III DOMENICA DI PASQUA

III DOMENICA DI PASQUA

LETTURA
Il battesimo del carceriere: credi nel Signore Gesù e sarai salvato.
At 16, 22-34

SALMO
Sal 97 (98), 1-4

 

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R./
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. R./
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R./

EPISTOLA
Sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi, a favore della Chiesa, di cui sono diventato ministro.
Col 1, 24-29

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 14, 6)

VANGELO
Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Mostraci il Padre, io sono la via, la verità e la vita.
Gv 14, 1-11a

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

ORIGENE
Omelie sulla Genesi 1, 53

Per essere trasformati a somiglianza di Dio

Dio fece l’uomo, lo fece a immagine di Dio (Gen 1,27). Dobbiamo vedere qual è questa immagine di Dio e ricercare a somiglianza dell’immagine di chi sia stato fatto l’uomo. Non sta scritto: Dio fece l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma lo fece a immagine di Dio. Qual è dunque quest’altra immagine di Dio a somiglianza della quale è stato fatto l’uomo, se non il nostro Salvatore? Egli è il primogenito di tutta la creazione (Col 1,15); di lui è stato scritto che è splendore della luce eterna e immagine della sostanza di Dio (Eb 1,3), lui che dice di sé: Io sono nel Padre e il Padre è in me (Gv 14,10), e: Chi ha visto me ha visto anche il Padre (Gv 14,9). Come infatti chi vede l’immagine di qualcuno vede colui del quale essa è l’immagine, così attraverso il Verbo di Dio, che è immagine di Dio, si vede Dio. E così si avvera quello che ha detto: Chi ha visto me ha visto anche il Padre. L’uomo è stato fatto a somiglianza di questa immagine e per questo il nostro Salvatore, che è l’immagine di Dio, mosso da misericordia per l’uomo che era stato fatto a somiglianza di lui, vedendo che, deposta la sua immagine, aveva rivestito l’immagine del maligno, mosso da misericordia, assunse l’immagine dell’uomo e venne da lui, come attesta anche l’Apostolo dicendo: Essendo nella forma di Dio, non considerò una rapina l’essere uguale a Dio, ma annientò se stesso, assumendo la forma di schiavo e, ritrovato nel sembiante come uomo, umiliò se stesso fino alla morte (Fil 2,6-8).

Quanti dunque vengono a lui e si sforzano di diventare partecipi dell’immagine spirituale, costoro si rinnovano di giorno in giorno secondo l’uomo interiore (cf. 2Cor 4,16), a immagine di colui che li ha fatti, così da poter diventare partecipi dell’immagine spirituale, mediante il loro progresso, ma ciascuno secondo le sue forze …

Perciò guardiamo sempre a questa immagine di Dio per poter essere trasformati a sua somiglianza. Se infatti l’uomo, fatto a immagine di Dio, guardando contro natura l’immagine del diavolo, è diventato simile a lui a causa del peccato, molto di più, guardando all’immagine di Dio, a somiglianza della quale è stato fatto, mediante la Parola e la sua potenza, riceverà quella forma che gli era stata data per natura.

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