I DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE

I DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE

Tu sei, o Dio, la mia protezione,
il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
Tu sei la mia forza e la mia difesa;
nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.
Sal 30 (31), 3-4

LETTURA
Il mandato missionario a Saulo e Barnaba.
At 13, 1-5a

SALMO
Sal 95 (96), 1-3. 7-8a

 

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome. R/.
Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. R/.
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome. R/.

EPISTOLA
Paolo, ministro di Cristo Gesù tra le genti.
Rm 15, 15-20

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Mt 28, 19-20)

VANGELO
Andate, fate discepoli, battezzate tutti i popoli.
Mt 28, 16-20

 

In quel tempo. Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che il Signore Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

ATANASIO
Dalle «Lettere pasquali» (Lett. 14, 1-2; PG 26, 1419-1420)

Celebriamo la vicina festa del Signore con autenticità di fede

Il Verbo, Cristo Signore, datosi a noi interamente, ci fa dono della sua visita. Egli promette di restarci ininterrottamente vicino. Per questo dice: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20).

Egli è pastore, sommo sacerdote, via e porta  e come tale si rende presente nella celebrazione della solennità. Viene fra noi  colui  che  era  atteso,  colui del quale  san  Paolo  dice:  «Cristo,  nostra  Pasqua,  è stato immolato» (1 Cor 5,  7).  Si  verifica  anche  ciò che dice il salmista: O mia esultanza, liberami da coloro che mi circondano (cfr. Sal 31, 7). Vera esultanza e vera solennità è quella che libera dai mali. Per conseguire questo bene ognuno si comporti santamente e dentro di sé mediti nella pace e nel timore di Dio.

Così facevano anche i santi. Mentre erano in vita si sentivano nella gioia come in una continua festa. Uno di essi, il beato Davide, si alzava di notte non una volta sola ma sette volte e con la preghiera si rendeva  propizio  Dio.  Un  altro,  il  grande  Mosè, esultava con inni, cantava lodi per la vittoria riportata sul faraone  e  su  coloro  che  avevano  oppresso gli Ebrei. E altri ancora, con gioia incessante, attendevano al culto sacro, come Samuele e il profeta Elia.

Per questo loro stile di vita essi raggiunsero la libertà e ora fanno festa in cielo. Ripensano con gioia al loro pellegrinaggio terreno, capaci ormai di distinguere ciò che era figura e ciò che è divenuto finalmente realtà.

Per prepararci, come si conviene, alla grande solennità che cosa dobbiamo fare? Chi dobbiamo seguire come guida? Nessun altro certamente, o miei cari, se non colui che voi stessi chiamate, come me,

«Nostro Signore Gesù Cristo». Egli per l’appunto dice: «Io sono la via» (Gv 14, 6). Egli è colui che, al dire di san Giovanni, «toglie  il  peccato  del  mondo» (Gv 1, 29). Egli purifica le nostre anime, come  afferma il profeta Geremia: Fermatevi nelle strade e guardate, e state attenti a quale sia la via buona, e in essa troverete la rigenerazione delle vostre anime (cfr. Ger 6, 16).

Un tempo era il sangue dei capri e la cenere di un vitello ad aspergere quanti erano  immondi. Serviva però solo a purificare  il  corpo.  Ora  invece, per la grazia del Verbo di Dio, ognuno viene purificato in modo completo nello spirito.

Se seguiremo Cristo, potremo sentirci già ora negli atri della Gerusalemme celeste e anticipare e pregustare anche la festa eterna. Così fecero gli apostoli, costituiti maestri della grazia per i loro coetanei e anche per noi. Essi non fecero che seguire il Salvatore: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito» (Mt 19, 27).

Seguiamo  anche  noi  il  Signore,  cioè  imitiamolo, e così avremo trovato il  modo  di  celebrare  la  festa non soltanto esteriormente, ma nella maniera più fattiva, cioè non solo con le parole, ma anche con le opere.

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