III DI QUARESIMA – di Abramo

III DI QUARESIMA – di Abramo

In Dio la mia salvezza e la mia gloria,
è il Dio della mia forza
e mia speranza è lui.
In lui sperate, voi tutti qui riuniti,
aprite il vostro cuore innanzi a Dio
perché è il Signore, è lui che ci soccorre.
Sal 61 (62), 8-9

LETTURA
Manderò un nuovo profeta.
Dt 6, 4a; 18, 9-22

SALMO
Sal 105 (106), 6-7c.43ab. 44-46

 

Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto, non compresero le tue meraviglie,
non si ricordarono della grandezza del tuo amore. R/.
Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti.
Ma egli vide la loro angustia,
quando udì il loro grido. R/.
Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore.
Li affidò alla misericordia
di quelli che li avevano deportati. R/.

EPISTOLA
Cristo, giusto e giustificatore, strumento di espiazione.
Rm 3, 21-26

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 8, 46-47)

VANGELO
Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia.
Gv 8, 31-59

In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo.Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio».
Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

AMBROGIO
Su Abramo, I, 67-78

«Abramo vide il mio giorno»

“Dio disse ad Abramo: Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va’ nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò” (Gen 22,2). Isacco prefigura Cristo che sta per soffrire. Viene su un’asina…; quando il Signore venne per soffrire per noi la sua Passione, sciolse il puledro, figlio dell’asina sul quale salì… Abramo disse ai suoi servi: “Torneremo da voi”; ha profetizzato ciò che ignorava… Isacco ha portato la legna; Cristo, il legno della croce. Abramo accompagnava suo figlio; il Padre accompagnava Cristo. Disse infatti: “Mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me” (Gv 16,32). Isacco disse a suo padre… “Ecco qui la legna ma dov’è l’agnello per l’olocausto?” Disse delle parole profetiche, pur senza saperlo; il Signore infatti preparava un agnello per l’olocausto. Anche Abramo ha profetizzato rispondendo: “Dio stesso provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio”…

L’angelo del Signore gli disse: “Abramo, Abramo… non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che temi Dio e non hai risparmiato il tuo figlio prediletto per me” (cfr Rm 8,32)… Abramo alzò gli occhi e vide un ariete appeso con le corna in un cespuglio” . Perché un ariete? È quello che ha il valore più grande nel gregge. Perché appeso? Per farti vedere che questa non era una vittima terrena… Il nostro corno, la nostra forza, è Cristo (Lc 1,69), che è superiore ad ogni uomo, come leggiamo: “Tu sei il più bello tra il figli dell’uomo” (Sal 44,3). Solo lui è stato innalzato da terra ed esaltato, come insegna lui stesso con queste parole: “Io non sono di questo mondo. Sono di lassù” (Gv 8,23). Abramo in quell’olocausto ha intravvisto la sua Passione; per questo il Signore disse di lui: “Abramo vide il mio giorno e se ne rallegrò”. Egli è apparso ad Abramo, rivelandogli che il suo corpo avrebbe sofferto la Passione grazie alla quale egli ha riscattato il mondo. Indica pure il genere di Passione che avrebbe sofferto mostrandolo appeso; quel cespuglio è il legno della croce. E, innalzato su quel legno, la guida incomparabile del gregge ha attirato tutti a sé, per farsi conoscere da tutti.

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