Tu sei giusto, Signore,
e retto nei tuoi giudizi;
usa misericordia col tuo servo.
Sal 118 (119), 137. 124a
LETTURA
Tu conducesti il tuo popolo per acquistarti un nome glorioso.
SALMO
Tu, pastore d’Israele, ascolta,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Seduto sui cherubini, risplendi
davanti a Èfraim, Beniamino e Manasse.
Risveglia la tua potenza e vieni a salvarci. R/.
Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Le hai preparato il terreno,
hai affondato le sue radici
ed essa ha riempito la terra. R/.
Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte. R/.
Sia la tua mano sull’uomo della tua destra,
sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome. R/.
EPISTOLA
Mosè, servitore nella casa e testimone di ciò che doveva essere annunciato più tardi. Cristo è posto sopra la casa come figlio.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Voi scrutate le Scritture. Di me Mosè ha scritto.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».
PREGHIERA DEI FEDELI
R/. Ascoltaci, Signore.
- Per la Chiesa, perché, promuovendo il messaggio e lo stile di vita evangelico, manifesti al mondo il vero volto del Padre: preghiamo. R.
- Per tutti i popoli, perché, in Gesù, contemplino con chiarezza il pieno e definitivo compimento della salvezza di Dio: preghiamo. R.
- Per noi, perché lo Spirito di verità susciti e accompagni la nostra testimonianza in ogni ambiente di vita: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni 23, 4-5
É Dio che rende beata l’anima.
Mosè ha reso testimonianza a Cristo, e testimonianza a Cristo hanno reso Giovanni Battista, e tutti i profeti e gli Apostoli. Ma al di sopra di tutte queste testimonianze, Cristo pone la testimonianza delle sue opere. Gli è che per mezzo di quelli era sempre Dio che rendeva testimonianza a suo Figlio. Ma ora in un altro modo Dio rende testimonianza al Figlio: è per mezzo del suo stesso Figlio che Dio rivela il Figlio, anzi, per mezzo del Figlio rivela se stesso. Se l’uomo riuscirà ad arrivare a lui, non avrà più bisogno di lucerne e, scavando davvero in profondità, avrà finalmente costruito l’edificio sulla roccia viva.
Come vedete, fratelli, la lezione di oggi non presenta difficoltà; ma c’è da pagare il debito di ieri. So infatti di aver soltanto differito il debito contratto ieri, e il Signore si è degnato di offrirmi oggi l’occasione di pagarlo. Richiamate dunque alla memoria ciò che dovete chiedere a Dio, se vogliamo in qualche modo, col dovuto rispetto e con umiltà salutare, elevarci non contro Dio, ma verso Dio. Eleviamo a lui l’anima nostra, effondendola sopra di noi, come nel salmo faceva colui al quale si chiedeva Dov’è il tuo Dio? Ho meditato – egli dice – queste cose, ed ho effuso sopra di me l’anima mia (Sal 41, 4-5). Eleviamo, dunque, l’anima non contro Dio, ma a Dio, come dice un altro salmo: A te, o Signore, ho elevato l’anima mia (Sal 24, 1). Ed eleviamola col suo aiuto; poiché l’anima nostra è pesante. Perché è pesante? Perché il corpo che si corrompe, appesantisce l’anima, e la dimora terrena opprime la mente presa da molti pensieri (cf. Sap 9, 15). Forse potremmo riuscire a raccogliere il nostro spirito dal molteplice all’uno, e riportarlo all’unità sottraendolo alla dispersione (il che è impossibile, già l’ho detto, se non ci aiuta colui il quale vuole che eleviamo a lui l’anima nostra); e così forse comprenderemo, almeno in parte, come il Verbo di Dio, l’Unigenito del Padre, insieme con lui eterno e a lui uguale, non possa fare se non ciò che ha visto fare al Padre, mentre lo stesso Padre non fa niente senza il Figlio che vede quanto egli fa. Mi sembra che in questo passo il Signore Gesù abbia voluto suggerire qualcosa di grande a quanti impegnano la loro attenzione, comunicare qualcosa di grande a quanti ne sono capaci, e gli incapaci stimolare alla ricerca affinché, vedendo che non lo comprendono, se ne rendano capaci mediante una vita degna. Ci ha voluto suggerire che l’anima e la mente razionale, di cui l’uomo, a differenza del bruto, è dotato, non può ricevere la vita, la felicità e la luce, se non dall’essenza stessa di Dio. L’anima agisce per mezzo del corpo e nel corpo, tenendolo a sé soggetto; e per mezzo delle cose corporali i sensi possono ricevere piacevoli o sgradevoli impressioni, e per questo, cioè per la coesistenza e unione stretta che esiste in questa vita tra il corpo e l’anima, l’anima riceve diletto o tristezza secondo che le impressioni dei sensi sono piacevoli o sgradevoli. Tuttavia la beatitudine, che può rendere beata l’anima stessa, non si realizza se non mediante la partecipazione a quella vita sempre viva, a quella sostanza immutabile ed eterna che è Dio. E così come l’anima, che è inferiore a Dio, comunica la vita a ciò che è inferiore ad essa, cioè al corpo, così non può, l’anima, ricevere la vita che la rende felice, se non da ciò che è superiore all’anima stessa. L’anima è superiore al corpo, e Dio è superiore all’anima. L’anima arricchisce ciò che è inferiore e riceve da chi le è superiore. Si ponga al servizio del suo Signore, se non vuol essere calpestata dal suo servo. In ciò consiste, o miei fratelli, la religione cristiana, che viene predicata in tutto il mondo suscitando la reazione degli avversari, i quali protestano quando sono vinti e infieriscono quando prevalgono. Questa è la religione cristiana, che consiste nel rendere onore ad un solo Dio, non a molti dèi. Non c’è che un solo Dio che può rendere beata l’anima. Essa diventa beata partecipando alla vita di Dio. Non diventa beata, l’anima debole, partecipando alla vita di un’anima santa; né diventa beata, l’anima santa, partecipando alla vita dell’angelo; ma se l’anima debole cerca la beatitudine, la cerchi laddove ha trovato la sua beatitudine l’anima santa. Tu non troverai la beatitudine nell’angelo, ma dove la trova l’angelo, lì la troverai anche tu.
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