Tu sei, o Dio, la mia protezione,
il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
Tu sei la mia forza e la mia difesa;
nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.
Sal 30 (31), 3-4
LETTURA
Volgetevi a me e sarete salvi, voi tutti confini della terra.
Is 45, 20-23 Lettura del profeta Isaia.
Così dice il Signore Dio:
«Radunatevi e venite,
avvicinatevi tutti insieme,
superstiti delle nazioni!
Non comprendono quelli che portano
un loro idolo di legno
e pregano un dio
che non può salvare.
Raccontate, presentate le prove,
consigliatevi pure insieme!
Chi ha fatto sentire ciò da molto tempo
e chi l’ha raccontato fin da allora?
Non sono forse io, il Signore?
Fuori di me non c’è altro dio;
un dio giusto e salvatore
non c’è all’infuori di me.
Volgetevi a me e sarete salvi,
voi tutti confini della terra,
perché io sono Dio, non ce n’è altri.
Lo giuro su me stesso,
dalla mia bocca esce la giustizia,
una parola che non torna indietro:
davanti a me si piegherà ogni ginocchio,
per me giurerà ogni lingua».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 21 (22), 26-29. 30c-32 R/. Loderanno il Signore quelli che lo cercano.
Da te la mia lode nella grande assemblea;
scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre. R/.
Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli.
Perché del Signore è il regno:
è lui che domina sui popoli! R/.
E io vivrò per lui,
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!». R/.
EPISTOLA
La nostra cittadinanza è nei cieli.
Fil 3, 13b – 4, 1 Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi.
Fratelli, so soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.
Tutti noi, che siamo perfetti, dobbiamo avere questi sentimenti; se in qualche cosa pensate diversamente, Dio vi illuminerà anche su questo. Intanto, dal punto a cui siamo arrivati, insieme procediamo.
Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra. La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.
Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!
CANTO AL VANGELO
(Ap 3, 21a) Alleluia, alleluia.
Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono.
Alleluia.
VANGELO
Il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare.
Mt 13, 47-52 + Lettura del Vangelo secondo Matteo.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, rinnovati nella speranza e nell’amore, innalziamo all’unico vero Dio le preghiere che nascono dalla povertà del nostro cuore.
Nel tuo amore, ascoltaci, Signore!
– Per la Chiesa, perché sappia accogliere e amare ogni uomo secondo il cuore e la tenerezza del Padre: preghiamo. R.
– Per i Responsabili delle Nazioni, perché, nel loro impegno civile, promuovano il progresso dei popoli e il bene comune: preghiamo. R.
– Per ciascuno di noi, perché, «rimanendo saldi nella fede», sappiamo vivere ogni giorno nell’amore del Signore: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
S. AGOSTINO
Da Ai donatisti dopo la conferenza, 4
I cattivi non possono nuocere ai buoni, sia che siano ignorati sia che siano tollerati per tutelare la pace e la tranquillità della Chiesa.
Che cosa rispondono al riguardo coloro che continuano a spargere in mezzo a voi vuote menzogne, che potranno pregiudicare la loro stessa salvezza, se non si emendano? Perché continuano ancora a ripetere che noi abbiamo corrotto il giudice perché si pronunciasse in nostro favore? Non avremo per caso corrotto anche il vescovo, che gode di tanto merito presso di voi, il vostro brillante avvocato, perché pronunziasse quelle cose in nostro favore? L’obiettivo, infatti, che noi perseguivamo con la massima energia e puntiglio, era di dimostrare che la causa e la persona di Ceciliano, qualunque fosse la sua condotta, non aveva nulla a che vedere con la causa e la persona della Chiesa, che Dio ha reso salda con le sue divine testimonianze. Ed era anche quello di dimostrare, partendo dalle parabole evangeliche, che la causa e l’individualità della zizzania non pregiudica affatto la causa e l’individualità del grano, benché ambedue crescano insieme nello stesso campo e con la stessa pioggia fino alla mietitura, quando sarà necessario separarli (Cf. Mt 13, 24-31); così pure la causa e l’individualità della paglia non pregiudica la causa e l’individualità del frumento: anche se saranno trebbiati insieme sulla stessa aia, la vagliatura finale li separerà (Cf. Mt 25, 33); similmente la causa e l’individualità dei capri non pregiudica minimamente la causa e l’individualità delle pecore: ciascuno è ben custodito nei pascoli comuni, finché l’ultimo giudizio del pastore supremo li separerà, gli uni alla sua sinistra e gli altri alla sua destra (Cf. Mt 3, 12); come anche la causa e l’individualità dei pesci cattivi non pregiudica la causa e l’individualità dei pesci buoni: benché siano racchiusi nella stessa rete, saranno separati all’approdo finale sulla riva, ove finisce il mare, cioè alla fine dei tempi (Cf. Mt 13, 49).
Queste parabole e figure preannunziano la Chiesa, che racchiuderà nel suo grembo buoni e cattivi sino alla fine del mondo, senza che i cattivi possano nuocere ai buoni, sia che siano ignorati sia che siano tollerati per tutelare la pace e la tranquillità della Chiesa – se, cioè, non sarà opportuno denunciarli o accusarli o non sarà possibile provare ai buoni la loro colpevolezza –, fermo restando però che non venga mai meno la vigilanza per emendare la condotta attraverso la correzione, la degradazione, la scomunica, ed ogni altro strumento disciplinare lecito e autorizzato (Cf. Brevic. 3, 9, 16) che, salvaguardata la pace dell’unità, viene utilizzato quotidianamente nella Chiesa nel rispetto della carità, secondo il precetto dell’Apostolo che dice: Se qualcuno non obbedisce a quanto diciamo per lettera, prendete nota di lui e interrompete i rapporti, perché si vergogni; non trattatelo però come un nemico, ma ammonitelo come un fratello (2 Ts. 3, 14-15).
In tal modo la disciplina salvaguarda la pazienza e la pazienza stempera la disciplina, e sia l’una che l’altra sono finalizzate alla carità, per evitare che la pazienza senza la disciplina favorisca l’iniquità o la disciplina senza la pazienza dissolva l’unità.
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