II DOMENICA DOPO PENTECOSTE – C

Il Signore è la mia luce e la mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore difende la mia vita:
di chi avrò paura?
Sal 26 (27), 1

LETTURA
Colui che vive in eterno ha creato l’intero universo.
Sir 18, 1-2. 4-9a. 10-13
SALMO RESPONSORIALE
R/. Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.
Sal 135 (136), 1-9
EPISTOLA
La creazione, sottoposta alla caducità, geme nelle doglie.
Rm 8, 18-25
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Mt 6, 26)
VANGELO
Non preoccupatevi di quello che mangerete. Cercate il regno.
Mt 6, 25-33
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

S. AMBROGIO
Hexamer. 3, 36

Considerate i gigli dei campi…

Ma quale spettacolo è quello di un campo in pieno rigoglio, quale profumo, quale attrattiva, quale soddisfazione per i contadini! Come potremmo spiegarlo degnamente con le nostre parole? Ma abbiamo la testimonianza della Scrittura dalla quale vediamo paragonata la bellezza della campagna alla benedizione e alla grazia dei santi, quando Isacco dice: “L’odore di mio figlio è l’odore d’un campo rigoglioso” (Gen 27,27). Perché descrivere le viole dal cupo colore purpureo, i candidi gigli, le rose vermiglie, le campagne tinte ora di fiori color d’oro ora variopinti ora color giallo zafferano, nelle quali non sapresti se rechi maggior diletto il colore dei fiori o il loro profumo penetrante? Gli occhi si pascono di questa gradevole visione e intorno ampiamente si sparge il profumo che ci riempie del suo piacevole effluvio. Perciò giustamente il Signore dice: “E la bellezza del campo è con me (Sal 49,11). È con lui, perché ne è l’autore: quale altro artefice infatti avrebbe potuto esprimere una così grande bellezza nelle singole creature? “Considerate i gigli del campo” (Mt 6,28), quale sia il candore dei loro petali, come questi, l’uno stretto all’altro, si rizzino dal basso verso l’alto in modo da riprodurre la forma d’un calice, come nell’interno di questo risplenda quasi un bagliore d’oro che, difeso tutt’intorno dalla protezione dei petali, non è esposto ad alcuna offesa. Se si cogliesse questo fiore e si sfogliassero i suoi petali, quale mano di artista sarebbe così abile da ridargli la forma del giglio? Nessuno saprebbe imitare la natura con tanta perfezione da presumere di ricostituire questo fiore, cui il Signore diede un riconoscimento così eccezionale da dire: “Nemmeno Salomone in tutta la sua gloria vestiva come uno di questi” (Mt 6,29). Un sovrano ricchissimo e sapientissimo è giudicato da meno della bellezza di questo fiore.

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