PRIMA LETTURA
Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.
SALMO RESPONSORIALE
R. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.
SECONDA LETTURA
Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Si arriva alla conoscenza di Dio
mediante la conoscenza del Cristo di Dio,
cioè del suo consacrato.
Egli è riconoscibile perché, pieno dello
Spirito di Dio, compie le opere di Dio,
opere che sono ben visibili e che rivelano
la vita nuova del regno dei cieli.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 5, 19-47
Io… ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. (v. 36)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 10, 22-42
Gesù rispose loro: “Ve l’ho detto e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza”. (v. 25)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 1-14
Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. (v. 11)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 2-15
Gesù rispose: “Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella”. (vv. 4-5)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 25-27
Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. (v. 27b)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 10, 34-43
Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. (v. 38)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 5, 13-26
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. (v. 22)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 1
Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l’efficacia della sua forza. (vv. 18-19)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 2, 18-3, 24
Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre. (v. 2, 23)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 61
Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri. (v. 1a)
COMMENTO PATRISTICO
AGOSTINO DI IPPONA
Dal Commento al Vangelo di Giovanni 6,8
Se la santità del battesimo dipendesse dalla diversità dei meriti dei ministri, ci sarebbero tanti battesimi quanti possono essere i meriti; e ognuno penserebbe d’aver ricevuto una cosa tanto migliore quanto migliore considera il ministro dal quale è stato battezzato. Gli stessi santi, – intendetemi bene, fratelli miei – i buoni che appartengono alla colomba, che sono cittadini della celeste Gerusalemme, i buoni che sono nella Chiesa, dei quali l’Apostolo dice: Il Signore sa chi sono i suoi (2 Tim 2, 19), sono diversi quanto a doni spirituali, e i loro meriti non sono uguali. Certuni sono più santi e migliori degli altri. Perché dunque, se uno viene battezzato, mettiamo, da un tale che è giusto e santo, e un altro invece da uno di minor merito davanti a Dio, di una virtù meno elevata, di una castità meno perfetta, insomma di vita meno santa; perché entrambi i battezzati ricevono la stessa identica cosa se non perché è lui quello che battezza? Allora, come quando battezzano due santi dotati di meriti diversi, la grazia è una e identica, e malgrado il diverso grado di santità dei ministri, non è superiore in uno e inferiore nell’altro; così ugualmente una e identica è la grazia donata dal battesimo amministrato da un indegno, che battezza perché la Chiesa non sa che è cattivo, o perché lo tollera (i cattivi, infatti, restano ignorati o tollerati; come si tollera la pula in attesa che, alla fine, l’aia venga ripulita). La grazia data da questo battesimo è una e identica, e non viene compromessa dall’indegnità del ministro; è sempre uguale perché è lui quello che battezza.
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