
Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti.
Ma egli vide la loro angustia,
quando udì il loro grido. R./
Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore.
Li affidò alla misericordia
di quelli che li avevano deportati. R./
EPISTOLA
Nessuno per le tribolazioni si lasci turbare nella fede.
1Tessalonicesi 2,20-3,8 Fratelli, siete voi la nostra gloria e la nostra gioia!
Per questo, non potendo più resistere, abbiamo deciso di restare soli ad Atene e abbiamo inviato Timòteo, nostro fratello e collaboratore di Dio nel vangelo di Cristo, per confermarvi ed esortarvi nella vostra fede, perché nessuno si lasci turbare in queste prove. Voi stessi, infatti, sapete che questa è la nostra sorte; infatti, quando eravamo tra voi, dicevamo già che avremmo subìto delle prove, come in realtà è accaduto e voi ben sapete. Per questo, non potendo più resistere, mandai a prendere notizie della vostra fede, temendo che il tentatore vi avesse messi alla prova e che la nostra fatica non fosse servita a nulla.
Ma, ora che Timòteo è tornato, ci ha portato buone notizie della vostra fede, della vostra carità e del ricordo sempre vivo che conservate di noi, desiderosi di vederci, come noi lo siamo di vedere voi. E perciò, fratelli, in mezzo a tutte le nostre necessità e tribolazioni, ci sentiamo consolati a vostro riguardo, a motivo della vostra fede. Ora, sì, ci sentiamo rivivere, se rimanete saldi nel Signore.
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 8, 46-47) Gloria e lode a te, Cristo Signore!
Credete in me, dice il Signore;
chi è da Dio ascolta le parole di Dio.
Gloria e lode a te, Cristo Signore!
VANGELO
Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia.
Giovanni 8, 31-59 In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio».
Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, con fede incrollabile, rivolgiamo al «Dio di Abramo» le nostre suppliche perché, nel suo Figlio fatto uomo, ci guidi sulla strada della vera libertà.
Libera, o Dio, i nostri cuori!
- Per la Chiesa, perché, in virtù del sacrificio di Cristo, elevi sempre al cielo la preghiera di intercessione a favore di ogni uomo: preghiamo. R.
- Per le famiglie, perché, perseverando nel dialogo e nella preghiera, trovino sostegno nelle difficoltà e nelle prove della vita: preghiamo. R.
- Per ciascuno di noi, perché, facendo memoria del nostro Battesimo e rinnovando la nostra fede in Cristo, sappiamo vivere e testimoniare, in coerenza, la libertà dei figli di Dio: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
AGOSTINO
Commento al Vangelo di Giovanni, 40
Saremo liberi, solo se il Figlio ci libera.
La nostra speranza è di essere liberati da colui che è libero, e liberandoci ci renda servi: eravamo servi della cupidigia, liberati diventiamo servi della carità.
1. Ho rimandato il discorso sul seguito del passo precedente del santo Vangelo che oggi ci è stato nuovamente letto, sia perché avevo già parlato molto, sia perché di quella libertà cui ci chiama la grazia del Salvatore, non si può parlare di passaggio e superficialmente; per cui abbiamo deciso di riprendere oggi il discorso, contando sull’aiuto del Signore. Coloro ai quali si rivolgeva il Signore Gesù Cristo, erano Giudei, in gran parte si nemici, ma in parte diventati o in via di diventare amici; vedeva infatti che c’erano alcuni, come ho già detto, che dopo la sua passione avrebbero creduto in lui. Tenendo conto di questi aveva detto: Quando avrete levato in alto il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che io sono (Gv 8,28). Erano presenti alcuni che a queste parole subito credettero, ai quali disse ciò che abbiamo sentito oggi: Gesù allora prese a dire ai Giudei che avevano creduto in lui: Se voi rimarrete nella mia parola, sarete davvero miei discepoli. Rimanendo costanti, sarete discepoli: ora siete credenti, perseverando nella fede diverrete veggenti. perciò continua: e conoscerete la verità (Gv 8,31-32). La verità non è soggetta a mutamento. La verità è il pane che nutre lo spirito, senza venir meno: essa trasforma chi di lei si nutre, ma non si converte in chi la mangia. Ecco qual è la verità: il Verbo di Dio, Dio presso Dio, Figlio unigenito. Questa verità si è rivestita di carne per noi, nascendo dalla vergine Maria, adempiendo così la profezia: La verità è sorta dalla terra (Sl 84,12). Questa verità, quando parlava ai Giudei, rimaneva occulta nella carne: rimaneva occulta, non per farsi rifiutare, ma perché voleva rinviare la sua manifestazione; e rinviava la sua manifestazione per poter prima patire nella carne, e mediante i suoi patimenti nella carne redimere la carne del peccato. E cosi, rivelandosi nell’umiltà della carne e occultando la sua divina maestà, nostro Signore Gesù Cristo disse a coloro che mediante la sua parola gli avevano creduto: Se rimarrete nella mia parola, sarete davvero miei discepoli. Chi infatti avrà perseverato sino alla fine sarà salvo (Mt 10,22). E conoscerete la verità che ora è nascosta e vi parla. E la verità vi libererà (Gv 8,32). Questo verbo il Signore lo prende dalla parola libertà, e perciò non significa altro che vi farà liberi; allo stesso modo che salvare non significa altro che fare salvo, e sanare significa rendere uno sano, e arricchire significa rendere uno ricco; così liberare significa rendere uno libero. Ciò risulta più chiaro in greco; perché in latino siamo soliti dire che uno viene liberato, senza riferirci alla libertà ma soltanto alla salute; così diciamo che uno viene liberato da un’infermità: è un modo di dire, ma non è un parlare con proprietà. É invece in senso proprio che il Signore usa questo verbo, quando dice la verità vi libererà; secondo il testo greco è fuori dubbio che egli si riferisce alla libertà.
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