LETTURA
Lettura del profeta Baruc 4, 36 – 5, 9 Così dice il Signore Dio: / «Guarda a oriente, Gerusalemme, / osserva la gioia che ti viene da Dio. / Ecco, ritornano i figli che hai visto partire, / ritornano insieme riuniti, / dal sorgere del sole al suo tramonto, / alla parola del Santo, esultanti per la gloria di Dio. / Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell’afflizione, / rivèstiti dello splendore della gloria / che ti viene da Dio per sempre. / Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio, / metti sul tuo capo il diadema di gloria dell’Eterno, / perché Dio mostrerà il tuo splendore / a ogni creatura sotto il cielo. / Sarai chiamata da Dio per sempre: / “Pace di giustizia” e “Gloria di pietà”. / Sorgi, o Gerusalemme, sta’ in piedi sull’altura / e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti, / dal tramonto del sole fino al suo sorgere, / alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio. / Si sono allontanati da te a piedi, / incalzati dai nemici; / ora Dio te li riconduce / in trionfo, come sopra un trono regale. / Poiché Dio ha deciso di spianare / ogni alta montagna e le rupi perenni, / di colmare le valli livellando il terreno, / perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio. / Anche le selve e ogni albero odoroso / hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio. / Perché Dio ricondurrà Israele con gioia / alla luce della sua gloria, / con la misericordia e la giustizia / che vengono da lui».
SALMO
Sal 99 (100) Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza. R./
Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo. R./
Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome; R./
perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione. R./
R. Popoli tutti, acclamate il Signore!
EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 15, 1-13 Fratelli, noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di piacere al prossimo nel bene, per edificarlo. Anche Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma, come sta scritto: «Gli insulti di chi ti insulta ricadano su di me». Tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza. E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.
Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. Dico infatti che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri; le genti invece glorificano Dio per la sua misericordia, come sta scritto:
«Per questo ti loderò fra le genti / e canterò inni al tuo nome». / E ancora: / «Esultate, o nazioni, insieme al suo popolo». / E di nuovo: / «Genti tutte, lodate il Signore; / i popoli tutti lo esaltino». / E a sua volta Isaia dice: / «Spunterà il rampollo di Iesse, / colui che sorgerà a governare le nazioni: / in lui le nazioni spereranno».
Il Dio della speranza vi riempia, nel credere, di ogni gioia e pace, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo.
CANTO AL VANGELO
(Lc 3, 4b. 6) Alleluia, alleluia.
Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
Alleluia.
VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Luca 3, 1-18 Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
«Voce di uno che grida nel deserto: / Preparate la via del Signore, / raddrizzate i suoi sentieri! / Ogni burrone sarà riempito, / ogni monte e ogni colle sarà abbassato; / le vie tortuose diverranno diritte / e quelle impervie, spianate. / Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».
Alle folle che andavano a farsi battezzare da lui, Giovanni diceva: «Razza di vipere, chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire fra voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Anzi, già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco».
Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, innalziamo le nostre preghiere al Signore, che sostiene la nostra attesa, perché raccolga tutti i suoi figli nell’unità e nella pace.
R.: Vieni, Signore Gesù!
- Per la Chiesa, perché distolga il proprio cuore dalle cose vane e, tenendo lo sguardo fisso al Signore, dia testimonianza operosa della propria fede: preghiamo. R.
- Per i cristiani che attendono ancora una chiesa, perché, attraverso l’impegno dell’intera comunità, possano vedere realizzato il loro progetto e sperimentare la gioia di essere membra dell’unica famiglia dei figli di Dio: preghiamo. R.
- Per le Comunità di vita contemplativa, che in questo giorno ricordiamo in modo particolare, perché siano invito, per gli uomini e le donne di oggi, a riconoscere e accogliere il primato dell’amore misericordioso di Dio: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
ORIGENE
Dal Commento al vangelo di Luca, 22, 1-5
La via diritta
Sta scritto di Giovanni: “Voce di colui che grida nel deserto: preparate la via al Signore, raddrizzate i suoi sentieri” (Lc 3,4 Is 40,3). Quanto segue si riferisce espressamente al nostro Signore e Salvatore. Non è infatti Giovanni che «ha colmato ogni valle», ma il nostro Signore e Salvatore. Osservi ciascuno che cosa era prima di avere la fede: si accorgerà che era una valle bassa, una valle in pendio che sprofondava negli abissi. Ma quando è venuto il Signore Gesù e ha inviato quale suo vicario lo Spirito Santo, «ogni valle è stata colmata». È stata colmata con le buone opere e i frutti dello Spirito Santo. La carità non lascia che in te resti una valle, perché, se tu possiedi la pace, la pazienza e la bontà, non soltanto cesserai di essere una valle, ma comincerai a divenire «montagna» di Dio.
Queste parole: «Ogni valle sarà colmata», vediamo che ogni giorno si realizzano e si compiono tanto per i Gentili quanto per il popolo di Israele, che è stato rovesciato dalla sua grandezza: “ogni montagna e ogni colle sarà abbassato” (Lc 3,5 Is 40,4). Questo popolo era un giorno un monte e un colle, ed è stato abbattuto e smantellato. Ma “per il loro delitto è stata data la salvezza alle genti, per provocare la loro emulazione” (Rm 11,11).
E per contro, non sbaglierai se vedrai in queste montagne e in queste colline abbattute le potenze nemiche che si levano contro gli uomini. Affinché infatti siano colmate le vallate di cui parliamo, dovranno essere abbattute le potenze nemiche, montagne e colline.
Ma vediamo se si è compiuta la profezia seguente che concerne l’avvento del Cristo. Dice infatti: “E tutte le cose tortuose diverranno dritte” (Lc 3,5 Is 40,4). Ognuno di noi era tortuoso – sempreché lo sia stato allora senza esserlo ancora oggi – e, per la venuta di Cristo che si è compiuta anche nella nostra anima, tutto ciò che era tortuoso è diventato dritto. A che ti serve infatti che Cristo sia venuto un tempo nella carne, se non è venuto anche nella tua anima? Preghiamo dunque perché ogni giorno il suo avvento si compia in noi, onde possiamo dire: “Vivo, ma non più io; è Cristo che vive in me” (Ga 2,20). Se Cristo vive in Paolo e non vive in me, che vantaggio ne ho? Ma quando egli sarà venuto anche in me e io ne gioirò come ne ha gioito Paolo, anch’io potrò dire come Paolo: “Vivo, ma non più io; è Cristo che vive in me” (Ga 2,20).
Consideriamo anche il resto di ciò che si annunzia a proposito dell’avvento del Cristo. Niente al mondo era più aspro di te. Guarda le tue passioni di un tempo, la tua ira e i tuoi altri vizi, sempreché ora siano scomparsi; e comprenderai che niente era più aspro di te, oppure, per esprimermi in un modo più chiaro, comprenderai che niente era più ingiusto di te. La tua condotta era ingiusta, ingiuste le tue parole e le tue opere. Ma è venuto il mio Signore Gesù, ha spianato le tue asperità, ha mutato in strade dritte tutto il tuo disordine, perché in te sorgesse una strada senza inciampi, un cammino dolce e puro, lungo il quale in te Dio Padre potesse procedere e Cristo Signore in te potesse fissare la sua dimora e dire: “Io e il Padre mio verremo e porremo in lui la nostra dimora” (Jn 14,23).
Così continua: “e ogni carne vedrà la salvezza di Dio” (Lc 3,6 Is 40,5). Tu un tempo eri carne; ebbene, mentre eri carne, anzi mentre ancora sei carne, ecco il prodigio, vedi già «la salvezza di Dio».
Quanto al significato delle parole: «ogni carne», senza che nessuna sia esclusa dalla visione «della salvezza di Dio», lo lascio comprendere a coloro che sono capaci di sondare il mistero e il cuore della Scrittura.
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