Tu sei, o Dio, la mia protezione,
il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
Tu sei la mia forza e la mia difesa;
nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.
Sal 30 (31), 3-4
LETTURA
La chiamata dei pagani alla salvezza.
SALMO
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. R/.
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome. R/.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine. R/.
EPISTOLA
Annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Nel nome di Cristo saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso».
PREGHIERA DEI FEDELI
R/. Ascoltaci, Signore!
- Per la Chiesa, perché sia instancabile nell’annuncio del vangelo, perseverante nella preghiera e nella frazione del pane: preghiamo. R/.
- Per il mondo intero, perché, in Gesù che dona sé stesso, riscopra la fonte della salvezza e della vera gioia: preghiamo. R/.
- Per tutti noi, perché la grazia ricevuta nel Battesimo porti frutti di amore e ci renda autentici testimoni del Signore: preghiamo. R/.
COMMENTO AL VANGELO
IRENEO DI LIONE
Adv. haer., IV, 26, 1
Le Scritture sono profezia di Cristo
Se uno, invero, legge le Scritture con intendimento, vi troverà una parola concernente il Cristo e la prefigurazione della vocazione nuova. Questo è infatti il tesoro nascosto nel campo (Mt 13,44), ovvero nel mondo, poiché il campo è il mondo (Mt 13,38). Tesoro nascosto nelle Scritture, poiché era significato in figure e in parabole che, dal punto di vista umano, non potevano essere comprese prima del compimento delle profezie, cioè prima della venuta di Cristo. Per questo, veniva detto al profeta Daniele: “Chiudi queste parole e sigilla questo libro, fino al tempo della fine: allora molti lo scorreranno e la loro conoscenza sarà accresciuta. Quando infatti la dispersione sarà finita, essi comprenderanno tutte queste cose” (Dan 12,4 .7) .
Anche Geremia dice: “Alla fine dei giorni, comprenderete tutto” (Ger 23,20). Invero, ogni profezia, prima del suo compimento, non appariva che enigmi ed è per gli uomini; ma, venuto il momento del suo compimento, essa acquista il suo esatto significato. Ecco perché, letta oggi dai Giudei, la Legge somiglia ad una favola: manca loro infatti la chiave interpretativa di tutto, cioè la venuta del Figlio di Dio come uomo. Per contro, letta dai cristiani, essa è quel tesoro un tempo nascosto nel campo, ma che la croce di Cristo rivela e spiega. essa arricchisce l’intelligenza degli uomini, mostra la sapienza di Dio, rendendo manifesti i propri disegni di salvezza verso l’uomo; prefigura il regno di Cristo e annuncia l’eredità della santa Gerusalemme; predice che l’uomo che ama Dio progredirà fino a vedere Dio e udire la sua parola, e per l’ascolto di tale parola sarà glorificato, al punto che gli altri uomini non potranno fissare i loro occhi sul suo volto di gloria (2Cor 3,7), secondo quanto è stato detto per bocca di Daniele: “I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro cbe avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre” (Dan 12,3).
Se dunque uno legge le Scritture nel modo che abbiamo indicato – ovvero, nel modo in cui il Signore le spiegò ai discepoli dopo la sua risurrezione dai morti, provando loro, attraverso le Scritture, come “era necessario che Cristo soffrisse ed entrasse così nella sua gloria” (Lc 24,26.46) “e nel suo nome fosse predicata in tutto il mondo la remissione dei peccati” (Lc 24,47) -, sarà un discepolo perfetto, “simile ad un padrone di casa che trae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52).
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